Gli appassionati di droni sanno bene che l’utilizzo di velivoli a pilotaggio remoto non è concesso ovunque: alcuni territori, infatti, sono tassativamente “no fly zone”, altri invece sono soggetti a limitazioni di carattere temporaneo, ad esempio in concomitanza di particolari eventi sportivi.

Conoscere quali sono le aree in cui non è concesso far decollare dei droni, tuttavia, non è facile: informazioni di questo tipo sono infatti contenute nei NOTAM, i cosiddetti avvisi ai naviganti, i quali sono scritti in un linguaggio criptico che solo i piloti professionisti sono in grado di decifrare.

Sulla base di tale consapevolezza DJI, uno dei marchi più noti nel mondo dei droni, ha scelto di integrare nelle App di volo dei suoi droni la più recente release del sistema di geofencing GEO.

Anche il pilota meno esperto, dunque, facendo riferimento a questa risorsa può notare facilmente quali sono le zone in cui il volo non è consentito.

Grazie a questo particolare strumento, qualora un drone si trovi in un territorio in cui non è concesso il volo si “rifiuterebbe” di funzionare; nel caso in cui il pilota fosse consapevole di poter disporre di permessi speciali, ad ogni modo, potrebbe comunque sbloccarlo.

Questa nuova App di DJI propone tre diversi livelli di “warning”, verde, giallo e rosso, e le zone rosse non possono essere sbloccate in alcun modo, neppure nel caso in cui si disponga di permessi: tra le zone in cui il volo è vietato in modo assoluto vi è, ad esempio, la Casa Bianca.

GEO di DJI, ad ogni modo, può essere considerato solo come un aiuto dedicato al pilota, e non come una fonte ufficiale: il livello di attenzione da parte di chi guida droni, dunque, deve essere in tutti i casi elevato.