La cosiddetta fibra di carbonio è un materiale che sta trovando impieghi sempre più vasti nel campo dell’aviazione, e nell’ampio panorama delle fibre di vetro questo particolare variante si rivela davvero pregevole per resistenza e qualità.

È recente la notizia per cui interi aerei di ultima generazione siano stati realizzati in fibra di carbonio, ed è verosimile immaginare che tale materiale troverà impieghi sempre più vasti in tal senso.

A questa notizia, peraltro, si associa un’altra innovazione molto interessante, ovvero il fatto che si è perfezionata un’innovativa tecnica tramite cui questo materiale sarebbe in grado, sostanzialmente, di rigenerarsi in modo del tutto autonomo.

Gli scienziati dell’Università di Bristol, in Regno Unito, hanno ideato tale innovazione dopo lunghi anni di studi, riuscendo a realizzare appunto una variante della fibra di carbonio in grado di rigenerarsi in modo autonomo ed immediato, senza che si debba intervenire con delle riparazioni.

Qualora il materiale dovesse subire un danno, infatti, si ricompatta in modo immediato grazie alla presenza di particolari microsfere, le quali, rompendosi, rilasciano nel medesimo materiale un apposito liquido che riempie nelle fessure provocate dalla rottura, rendendo così il danno pressochè impercettibile.

Sebbene questa novità sia appena ai suoi albori, è verosimile immaginare che molto presto potrà essere impiegata per la realizzazione di aerei moderni ed efficienti; è proprio questa, infatti, la finalità principale che ha motivato questi studiosi al perfezionamento di questa nuova prerogativa.

Allo stesso modo, peraltro, questo innovativo materiale in grado di autorigenerarsi potrebbe essere impiegato anche per realizzare gli schermi degli smartphone, i quali sono spesso soggetti a rotture.