Piloti di aerei e pandemia Covid

Il mondo del trasporto aereo farà molto presto i conti con una grave carenza di piloti su scala globale: è questo, infatti, ciò che dovrebbe accadere negli anni a venire, e si tratta di un problema a cui si sta dando sorprendentemente poco peso.

La domanda di piloti da parte delle compagnie è sempre stata molto alta, d’altronde si parla di figure che devono avere un alto livello di specializzazione e che possono giungere a tale traguardo solo dopo cospicui investimenti, sia in termini di denaro che di tempo ed impegno; per un pilota, dunque, trovare un impiego non è mai stato particolarmente difficile.

La mancanza di piloti di aerei nella fase post-pandemia

La particolare situazione che sta vivendo il mondo del trasporto aereo, peraltro, è destinata a rendere la carenza di piloti un problema ancor più grave: nell’ultimo anno, infatti, le compagnie aeree hanno ridotto in modo drastico i loro voli per via della diminuzione della domanda, ma quando l’emergenza sanitaria sarà superata e si riprenderà a viaggiare, tante compagnie aeree faranno i conti con un clamoroso buco per quel che riguarda queste figure.

Secondo una ricerca condotta dallo studio di consulenza americano Oliver Wyman, quando il settore del trasporto aereo avrà ripreso ad operare a regime mancherà all’appello una cifra compresa tra 34.000 e 50.000 tra comandanti e primi ufficiali.

Altri aspetti da considerare

Si tratta di numeri davvero allarmanti, che potrebbero essere ancor più accentuati se si considerano degli ulteriori aspetti.

Anzitutto, una volta superata la pandemia, è verosimile immaginare che molte persone avranno una grande voglia di viaggiare, o comunque effettueranno tutti quei voli che hanno lasciato in sospeso nei mesi precedenti, quindi i volumi di traffico potrebbero divenire addirittura superiori rispetto alle fasi pre-pandemia.

Si consideri inoltre, prendendo come riferimento soprattutto il mercato nordamericano, l’invecchiamento e quindi il pensionamento di un numero notevole di comandanti. Oltre al raggiungimento di anzianità di questa forza lavoro, durante il periodo della pandemia, si stima che fino al 10% di piloti, siano stati mandati in prepensionamento, con sovvenzioni delle compagnie aeree o chiedendo un anticipo della pensione dietro un contributo per tagliare i costi.

Il momento giusto per la certificazione ATPL

Come in altri periodi di crisi del settore dei trasporti aerei, per esempio dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre e con la crisi finanziaria del 2008 e 2009, si prevede una diminuzione per quanto riguarda il numero di certificazioni per piloti di linea e commerciali. La ricerca Oliver Wyman sostiene che tra piloti attuali e futuri un numero tra 25mila e 35mila potrebbero scegliere una carriera alternativa.

Infatti diversi piloti che si sono formati recentemente e che hanno iniziato a lavorare nella fase pre-pandemia potrebbero essere stati insoddisfatti dalle prospettive professionali ottenute, magari perché, vista la situazione sanitaria, le compagnie li hanno impiegati solo per un numero di voli piuttosto ridotto. Di conseguenza potrebbero essersi orientati verso tutt’altro tipo di orizzonti lavorativi, e questo ovviamente acuirebbe ulteriormente il problema.

Tuttavia, proprio perché i fatti indicano la prossima carenza di piloti e comandanti è proprio questo il momento più adatto per iniziare un iter addestrativo che porti, proprio quando ci sarà più necessità, tra il 2022 e il 2024, a trovarsi nelle condizioni di poter partecipare attivamente ai colloqui di reclutamento delle compagnie aeree che cercheranno nuovi piloti.

I dati e le previsioni non fanno che confermare un’opportunità che non puoi lasciarti scappare. Se il tuo obiettivo è quello di diventare un pilota di aerei, questo è il momento giusto per iscriverti al corso dei tuoi sogni: scegli Aeroclub Varese per ottenere la tua licenza ATPL.