Sono stati recentemente condotti due interessanti studi scientifici relativi alla formazione del ghiaccio, eseguiti entrambi in Cina ad opera rispettivamente dell’Istituto di Tecnologia di Pechino e da due atenei, ovvero dall’Università di Zhejiang e dall’Università di Shanghai Jiao Tong.

Nella prima ricerca si è eseguita una simulazione al computer finalizzata a comprendere come si congelano le gocce di silicio, e il meccanismo scoperto è assolutamente valido anche per l’acqua, dal momento che le molecole dell’acqua hanno una struttura assai simile a quella dell’elemento chimico in questione.

Al fine del congelamento si è rivelato cruciale l’innesco di una fase in cui l’intensità del liquido inizia a fluttuare, e ciò genera delle onde che riescono a promuovere la cosiddetta aggregazione delle molecole, quella che si usa definire nucleazione.

Le molecole in questione divengono sempre più grandi, fino a produrre i cristalli che corrispondono appunto alla formazione di ghiaccio.

La seconda ricerca, la quale è stata pubblicata nella rivista Physics of Fluids, ha invece considerato come vengono distribuite sugli aerei le gocce di ghiaccio di circa un millimetro.

La formazione di queste particelle può implicare la formazione di depositi di ghiaccio piuttosto importanti, i quali tendono inevitabilmente a divenire una minaccia per la qualità del volo laddove presenti in grandi quantità.