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L’impegno green di Air France

La compagnia aerea Air France si è posta l’ambizioso obiettivo di dimezzare le emissioni di CO/2 per passeggero/km entro l’anno 2030, e in tale ottica sta compiendo diversi investimenti.

L’utilizzo di equipaggiamenti elettrici

Bisogna anzitutto sottolineare che, per lunghi anni, Air France ha utilizzato electric ramp equipment, e lo scorso 3 settembre ha testato il ramp handling facendo ricorso ai motori elettrici prodotti dalla start up francese Carwatt e TLD in occasione di un volo Parigi-Delhi.

Air France è partner di Solar Impulse Foundation e molti degli equipaggiamenti dei suoi velivoli sono certificati da tale organizzazione, come ad esempio quelli che provvedono al trasferimento dei bagagli dal terminal dell’aereo, quelli che consentono di effettuare il push back, quelli relativi all’aria condizionata e via discorrendo.

La partnership con la start up Carwatt e TLD è stata invece avviata nel 2017 e ha come obiettivi principali l’elettrificazione e l’economia circolare.

Gli obiettivi ambientali di Air France

Il 60% della flotta di ramp equipment della compagnia sarà, entro la fine del 2020, di tipo elettrico, percentuale che toccherà quota 90% nel 2025 consentendo di risparmiare ogni anno l’emissione di ben 10.000 tonnellate di CO2.

L’impegno attivo di Air France per quel che riguarda l’innovazione mirata all’ecosostenibilità e all’efficienza abbraccia anche altri ambiti, come ad esempio il riciclaggio, l’utilizzo di carburanti sostenibili, la compensazione delle emissioni di CO2 ed altro ancora.

Non c’è che dire, dunque, Air France si conferma una compagnia molto attenta al rispetto dell’ambiente, d’altronde lo scorso anno ha conquistato il primo posto nel Dow Jones Sustainability Index (DJSI).

Dash 8-400 conforme ai parametri di silenziosità ICAO

ICAO, Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, ha recentemente introdotto dei parametri molto ferrei per quanto riguarda la produzione di rumore da parte dei velivoli in volo, al fine di contenere l’inquinamento acustico prodotto dai collegamenti aerei, e il produttore De Havilland Canada ha annunciato il fatto che il suo Dash 8-400, un turboprop di recente realizzazione, assicura piena conformità a tali parametri.

Nello specifico, Dash 8-400 risulta essere il primo propeller-driven aircraft ad aver ottenuto la certificazione che ne conferma appunto la conformità ai rigidi ICAO Noise Standards.

La scelta del produttore De Havilland

Robert Mobilio, Vice President, Engineering and Quality di De Havilland Canada, ha sottolineato con orgoglio il conseguimento di questo prezioso risultato, frutto di una strategia progettuale molto rigorosa.

Mobilio ha dichiarato che De Havilland ha recentemente consegnato 600 aeromobili, le cui caratteristiche gioveranno non poco alle compagnie aeree che andranno ad utilizzarli, basti pensare infatti che questi aerei potranno accedere con meno limitazioni ai “noise sensitive airports”.

Come comunicato dall’azienda, peraltro, il nuovo Dash 8-400 eccelle in silenziosità non solo esternamente, ma anche per quel che riguarda i suoi interni, offrendo così un’esperienza di viaggio particolarmente confortevole sia ai passeggeri che ai piloti.

Se è vero che nel settore Automotive i motori ibridi sono ormai una realtà consolidata, non si può dir lo stesso per gli aerei, tuttavia l’applicazione di tecnologie ibride per i velivoli rappresenta una delle più importanti sfide che l’industria aeronautica ha deciso di cogliere.

Hera sarà il più grande velivolo ibrido al mondo

Proprio in tempi recenti, infatti, in Gran Bretagna è stato presentato un progetto assai interessante: quello relativo a Hera, Hybrid Electric Regional Aircraft, un velivolo da 70 posti destinato a tratte regionali che potrà appunto essere alimentato in modalità ibrida.

Questa, in realtà, non rappresenta una novità assoluta: oggi infatti esistono già alcuni esempi di aerei ibridi, ma si tratta esclusivamente di velivoli piccoli e con una scarsa autonomia, di conseguenza Hera diverrà il più grande aereo ad alimentazione ibrida del mondo.

Questo è ciò che promette EAG, Electric Aviation Group, ovvero la società che sta lavorando alla sua progettazione e che ha reso pubblica questa sua idea in occasione del Farnborough Airshow tenutosi in edizione “virtuale”.

Come funzionerà Hera

Hera potrà quindi essere alimentato con tradizionali motori turboelica proprio come con propulsori elettrici alimentati da una speciale batteria agli ioni di litio in grado di rigenerarsi durante il volo per ridurre i tempi di rifornimento a terra; EAG ha anche annunciato che se le evoluzioni tecnologiche dei prossimi anni lo consentiranno, si potrebbe anche pensare di realizzare un velivolo Hera alimentato completamente in modo elettrico, quindi totalmente “green”.

Le previsioni di performance

Secondo EAG, quest’innovativo velivolo sarà disponibile nel 2028 e avrà inizialmente un’autonomia di 920 miglia, tuttavia nei due anni successivi si prevedono ottimizzazioni che porteranno Hera a toccare quota 1.400 miglia di autonomia, cifra che consentirebbe di raggiungere gran parte delle destinazioni europee e che renderebbe quindi ancor più interessante questa nuova creazione.

La cabina di Hera, inoltre, potrà essere facilmente convertita da cargo a trasporto passeggeri, e viceversa.

Il progetto ambizioso di EAG

Kamran Iqbal, fondatore e amministratore delegato di EAG, ha sottolineato anche gli aspetti economici legati a tale innovazione: l’azienda ha già depositato ben 25 brevetti riguardanti il progetto Hera e, dal medesimo, potrebbero nascere 25.000 posti di lavoro.

L’aereo elettrico Velis Electro ottiene la certificazione UFAC

Ha compiuto il suo primo volo, nei cieli della Svizzera, il primo aereo elettrico munito di certificazione UFAC, Ufficio federale dell’aviazione civile.

Il primato per un aereo elettrico

Il processo di ottenimento della certificazione ha richiesto 3 anni di tempo e rappresenta senz’altro un risultato importante, essendo destinato a divenire un punto di riferimento per tutte le certificazioni di aerei elettrici che verranno rilasciate in futuro.

Il modello in questione è un Velis Electro, biposto leggero realizzato dall’azienda slovena Pipistrel, e la certificazione è frutto di una collaborazione tra UFAC, il già citato ente svizzero, e l’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea EASA.

Le caratteristiche del velivolo

Velis Electro, come detto, prevede due posti, accessibili tramite apposite porte laterali, ha un peso di 428 Kg e può vantare un carico utile di 172 Kg; per quanto riguarda l’autonomia, essa è di 50 minuti a cui è possibile aggiungere una riserva di ulteriori 10 minuti.

La Pipistrel ha dichiarato che, entro la fine dell’anno in corso, produrrà 30 esemplari di Velis Electro, e uno di essi è stato già consegnato ad un cliente svizzero.

British Airways manda in pensione i Boeing 747

British Airways ha annunciato ufficialmente che è giunto il momento di dire addio ai suoi Boeing 747, dei velivoli assolutamente iconici che hanno sempre ricoperto un ruolo da protagonisti indiscussi nella flotta della compagnia.

La flotta dei Boeing 747 di British Airways è stata informalmente definita “The Queen of the Skies”, ovvero “la regina dei cieli”, e ciò è emblematico della sua importanza.

I Boeing 747 erano attivi nella flotta di British Airways da quasi cinquant’anni, ed è pressoché impossibile fare un conteggio dei voli che hanno compiuto.

Il rinnovamento della flotta e la pandemia

British Airways ha recentemente effettuato dei processi di rinnovamento della propria flotta, con degli investimenti cospicui che hanno portato l’introduzione di velivoli più moderni e performanti, di conseguenza l’idea della compagnia era quella di abbandonare i suoi Boeing 747, ma in maniera graduale.

L’aspetto che ha portato la società a compiere una scelta più drastica, eliminando in modo netto tutti questi modelli dalla propria flotta, è stata tuttavia la crisi dovuta all’emergenza Covid-19: tutto il settore ha fortemente risentito della pandemia e anche British Airways, per l’appunto, ha dovuto ridimensionare il proprio business.

Alex Cruz, CEO e presidente di British Airways, ha confermato che questa politica aziendale è stata dovuta alla pandemia e che la compagnia non intendeva affatto abbandonare i suoi Boeing 747 in un modo così netto.

L’icona Boeing 747

La scelta in questione, tuttavia, è stata reputata la più ragionevole, ma sono state comunque rivolte tantissime lodi a questi aerei che hanno davvero fatto la storia di British Airways e a cui tutti i lavoratori del settore sono assai legati da tantissimi ricordi.

L’importanza di questo velivolo è stata, e continua ad essere, notevole anche per altre compagnie aeree, ma l’abbandono di questi modelli da parte di British Airways fa molta notizia perché questa compagnia era la prima al mondo per numero di Boeing 747 presenti nella propria flotta.

Il primo volo dell’avveniristico aereo Flying-V

Ha compiuto il suo primo volo l’attesissimo Flying-V, l’avveniristico aereo nato dal lavoro sinergico di KLM e TU Delft, le quali ne annunciarono l’avvio della progettazione nel corso di IATA 2019.

Il progetto di KLM

Quando, un anno fa, KLM presentò questo progetto in occasione del suo 100° anniversario, diverse realtà lo hanno reputato interessante e instaurare delle partnership, a detta del CEO Pieter Elbers, è stato fondamentale per il conseguimento di un risultato così importante, oltre di rapida esecuzione.

L’ecosostenibilità di Flying-V

Elbers ha inoltre sottolineato il fatto che l’azienda di cui è a capo si è posto come ferreo obiettivo quello di favorire l’ecosostenibilità, una tematica che d’altronde è sempre stata considerata prioritaria da KLM, essendo stata per lunghi anni una delle compagnie aeree più “green” al mondo.

Il volo d’esordio del Flying-V rappresenta, da questo punto di vista, un prezioso passo in avanti, con cui KLM vuole tornare ad essere ai vertici mondiali per quel che riguarda il rispetto dell’ambiente.

Flying-V è in effetti un aereo con caratteristiche davvero eccezionali soprattutto per quel che riguarda l’efficienza e l’ecosostenibilità: si stima che i voli di tale velivolo garantiscano, anche per via della particolare forma concepita durante le fasi di progettazione, un risparmio di carburante del 20% rispetto agli odierni aerei più avanzati.

I risultati positivi di Volotea nell’estate 2020

La compagnia aerea Volotea ha registrato dei dati molto positivi nella stagione estiva appena conclusasi, e questa è una notizia particolarmente rilevante in un periodo in cui, a causa del Covid-19, l’intero settore dei collegamenti aerei ha visto calare in modo importante i propri numeri.

Il primato per numero di voli

Nell’estate 2020, Volotea si è aggiudicato la palma di prima compagnia aerea per volumi di voli e posti venduti in ben 5 delle sue 15 basi, nello specifico in quelle di Verona, Genova, Nantes, Strasburgo e Asturie.

I risultati che Volotea ha conseguito nell’estate 2020 sono in linea con quelli dell’estate 2019, e questo è un risultato altisonante se si considera, come detto, il particolare momento storico che si sta vivendo.

Il lavoro che ha portato al successo

È stato decisivo, da questo punto di vista, il pronto riassetto organizzativo di cui si è resa protagonista la compagnia, la quale ha scelto di puntare sui voli domestici adattando in modo rigoroso la propria offerta alle varie disposizioni anti-Covid.

Avendo adottato i cosiddetti standard “Safe & Clean”, Volotea è riuscita a conseguire anche un altro importante risultato, ovvero un indice di raccomandazione da parte dei passeggeri pari all’88,8%, senza trascurare il tasso di soddisfazione dei clienti, 39,1, il quale è risultato addirittura superiore rispetto all’estate dello scorso anno.

Carlos Muñoz, CEO e fondatore di Volotea, non ha nascosto la soddisfazione per i risultati conseguiti, sottolineando il fatto che quest’ultimi siano frutto di strategie aziendali molto rigorose che hanno consentito alla società di adeguarsi al meglio al difficile periodo che si sta attraversando.

Lufthansa Technik per l’aeronautica tedesca

L’ente governativo tedesco Federal Office of Bundeswehr Equipment, Information Technology and In-Service Support (BAAINBw) ha siglato con Lufthansa Technik un accordo che porterà all’equipaggiamento di due aerei per la German Air Force.

I velivoli coinvolti

Nello specifico, il corpo militare aeronautico della Germania usufruirà dell’equipaggiamento di Lufthansa Technik per due Airbus A321neo LR (Long Range).

I velivoli giungeranno ad Amburgo tra agosto ed ottobre del 2021 e, in tale periodo, saranno sottoposti alle lavorazioni necessarie per poi essere consegnati nell’anno successivo.

L’equipaggiamento e gli impieghi degli A321neo LR

Tali nuovi equipaggiamenti sapranno rivelarsi utili per molte diverse missioni quali trasporto di truppe e il ruolo di MedEvac (evacuazione medica), senza trascurare la possibilità di trasportare pazienti in terapia intensiva, lievemente o moderatamente malati / feriti e per altre situazioni di emergenza.

Quanto sarà realizzato da Lufthansa Technik consentirà inoltre di creare nei due aerei in questione ben 18 diverse configurazioni con una capacità di trasporto che spazierà da 136 a 163 passeggeri.

I due Airbus A321neo LR saranno operati da Federal Ministry of Defence (BMVg) Special Air Mission Wing.

Embraer consegna il suo E-Jet numero 1600

Il produttore Embraer ha festeggiato una tappa molto importante, ovvero la consegna del suo E-Jet n. 1.600, cifra che conferma la grande crescita di questo brand.

La seconda generazione di E-Jets Embraer

I velivoli della prima generazione degli E-Jets Embraer sono entrati in servizio nel 2004 e oggi la nuova “famiglia” proposta da questa società, ovvero la E2, sta affermandosi sempre più dopo aver fatto il suo esordio nel 2018.

Come si può intuire, questa seconda generazione presenta molteplici migliorie rispetto a quella precedente, soprattutto per quanto riguarda l’efficienza nei consumi, non stupisce dunque il fatto che molte compagnie aeree abbiano rivolto le loro attenzioni verso questi nuovi mezzi.

Helvetic Airways riceve l’E-Jet numero 1600

L’ordine n. 1.600 degli E-Jet di Embraer è stato effettuato dalla compagnia aerea svizzera Helvetic Airways, il cui CEO, Tobias Pogorevc, si è detto orgoglioso di aver ricevuto un simile aereo in un periodo così difficile per il settore.

Pogorevc ha affermato che circa gli E-Jet di Embraer, già presenti nella flotta di Helvetic Airways fin dalla loro prima generazione, la compagnia ha ricevuto solo dei feedback positivi, di conseguenza non può che essere lieto di proseguire questa partnership.

In effetti, i dati confermano ampiamente quanto detto: E190-E2, ovvero uno dei modelli della nuova generazione di E-Jet di Embraer, assicura consumi inferiori del -17,3% rispetto all’analogo modello di prima generazione.

Arjan Meijer, nuovo Presidente e CEO di Embraer Commercial Aviation, si è detto onorato di poter effettuare questa consegna a una compagnia come Helvetic.

Il successo del progetto

Il progetto di Embraer sembra destinato a riscuotere un grande successo: ad oggi infatti sono stati complessivamente ottenuti 1.900 ordini da più di 100 clienti diversi, e attualmente i velivoli di questo produttore sono presenti nelle flotte di circa 80 compagnie.

Airbus conclude il programma ATTOL, Autonomous Taxi, Take-Off and Landing

Airbus ha concluso il suo programma di test biennale denominato ATTOL, Autonomous Taxi, Take-Off and Landing Project.

L’obiettivo del programma ATTOL

A livello generale, il programma ATTOL ha come obiettivo quello di comprendere in che modo tecnologie come algoritmi di apprendimento automatico, strumenti autonomi per la classificazione dei dati e l’elaborazione e la generazione di modelli potrebbero aiutare i piloti affinché possano concentrarsi soprattutto su attività quali processi decisionali e gestione dell’intero volo.

Altrettanto prezioso è l’obiettivo che concerne la sicurezza dei velivoli, inoltre Airbus intende creare nuovi modelli di business riguardanti la progettazione, la fabbricazione e la manutenzione dei nuovi aerei.

Un progetto multidisciplinare

ATTOL è un progetto assolutamente multidisciplinare: al medesimo hanno infatti collaborato diverse realtà quali ONERA, Airbus China, Airbus UpNext, Airbus engineering and technology teams, Acubed (Project Wayfinder) e Airbus Defence and Space.

I test eseguiti

Il noto brand ha eseguito complessivamente circa 500 test di volo, la maggioranza dei quali, circa 450, sono stati dedicati alla raccolta di dati video grezzi dedicati alla messa a punto di determinati algoritmi, 6 test invece sono stati finalizzati al test di capacità del volo autonomo.