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Il drone è ormai impiegato nei modi più diversi, e la novità di questa estate è rappresentata, senza dubbio, dall’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto nell’ambito degli allenamenti di calcio.

Le squadre, in questo periodo, sono in ritiro per preparare la prossima stagione calcistica, e i droni sono divenuti un elemento tecnologico fondamentale per monitorare ed organizzare gli aspetti tattici della squadra.

La prima “comparsa” del drone negli allenamenti di calcio delle squadre di serie A risale a pochi giorni fa, quando l’allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, ha voluto impiegare questo dispositivo tecnologico per visionare i movimenti dei suoi giocatori, soprattutto della difesa.

Questo strumento, in effetti, consente di avere una visione davvero perfetta di tutti i movimenti dei calciatori, di conseguenza le immagini registrate dal velivolo vengono successivamente analizzate al fine di perfezionare la tattica.

L’idea della squadra del Napoli ha subito suscitato grande interesse e curiosità anche tra gli “addetti ai lavori“, di conseguenza dopo pochi giorni anche l’Inter, squadra allenata da Roberto Mancini, ha introdotto l’uso del drone per monitorare i movimenti dei giocatori nel corso degli allenamenti.

C’è assolutamente da aspettarsi, quindi, che diverse altre squadre si accoderanno a questa tendenza, non lasciandosi così sfuggire l’opportunità di perfezionare la tattica ed i movimenti dei calciatori in questa modalità così agevole e pratica.

La figura del pilota di droni, dunque, inizia a divenire professionalmente interessante anche per le squadre di calcio, segno evidente di come questi dispositivi riescano a garantire dei risultati di ottima qualità nei contesti più disparati.

La cosiddetta fibra di carbonio è un materiale che sta trovando impieghi sempre più vasti nel campo dell’aviazione, e nell’ampio panorama delle fibre di vetro questo particolare variante si rivela davvero pregevole per resistenza e qualità.

È recente la notizia per cui interi aerei di ultima generazione siano stati realizzati in fibra di carbonio, ed è verosimile immaginare che tale materiale troverà impieghi sempre più vasti in tal senso.

A questa notizia, peraltro, si associa un’altra innovazione molto interessante, ovvero il fatto che si è perfezionata un’innovativa tecnica tramite cui questo materiale sarebbe in grado, sostanzialmente, di rigenerarsi in modo del tutto autonomo.

Gli scienziati dell’Università di Bristol, in Regno Unito, hanno ideato tale innovazione dopo lunghi anni di studi, riuscendo a realizzare appunto una variante della fibra di carbonio in grado di rigenerarsi in modo autonomo ed immediato, senza che si debba intervenire con delle riparazioni.

Qualora il materiale dovesse subire un danno, infatti, si ricompatta in modo immediato grazie alla presenza di particolari microsfere, le quali, rompendosi, rilasciano nel medesimo materiale un apposito liquido che riempie nelle fessure provocate dalla rottura, rendendo così il danno pressochè impercettibile.

Sebbene questa novità sia appena ai suoi albori, è verosimile immaginare che molto presto potrà essere impiegata per la realizzazione di aerei moderni ed efficienti; è proprio questa, infatti, la finalità principale che ha motivato questi studiosi al perfezionamento di questa nuova prerogativa.

Allo stesso modo, peraltro, questo innovativo materiale in grado di autorigenerarsi potrebbe essere impiegato anche per realizzare gli schermi degli smartphone, i quali sono spesso soggetti a rotture.

Non è la prima volta che si sente parlare di consegne effettuate tramite drone: alcuni colossi del commercio elettronico, infatti, hanno già discusso di questa possibilità, senza tuttavia essere ancora riusciti a renderla reale.

La notizia recente è che anche al confine con l’Italia, esattamente in Svizzera, si stanno testando delle consegne tramite questa modalità.

Sono esattamente le poste svizzere ad aver intrapreso questa suggestiva strada, grazie a cui potrebbe dunque esser possibile recapitare dei pacchi utilizzando dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto; una soluzione, questa, che potrebbe rivelarsi molto utile soprattutto per le zone più difficili da raggiungere, località che, in un territorio montuoso come la Svizzera, non mancano affatto.

La notizia di questi nuovi test è ufficiale, anzi le stesse poste svizzere hanno pubblicato online un video in cui si può notare un piccolo drone di colore bianco intento a volare nei cieli per la consegna di piccoli pacchi.

Nello specifico, il nuovo drone che potrebbe presto essere in dotazione alle poste elvetiche è in grado di trasportare dei piccoli pacchi fino ad un chilo di peso, e con un’unica ricarica si potrebbe percorrere una distanza pari a 10 Km.

L’idea è accattivante, dunque, ma ovviamente sarà necessario molto tempo affinchè una soluzione simile possa divenire diffusa sul territorio svizzero.

Nel frattempo, tuttavia, non è affatto escluso che la modalità di consegna tramite droni possa essere adottata in via eccezionale per recapitare pacchi di piccole dimensioni in casi di emergenza, o comunque per delle zone particolarmente complesse da esser raggiunte.

Tra gli aeroporti più pericolosi al mondo, non ci sono dubbi, rientra a pieno titolo l’Aeroporto Internazionale Principessa Giuliana di St Marteen, nell’isola di Saint-Martin, nei Caraibi.

Sebbene si tratti, come detto, di uno scalo internazionale, da cui cui transitano ogni mese migliaia e migliaia di viaggiatori, soprattutto turisti, questo Aeroporto è davvero unico nella sua struttura, e gli atterraggi si caratterizzano per un livello di difficoltà davvero altissimo.

La peculiarità principale dell’aeroporto di St Marteen è nel fatto che la pista ha inizio immediatamente a ridosso della spiaggia, dunque a brevissima distanza dal mare.

E’ un quadretto assai consueto, in questa zona, che i bagnanti vedano passare ad alcune decine di metri dalla propria testa degli aerei di linea di grosse dimensioni; allo stesso modo, gli aerei in partenza comportano un forte getto di vento sulla spiaggia, creando inevitabilmente non poco fastidio alle persone che si trovano al mare.

Il fatto che l’atterraggio debba essere effettuato su una pista così ristretta, ovviamente, rende l’operazione piuttosto rischiosa, e purtroppo presso l’Aeroporto Internazionale Principessa Giuliana di St Marteen non sono mancati gli incidenti, su tutti quello del 1970, in cui l’aereo, non riuscendo ad eseguire l’atterraggio, ha terminato per concludere le riserve di carburante fino a schiantarsi nell’oceano.

Sono davvero tanti, in rete, i video dedicati a questo aeroporto: ecco un filmato in cui è ripreso all’atterraggio di un grosso aereo di linea, mentre la spiaggia situata a ridosso della pista è popolata da bagnanti.

E’ un’idea davvero intrigante, ma fino ad ora puramente progettuale, quella ipotizzata da Ixion, la quale ha introdotto, di fatto, l’innovativo concetto di “aereo panoramico“. Di cosa si tratta?

Cosa di più spettacolare, d’altronde, del panorama che può offrire un aereo in volo, per tale motivo Ixion ha immaginato di valorizzare al massimo il paesaggio che può essere goduto dai passeggeri di un velivolo.

L’idea è quella di realizzare un aereo completamente trasparente, un modello del tutto privo di finestre, dunque, ma la cui struttura consente di ammirare il paesaggio a 360 gradi.

Da un lato, dunque, in modello di questo tipo potrebbe essere più gradito alle tante persone che soffrono di claustrofobia, e che avvertono una spiacevole sensazione, dunque, ad accomodarsi negli spazi angusti di un aereo, dall’altro, ovviamente, resta da vedere in che modo reagirebbero i passeggeri interessati da vertigini!

Insomma, l’idea di questo aereo del tutto trasparente è quantomai intrigante, non ci sono dubbi, ma anche sul piano pratico un progetto simile sembra assolutamente destinato a “decollare”, è il caso di dire!

Il motivo è semplice: un aereo con una struttura simile potrebbe risultare più economico per la compagnia, dal momento che è sicuramente più complesso, in fase di fabbricazione, prevedere l’applicazione di numerosi finestrini, elementi che, peraltro, incrementano il peso del mezzo.

Insomma, non è affatto improbabile immaginare che qualche compagnia low-cost, oppure una compagnia che desidera semplicemente proporre un’esperienza di volo del tutto innovativa, presto sceglierà di dotarsi di questi aerei così insoliti.

Non resta che attendere, dunque: come detto in precedenza, ovviamente, un volo di questo tipo è poco consigliato a chi soffre di vertigini!

Alitalia ed Etihad, due delle compagnie aeree più importanti a livello mondiale, hanno presentato negli scorsi giorni due aerei che sfoggiano sulla loro livrea il logo di Expo 2015, chiaro simbolo dell’importante partnership che l’evento fieristico milanese ha instaurato con queste due società.

La collaborazione in questione è sicuramente molto significativa: in tutto il periodo dell’Expo infatti, esattamente dal 1 maggio fino al 31 ottobre 2015, la città di Milano ospiterà circa 20 milioni di visitatori, dei quali ben un terzo raggiungerà la Lombardia in aereo.

I collegamenti aerei, insomma, avranno un ruolo cruciale nella riuscita di questo evento, e contribuiranno notevolmente a renderlo di livello intercontinentale.

In due eventi distinti, rispettivamente all’aeroporto di Milano Malpensa ed a quello di Abu Dhabi, sono stati presentati gli airbus delle due compagnie abbelliti con un “cubitale” logo di Expo 2015; entrambe le ricorrenze, peraltro, hanno goduto di un grande seguito anche online.

Nei padiglioni di Expo, peraltro, ampi spazi sono stati dedicati proprio alle compagnie Alitalia ed Etihad, presso cui i visitatori della fiera hanno modo di scoprire diversi intrattenimenti, come ad esempio i gettonatissimi simulatori di volo.

Aldilà della grande importanza di questa partnership, i due nuovi airbus di queste compagnie aeree sono davvero accattivanti sul piano estetico, e non possono che contribuire, ovviamente, alla fama internazionale di Expo 2015.

 

FlySecur è un innovativo drone ad ala fissa progettato e realizzato da FlyTop, azienda italiana con sede a Roma che si è già distinta per la grande qualità delle sue creazioni tecnologiche.

FlySecur è già stato definito come un drone antiterrorismo, ed in effetti le caratteristiche tecniche di questo modello lo rendono mai adatto per questo tipo di impiego; non è un caso, d’altronde, se le forze di polizia italiane hanno già manifestato grande interesse nei confronti di questo velivolo a pilotaggio remoto.

Ma quali sono, quindi, le peculiarità che contraddistinguono FlySecur?

Anzitutto, questo drone è in grado di volare in modo molto silenzioso, e può essere manovrato in modo particolarmente agevole da un unico operatore, anche attraverso smartphone, tablet e pc portatili.

La sua autonomia è notevole, corrispondendo a ben 60 minuti, e il drone è in grado di volare ad una quota compresa tra 1 e 150 metri fino a 30 Km di distanza; per quanto riguarda la velocità massima, FlySecur può raggiungere i 60 Km/h.

FlySecur si rivela impeccabilmente efficiente anche nelle ore serali e notturne, essendo dotato di innovativi sensori ottici a infrarosso, e può essere anche programmato affinchè si muova, ad esempio, attorno ad un determinato punto.

Oltre ad essere un velivolo perfetto per impieghi finalizzati alla vigilanza ed alla sicurezza, FlySecur può certamente rivelarsi provvidenziale anche per la gestione dei soccorsi qualora dovessero verificarsi calamità naturali o analoghi eventi spiacevoli.