Pandemia e andamento del settore del trasporto aereo

Quand’è che il settore del trasporto aereo si riprenderà definitivamente dall’enorme crisi che sta vivendo?

L’impatto del Covid-19 sul settore dei trasporti aerei

Come ben si sa, l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus Covid-19 ha avuto degli effetti profondamente negativi su molteplici settori, e quello del trasporto aereo è stato tra quelli in assoluto più colpiti.

Le limitazioni alla mobilità, il comprensibile timore nel viaggiare, soprattutto all’estero, e delle procedure di sicurezza ancora molto diverse da nazione a nazione hanno creato nel mondo del trasporto aereo una crisi che non ha precedenti.

Le previsioni di ripresa del settore aereo

Si stanno registrando dei segnali di ripresa: in molte aree del mondo, infatti, le restrizioni sono divenute meno ferree e soprattutto tantissime persone stanno avendo modo di vaccinarsi, tuttavia affinché il settore possa riprendersi dalle enormi perdite subite ci vorrà del tempo.

Secondo IATA, International Air Transport Association, i livelli pre-crisi non verranno raggiunti prima del 2024.

Alexandre De Juniac, direttore generale e CEO di IATA, ha dichiarato che il 2020 resterà alla storia come l’anno più buio di sempre per il settore, alla luce di centinaia di miliardi di euro in meno di ricavi i quali hanno comportato dei drastici tagli dei costi con conseguenti perdite di tantissimi posti di lavoro.

Il taglio dei costi, ad ogni modo, non ha salvato le compagnie dal tracollo economico: secondo De Juniac infatti i costi sono stati tagliati del 45,8%, ma i ricavi si sono ridotti del 60,9%.

Il cambio di tendenza previsto nel 2021

De Juniac ritiene che nel 2021 si registrerà un incremento del numero di passeggeri, dunque già nell’anno in corso il cambio di tendenza sarà evidente, ma si tratterà comunque di cifre ben lontane da quelle pre-crisi, di conseguenza per raggiungere una situazione di normalità bisognerà aspettare ancora.

IATA si è sbilanciata anche nell’indicare le zone geografiche che più contribuiranno alla ripresa del settore, e da questo punto di vista non si hanno esitazioni nell’indicare le aree dell’Asia del Pacifico, non solo per la loro popolosità e per la loro importante domanda, ma anche perché quello cinese è stato uno dei primi mercati che ha registrato dei segni di ripresa.

Il sempre florido mercato statunitense saprà senz’altro contribuire al rilancio del settore nelle zone del Nord America, mentre il Sud America, come anche l’Africa, dovrebbe riprendersi ben più lentamente per molteplici fattori, in primis le difficoltà legate alla distribuzione dei vaccini.