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Zipline, una start up che opera nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto, sta lavorando su un progetto molto interessante i quale potrebbe rivelarsi provvidenziale per tutte quelle popolazioni che vivono in aree difficilmente raggiungibili.

Il drone in questione si chiama Zip, ed è in grado di trasportare fino a 3,5 Kg a circa 100 Km/h garantendo il controllo a distanza.

Questo innovativo drone, avendo questa importante capacità di carico, potrebbe essere utilizzato per distribuire medicine nelle aree del pianeta più difficilmente raggiungibili e particolarmente bisognose, come ad esempio il Ruanda.

Questa nazione africana, non a caso, si sta molto interessando a questa innovazione, e la considera non solo un elemento potenzialmente importantissimo per la salute delle proprie popolazioni, ma anche un qualcosa di importante per creare uno sviluppo economico.

Insomma, se questo drone saprà realmente rivelarsi efficiente c’è davvero da attendersi che sarà preziosissimo per le popolazioni di molte aree difficili, come ad esempio quelle del Ruanda.

Guida Pratica ai Droni è un libro realizzato da Belinda e Terry Kilby, un testo molto interessante per tutti gli appassionati di velivoli a pilotaggio remoto.

I droni trovano ormai innumerevoli impieghi, e anche il numero di appassionati sta crescendo in modo costante, di conseguenza questo libro non può che interessare a moltissimi lettori.

La realizzazione e l’utilizzo di un drone richiede una ricca gamma di conoscenze, dall’aerodinamica alla radiotelemetria, dalla programmazione all’elettronica, di conseguenza se ci si vuol cimentare nella realizzazione di un drone vi sono davvero tantissime cose da sapere.

Nello specifico, questo nuovo libro spiega in che modo si può costruire un quadricottero Little Dipper autonomo classe 300; al di là ti questo, comunque, questa lettura è molto interessante per tutti gli appassionati di questi velivoli, e svela tanti aspetti interessanti a riguardo.

I punti su cui questo libro si sofferma sono diversi: principi di volo, anche applicati ai droni robotici, strutture disponibili, modalità di assemblaggio di un drone, progettazione, integrazione di sensori, controller e componenti personalizzati.

Gli autori, Belinda e Terry Kilby, si occupano con successo dal 2010 della costruzione di piccoli UAV dedicati alla fotografia aerea panoramica.

ENEA, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ha presentato una vera e propria “task force” che riguarderà il mondo dei droni.

La presentazione di questo particolare team che ENEA impiegherà in tale ambito è avvenuta in occasione del RomeCup 2016, fiera internazionale della robotica che viene ospitata ogni anno nella Capitale, e il compito di questi professionisti dalle variegate competenze sarà quello di studiare ed ottimizzare gli impieghi dei velivoli a pilotaggio remoto nell’ambito del Precision Farming.

Il settore del Precision Farming, ovvero quello dell’agricoltura di precisione, è sicuramente uno di quelli in cui i droni possono ritagliarsi dei grossi spazi, potendo effettivamente rivelarsi davvero ottimali per impieghi di questo tipo.

Ad oggi, l’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto nel mondo dell’agricoltura non è ancora particolarmente diffuso: molti imprenditori del settore hanno manifestato grande interesse verso questa possibilità, tuttavia si fa ancora un po’ di fatica nel quantificare il risparmio che l’utilizzo dei droni può garantire in tale ambito.

La task force in questione saprà certamente rivelarsi molto utile anche da questo punto di vista: come spiega Luciano Blasi, ricercatore di ENEA, l’agenzia ha modo di sviluppare ogni aspetto del drone, dall’informatica alla sensoristica, di conseguenza questo gruppo di ricerca potrebbe rivelarsi davvero prezioso.

Nel mondo dell’agricoltura, peraltro, oggi il settore in cui l’uso dei droni è più diffuso è sicuramente quello della viticoltura, un ambito in cui si è compreso in modo importante a che punto i droni sanno rivelarsi utili.

L’industria italiana dei droni continua ad eccellere a livello internazionale.

Mentre in Italia, infatti, il mercato dei droni civili è lievemente rallentato, probabilmente per via delle restrittive norme che disciplinano il settore, all’estero il Made in Italy del settore continua a collezionare successi.

Attualmente, infatti, diverse aziende italiane sono impegnate nella progettazione e nella realizzazione di droni da vendere all’estero, destinati ad essere impiegati soprattutto nell’ambito della sicurezza e della difesa del territorio.

Di questi argomenti si è parlato in occasione del “Roma Drone Conference”, evento che si è tenuto nella Capitale il 23 marzo 2016 presso l’Auditorium della Link Campus University.

In occasione di questo evento ci si è soffermati soprattutto su alcuni tipi di velivolo, come ad esempio il P.1HH HammerHead, un modello ideale per la sorveglianza del territorio.

Non è un caso, d’altronde, se è già stato firmato un accordo tra Piaggio Aerospace, l’azienda produttrice, e l’Aeronautica Militare italiana per la fornitura di questi droni, i quali dovranno essere forniti, peraltro, anche alle Forze Armate degli Emirati Arabi.

Anche Targus di Tecnam è un drone che sta riscuotendo molto successo, ed è stato sperimentato per attività di sicurezza dalla Guardia Civil spagnola; il drone SD-150 Hero prodotto da Sistemi Dinamici, invece, si presta soprattutto ad azioni di soccorso in caso di catastrofi ed emergenze, ed è già stato avviato un accordo con la Croce Rossa Italiana per la sua sperimentazione.

Per qualsiasi altra informazione sull’evento, invece, si può far riferimento al sito www.romadrone.it.

Si chiama Hypstair il nuovo progetto europeo per realizzare aerei a propulsione ibrida, un’idea che si pone come obiettivo quello di creare aerei di ultima generazione contraddistinti da emissioni inquinanti molto basse e da un consumo di carburante molto ridotto, il quale può certamente tradursi in una riduzione dei costi di trasporto.

Al progetto Hypstair stanno partecipando attivamente diverse realtà, nello specifico l’Università di Pisa, la Siemens, l’azienda toscana MB Vision, il costruttore sloveno Pipistrel, che sta operando come coordinatore, ed anche l’università di Maribor, in Slovenia.

Questo progetto è stato finanziato dal 7° Programma Quadro dell’UE, e si prevede che verrà concluso nel mese di agosto 2016; ad oggi, tuttavia, si sono già effettuati dei test, i quali hanno dato degli esiti molto positivi.

Molto interessanti le modalità di ricarica del motore ibrido di questo innovativo velicolo: Aldo Feriano, del dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, ha infatti spiegato che le ricariche potranno essere effettuate anche in volo, oppure tramite un generatore elettrico a combustibile.

L’Università di Pisa, l’unico ateneo italiano impegnato nel progetto, ha concentrato i propri sforzi prettamente sulla meccanica del volo.

Inutile dire che se il progetto Hypstair dovesse dare i risultati sperati si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’aeronautica: riuscire a ridurre le emissioni inquinanti emesse dagli aerei può essere davvero molto utile, dal momento che attualmente l’inquinamento prodotto dagli aerei è notevole, allo stesso tempo la riduzione dei costi dei carburanti potrebbe certamente tradursi in una riduzione ulteriore dei costi di volo.

Una vera e propria flotta di droni sorvolerà nei prossimi giorni il Veneto per individuare tracce di sostanze perfluoroalchiliche, anche note come “Pfas”, di cui tanto si sta parlando negli ultimi tempi.

Questa particolare forma di inquinamento, che preoccupa non poco, sta interessando province quali Verona, Vicenza, Padova e Rovigo, di conseguenza il Veneto ha scelto di prendere delle adeguate contromisure per contrastare efficacemente il problema, effettuando delle precise rilevazioni.

Tali rilevazioni, appunto, saranno effettuate da una “squadra” di droni muniti di fotocamere digitali specifiche per il rilievo georeferenziato, e la loro apparecchiatura ad infrarosso multispettrale sarà in grado di analizzare con un’altissima precisione una superficie di 50 ettari.

Questa soluzione all’emergenza Pfas è stata stabilita da Avepa, Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, ed Arpav, Agenzia Veneta per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto.

Gli assessori regionali all’Agricoltura e all’Ambiente, Giuseppe Pan e Gianpaolo Bottacin, hanno sottolineato con orgoglio questa iniziativa così innovativa che saprà certamente fornire valide risposte a questa necessità che si è venuta a creare sul territorio.

Gli assessori hanno affermato che la Regione Veneto, con tale iniziativa, si sta confermando ancora una volta un’eccellenza italiana dal punto di vista dell’efficienza.

Si è svolto a Dubai il Gran Premio dei Droni organizzato da World Organization of Racing Drones, in assoluto la prima manifestazione al mondo che ha visto dei velivoli a pilotaggio remoto sfidarsi ad alte velocità.

Nello specifico, questa insolita e suggestiva sfida ha previsto un tracciato da 591 metri e 12 giri da completare, badando bene a non accumulare troppe penalità.

In quel di Dubai si sono sfidate 32 squadre provenienti da diverse parti del mondo, ed a vincere è stato il team di un giovanissimo britannico, ovvero il quindicenne Luke Bannister, il quale ha gareggiato pilotando il suo drone comodamente da remoto.

I droni si sono affrontati superando la velocità di 100 Km/h e misurandosi con percorsi tutt’altro che agevoli, composti da bivi e perfino da un pit-stop.

L’avveniristica città di Dubai ospiterà molto presto un altro evento unico, ovvero il World Future Sports Games del 2017, un evento dedicato alle gare “futuristiche” che includerà non solo una corsa tra droni come quella che si è appena tenuta, ma addirittura delle gare di nuoto e di wrestling che vedranno protagonisti dei robot.

Negli Stati Uniti il boom dei droni è oramai un dato di fatto, nonostante questo mercato abbia preso piede da poco tempo e le regole siano ancora precarie e poco soddisfacenti.

La FAA americana, l’ente che sovrintende e governa norme e mercato statunitense del volo, in un recente incontro ha annunciato come – per la prima volta nella storia – il numero delle licenze di operatori di droni abbiamo superato quelle dei piloti di aerei civili. I numeri enunciano che a inizio febbraio 2016, in America, sono 325mila i piloti di droni contro i 320mila piloti civili.

Questo dato è molto significativo a sostegno della battaglia che è in corso per far affiorare i droni dall’anonimato con tutti i vantaggi che porterebbero all’economia e alla sicurezza, non solo negli USA ma anche in Europa.

I droni sono dotati di una tecnologica miniaturizzata molto sofisticata e a un prezzo competitivo che potrebbe rendere inutile l’uso degli aerei civili e degli elicotteri per operazioni di safety e sorveglianza privata, rilievi e sopralluoghi nelle grandi opere, misurazioni e manutenzione delle reti energetiche; agricoltura, turismo e tante altre attività.
E’ enorme il potenziale degli unmanned ma ha bisogno di essere regolamento.

La FAA ha lanciato – negli ultimi mesi del 2015 – il primo grande programma di registrazione per gli operatori di droni americani, dopo che l’ente aereonautico americano ha annunciato che nel 2016 sono stati venduti, negli States, 1,6 milioni di pezzi, con una media di 1,5 velivoli per dronista.

Il numero elevato di velivoli in circolazione potrebbe rappresentare una minaccia per la sicurezza nei cieli. A questo proposito, la NASA ha appena lanciato un concorso denominato “Sky for all” volto a raccogliere i migliori progetti per la gestione del traffico aereo del futuro, dove non non ci saranno solo jet e aerei da turismo ma milioni di Remotely Piloted Vehicle.

Aeroclub Varese sarà presente con un proprio stand presso l’attesissimo evento Dronitaly, il quale si terrà il 25 ed il 26 settembre 2015 a Milano presso il centro congressi di Ata Hotel Expo Fiera Milano.

L’appuntamento ha certamente una grande rilevanza per quanto riguarda il variegato mondo dei velivoli a pilotaggio remoto e sarà certamente una splendida occasione per presentare le più innovative soluzioni relative all’impiego professionale di droni, e un’importante realtà quale Aeroclub Varese non poteva assolutamente mancare.

Aeroclub Varese costituisce un autentico punto di riferimento per quanto riguarda le opportunità formative finalizzate all’utilizzo di droni a carattere professionale, trattandosi di una delle poche scuole che ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha scelto di pregiare sia con la certificazione formativa teorica che con quella pratica.

Aeroclub Varese, infatti, è ufficialmente un’organizzazione di Addestramento APR teorico e pratico, e sono ben poche, in Italia, le realtà che si contraddistinguono per tale riconoscimento.

Questa caratteristica, ovviamente, rappresenta una vera garanzia per chi desidera intraprendere un valido percorso formativo, ed i corsi di formazione organizzati da Aeroclub Varese consentono agli allievi di poter conseguire un patentino regolarmente riconosciuto da ENAC, un aspetto fondamentale, questo, per chi intende utilizzare i droni con scopi professionali.

L’evento che sarà prossimamente ospitato da Ata Hotel Expo Fiera, dunque, sarà per Aeroclub Varese un’opportunità interessante per presentare le proprie proposte formative a chiunque sia interessato ad acquisire ogni tipo di competenza teorica e pratica finalizzata all’uso dei droni, conoscenze che possono rivelarsi sempre più importanti anche a livello professionale.

Ryanair, la popolare compagnia low cost irlandese, nel 2014 è riuscita a superare Alitalia per numero di viaggiatori.

Il dato è davvero importante, ed evidenzia in modo inequivocabile come questa compagnia, oramai famosissima in tutta Europa, sia riuscita a ritagliarsi delle “fette” di mercato davvero importanti per quanto riguarda i clienti italiani.

Nel corso del 2014, la compagnia Ryanair ha trasportato complessivamente 26 milioni di viaggiatori in Italia, contro i 23,4 della compagnia italiana, ed è soprattutto in agosto che i clienti tricolore hanno scelto di affidarsi a Ryanair per i loro spostamenti aerei: in questo mese, infatti, i viaggiatori italiani sono stati ben 10,4.

Come non citare, allo stesso tempo, le ottime statistiche di cui Ryanair ha potuto pregiarsi a livello internazionale: la società irlandese, infatti, è stata la compagnia ad aver trasportato più passeggeri internazionali nel 2014, con ben 86,3 milioni di viaggiatori complessivi, seguita da EasyJet, che ha contato 56,3 milioni, e da Lufthansa, con 48,2 milioni.

Dietro a questo importante “soprasso” targato Ryanair si cela una curiosità: nel 2012, infatti, la compagnia irlandese comunicò ufficialmente di aver sorpassato Alitalia, sebbene i dati non facessero emergere ciò.

Lo staff di Ryanair, accortosi della gaffe, rimediò subito, spiegando di aver “sbagliato anno”, ma con l’occasione lanciò il guanto della sfida alla compagnia italiana, dicendo “la sorpasseremo”.

A breve distanza da quella dichiarazione, i fatti hanno assolutamente dato ragione alla celebre compagnia low cost, la quale opera sul mercato italiano oramai da 17 anni: il primo decollo targato Ryanair dedicato al nostro paese fu quello da Londra a Venezia Treviso.

L’unica magra consolazione per Alitalia è rappresentata, statisticamente parlando, da una supremazia netta dal punto di vista “Social”: la compagnia italiana conta oltre 1.200.000 like sulla propria pagina ufficiale Facebook, mentre Ryanair poco più di 300.000.