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Ryanair, la popolare compagnia low cost irlandese, nel 2014 è riuscita a superare Alitalia per numero di viaggiatori.

Il dato è davvero importante, ed evidenzia in modo inequivocabile come questa compagnia, oramai famosissima in tutta Europa, sia riuscita a ritagliarsi delle “fette” di mercato davvero importanti per quanto riguarda i clienti italiani.

Nel corso del 2014, la compagnia Ryanair ha trasportato complessivamente 26 milioni di viaggiatori in Italia, contro i 23,4 della compagnia italiana, ed è soprattutto in agosto che i clienti tricolore hanno scelto di affidarsi a Ryanair per i loro spostamenti aerei: in questo mese, infatti, i viaggiatori italiani sono stati ben 10,4.

Come non citare, allo stesso tempo, le ottime statistiche di cui Ryanair ha potuto pregiarsi a livello internazionale: la società irlandese, infatti, è stata la compagnia ad aver trasportato più passeggeri internazionali nel 2014, con ben 86,3 milioni di viaggiatori complessivi, seguita da EasyJet, che ha contato 56,3 milioni, e da Lufthansa, con 48,2 milioni.

Dietro a questo importante “soprasso” targato Ryanair si cela una curiosità: nel 2012, infatti, la compagnia irlandese comunicò ufficialmente di aver sorpassato Alitalia, sebbene i dati non facessero emergere ciò.

Lo staff di Ryanair, accortosi della gaffe, rimediò subito, spiegando di aver “sbagliato anno”, ma con l’occasione lanciò il guanto della sfida alla compagnia italiana, dicendo “la sorpasseremo”.

A breve distanza da quella dichiarazione, i fatti hanno assolutamente dato ragione alla celebre compagnia low cost, la quale opera sul mercato italiano oramai da 17 anni: il primo decollo targato Ryanair dedicato al nostro paese fu quello da Londra a Venezia Treviso.

L’unica magra consolazione per Alitalia è rappresentata, statisticamente parlando, da una supremazia netta dal punto di vista “Social”: la compagnia italiana conta oltre 1.200.000 like sulla propria pagina ufficiale Facebook, mentre Ryanair poco più di 300.000.

 

Gli Stati Uniti potrebbero presto impiegare degli “sciami” di droni per scopi militari, esattamente per effettuare delle operazioni di sorveglianza, di intelligence, o anche per delle azioni di attacco.

Questa notizia è stata resa ufficiale negli scorsi giorni: DARPA, l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che si occupa di tecnologia militare, ha annunciato che l’impiego di particolari sciami di droni potrebbe rivelarsi ideale in molteplici diversi contesti, e potrebbe quindi sostituire in modo molto vantaggioso i cosiddetti super-droni, dispositivi a cui l’esercito statunitense sta già lavorando i quali, tuttavia, hanno un costo molto elevato.

Questi innovativi droni da utilizzare “in massa” non sono ancora stati realizzati, tantomeno progettati, tuttavia DARPA ha indetto un bando affinchè tale idea possa concretizzarsi, dunque affinchè dei potenziali proponenti possano presentare i loro progetti.

Al momento, dunque, non è dato sapere nulla di nuovo circa tale indiscrezione, ma pare ormai certo che tra pochi mesi tale tecnologia potrebbe divenire una realtà, se DARPA avrà modo di interfacciarsi con dei produttori convincenti.

Sebbene, come detto, questi droni non siano stati ancora prodotti, sono già stati battezzati “Gremlins”, ovvero con il medesimo nome dei piccoli spiriti, ovviamente frutto di fantasia, che durante la Seconda Guerra Mondiale si credeva causassero numerosi guasti tecnici a bordo della Royal Air Force.

Aldilà del vantaggio tecnico legato all’impiego di uno “sciame di droni” piuttosto che di un super-drone, è davvero evidente come tali dispositivi consentano di effettuare variegate azioni militari a fronte di un costo ben inferiore.

Basti pensare, infatti, che per realizzare il super-drone MQ-9 Reaper sono necessari ben 13 milioni di dollari, una cifra con la quale l’esercito statunitense potrebbe assicurarsi una notevole quantità di sciami di droni pronti per essere impiegati.

Insomma, questo particolare utilizzo dei droni sembra che potrà presto spalancare, nel futuro prossimo, degli orizzonti davvero interessanti per quanto riguarda l’impiego dei velivoli a pilotaggio remoto in ambito militare.

ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha rilasciato una nuova versione del regolamento inerente all’utilizzo dei droni, una notizia certamente molto importante, questa, sia per i piloti professionisti che per i semplici appassionati.

Sono diversi, gli aspetti interessanti che contraddistinguono la nuova normativa targata ENAC, la quale implica delle differenze ancor più nette tra piloti professionisti e semplici amatori.

Una grande novità, riguardante in modo esclusivo i piloti professionisti regolarmente autorizzati dall’ente, è rappresentata dalla possibilità di far volare i droni anche su spazi urbani, a condizione che non vi siano rilevanti raggruppamenti di persone; nello specifico, la nuova norma afferma che il volo dei droni non è consentito su aree in cui vi siano “concentrazioni inusuali di persone”, come ad esempio una manifestazione di piazza.

Per i piloti professionisti, il volo dei droni non può superare i 150 metri di altezza rispetto a suolo, ed il pilota dovrà rimanere ad una distanza di 500 metri dal proprio mezzo; ben più restrittive, invece, e norme relative ai piloti amatori, i quali potranno far volare il loro drone ad un’altezza massima di 70 metri, restando ad una distanza dal mezzo pari a massimo 200 metri.

A differenza dei piloti professionisti, inoltre, gli amatori non possono in alcun caso far volare i loro mezzi su zone in cui vi sono degli edifici, per ovvie ragioni di sicurezza.

Per quanto riguarda i piloti professionisti, inoltre, ENAC ha previsto la possibilità di utilizzare i droni per trasportare delle merci, a condizione che non si tratti di merci pericolose.

Questo aspetto potrebbe rivelarsi molto interessante, in un futuro prossimo, per quanto riguarda la possibilità di effettuare delle consegne utilizzando tale mezzo, una possibilità su cui molte nazioni stanno già lavorando.

Il nuovo regolamento di ENAC, inoltre, prevede che i piloti di droni debbano sottoporsi al medesimo controllo medico previsto per chi desidera conseguire a licenza di pilota Lapl: questo check up prevede, nello specifico, esame delle urine, esame delle capacità visive ed uditive, analisi della pressione arteriosa, e riguarda tutti i velivoli dal peso inferiore ai 25 Kg.

Per quanto riguarda le violazioni della privacy, invece, non sembrano esserci novità, e sono confermate le sanzioni pecuniarie legate a tale reato (dai 6.000 ai 36.000 euro), nonchè quelle penali in caso di trattamento illecito dei dati (3 anni di reclusione).

Sul sito ufficiale di ENAC è possibile consultare il testo integrale relativo al nuovo regolamento.

 

Il drone è ormai impiegato nei modi più diversi, e la novità di questa estate è rappresentata, senza dubbio, dall’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto nell’ambito degli allenamenti di calcio.

Le squadre, in questo periodo, sono in ritiro per preparare la prossima stagione calcistica, e i droni sono divenuti un elemento tecnologico fondamentale per monitorare ed organizzare gli aspetti tattici della squadra.

La prima “comparsa” del drone negli allenamenti di calcio delle squadre di serie A risale a pochi giorni fa, quando l’allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, ha voluto impiegare questo dispositivo tecnologico per visionare i movimenti dei suoi giocatori, soprattutto della difesa.

Questo strumento, in effetti, consente di avere una visione davvero perfetta di tutti i movimenti dei calciatori, di conseguenza le immagini registrate dal velivolo vengono successivamente analizzate al fine di perfezionare la tattica.

L’idea della squadra del Napoli ha subito suscitato grande interesse e curiosità anche tra gli “addetti ai lavori“, di conseguenza dopo pochi giorni anche l’Inter, squadra allenata da Roberto Mancini, ha introdotto l’uso del drone per monitorare i movimenti dei giocatori nel corso degli allenamenti.

C’è assolutamente da aspettarsi, quindi, che diverse altre squadre si accoderanno a questa tendenza, non lasciandosi così sfuggire l’opportunità di perfezionare la tattica ed i movimenti dei calciatori in questa modalità così agevole e pratica.

La figura del pilota di droni, dunque, inizia a divenire professionalmente interessante anche per le squadre di calcio, segno evidente di come questi dispositivi riescano a garantire dei risultati di ottima qualità nei contesti più disparati.

La cosiddetta fibra di carbonio è un materiale che sta trovando impieghi sempre più vasti nel campo dell’aviazione, e nell’ampio panorama delle fibre di vetro questo particolare variante si rivela davvero pregevole per resistenza e qualità.

È recente la notizia per cui interi aerei di ultima generazione siano stati realizzati in fibra di carbonio, ed è verosimile immaginare che tale materiale troverà impieghi sempre più vasti in tal senso.

A questa notizia, peraltro, si associa un’altra innovazione molto interessante, ovvero il fatto che si è perfezionata un’innovativa tecnica tramite cui questo materiale sarebbe in grado, sostanzialmente, di rigenerarsi in modo del tutto autonomo.

Gli scienziati dell’Università di Bristol, in Regno Unito, hanno ideato tale innovazione dopo lunghi anni di studi, riuscendo a realizzare appunto una variante della fibra di carbonio in grado di rigenerarsi in modo autonomo ed immediato, senza che si debba intervenire con delle riparazioni.

Qualora il materiale dovesse subire un danno, infatti, si ricompatta in modo immediato grazie alla presenza di particolari microsfere, le quali, rompendosi, rilasciano nel medesimo materiale un apposito liquido che riempie nelle fessure provocate dalla rottura, rendendo così il danno pressochè impercettibile.

Sebbene questa novità sia appena ai suoi albori, è verosimile immaginare che molto presto potrà essere impiegata per la realizzazione di aerei moderni ed efficienti; è proprio questa, infatti, la finalità principale che ha motivato questi studiosi al perfezionamento di questa nuova prerogativa.

Allo stesso modo, peraltro, questo innovativo materiale in grado di autorigenerarsi potrebbe essere impiegato anche per realizzare gli schermi degli smartphone, i quali sono spesso soggetti a rotture.

Non è la prima volta che si sente parlare di consegne effettuate tramite drone: alcuni colossi del commercio elettronico, infatti, hanno già discusso di questa possibilità, senza tuttavia essere ancora riusciti a renderla reale.

La notizia recente è che anche al confine con l’Italia, esattamente in Svizzera, si stanno testando delle consegne tramite questa modalità.

Sono esattamente le poste svizzere ad aver intrapreso questa suggestiva strada, grazie a cui potrebbe dunque esser possibile recapitare dei pacchi utilizzando dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto; una soluzione, questa, che potrebbe rivelarsi molto utile soprattutto per le zone più difficili da raggiungere, località che, in un territorio montuoso come la Svizzera, non mancano affatto.

La notizia di questi nuovi test è ufficiale, anzi le stesse poste svizzere hanno pubblicato online un video in cui si può notare un piccolo drone di colore bianco intento a volare nei cieli per la consegna di piccoli pacchi.

Nello specifico, il nuovo drone che potrebbe presto essere in dotazione alle poste elvetiche è in grado di trasportare dei piccoli pacchi fino ad un chilo di peso, e con un’unica ricarica si potrebbe percorrere una distanza pari a 10 Km.

L’idea è accattivante, dunque, ma ovviamente sarà necessario molto tempo affinchè una soluzione simile possa divenire diffusa sul territorio svizzero.

Nel frattempo, tuttavia, non è affatto escluso che la modalità di consegna tramite droni possa essere adottata in via eccezionale per recapitare pacchi di piccole dimensioni in casi di emergenza, o comunque per delle zone particolarmente complesse da esser raggiunte.

Tra gli aeroporti più pericolosi al mondo, non ci sono dubbi, rientra a pieno titolo l’Aeroporto Internazionale Principessa Giuliana di St Marteen, nell’isola di Saint-Martin, nei Caraibi.

Sebbene si tratti, come detto, di uno scalo internazionale, da cui cui transitano ogni mese migliaia e migliaia di viaggiatori, soprattutto turisti, questo Aeroporto è davvero unico nella sua struttura, e gli atterraggi si caratterizzano per un livello di difficoltà davvero altissimo.

La peculiarità principale dell’aeroporto di St Marteen è nel fatto che la pista ha inizio immediatamente a ridosso della spiaggia, dunque a brevissima distanza dal mare.

E’ un quadretto assai consueto, in questa zona, che i bagnanti vedano passare ad alcune decine di metri dalla propria testa degli aerei di linea di grosse dimensioni; allo stesso modo, gli aerei in partenza comportano un forte getto di vento sulla spiaggia, creando inevitabilmente non poco fastidio alle persone che si trovano al mare.

Il fatto che l’atterraggio debba essere effettuato su una pista così ristretta, ovviamente, rende l’operazione piuttosto rischiosa, e purtroppo presso l’Aeroporto Internazionale Principessa Giuliana di St Marteen non sono mancati gli incidenti, su tutti quello del 1970, in cui l’aereo, non riuscendo ad eseguire l’atterraggio, ha terminato per concludere le riserve di carburante fino a schiantarsi nell’oceano.

Sono davvero tanti, in rete, i video dedicati a questo aeroporto: ecco un filmato in cui è ripreso all’atterraggio di un grosso aereo di linea, mentre la spiaggia situata a ridosso della pista è popolata da bagnanti.

E’ un’idea davvero intrigante, ma fino ad ora puramente progettuale, quella ipotizzata da Ixion, la quale ha introdotto, di fatto, l’innovativo concetto di “aereo panoramico“. Di cosa si tratta?

Cosa di più spettacolare, d’altronde, del panorama che può offrire un aereo in volo, per tale motivo Ixion ha immaginato di valorizzare al massimo il paesaggio che può essere goduto dai passeggeri di un velivolo.

L’idea è quella di realizzare un aereo completamente trasparente, un modello del tutto privo di finestre, dunque, ma la cui struttura consente di ammirare il paesaggio a 360 gradi.

Da un lato, dunque, in modello di questo tipo potrebbe essere più gradito alle tante persone che soffrono di claustrofobia, e che avvertono una spiacevole sensazione, dunque, ad accomodarsi negli spazi angusti di un aereo, dall’altro, ovviamente, resta da vedere in che modo reagirebbero i passeggeri interessati da vertigini!

Insomma, l’idea di questo aereo del tutto trasparente è quantomai intrigante, non ci sono dubbi, ma anche sul piano pratico un progetto simile sembra assolutamente destinato a “decollare”, è il caso di dire!

Il motivo è semplice: un aereo con una struttura simile potrebbe risultare più economico per la compagnia, dal momento che è sicuramente più complesso, in fase di fabbricazione, prevedere l’applicazione di numerosi finestrini, elementi che, peraltro, incrementano il peso del mezzo.

Insomma, non è affatto improbabile immaginare che qualche compagnia low-cost, oppure una compagnia che desidera semplicemente proporre un’esperienza di volo del tutto innovativa, presto sceglierà di dotarsi di questi aerei così insoliti.

Non resta che attendere, dunque: come detto in precedenza, ovviamente, un volo di questo tipo è poco consigliato a chi soffre di vertigini!

Alitalia ed Etihad, due delle compagnie aeree più importanti a livello mondiale, hanno presentato negli scorsi giorni due aerei che sfoggiano sulla loro livrea il logo di Expo 2015, chiaro simbolo dell’importante partnership che l’evento fieristico milanese ha instaurato con queste due società.

La collaborazione in questione è sicuramente molto significativa: in tutto il periodo dell’Expo infatti, esattamente dal 1 maggio fino al 31 ottobre 2015, la città di Milano ospiterà circa 20 milioni di visitatori, dei quali ben un terzo raggiungerà la Lombardia in aereo.

I collegamenti aerei, insomma, avranno un ruolo cruciale nella riuscita di questo evento, e contribuiranno notevolmente a renderlo di livello intercontinentale.

In due eventi distinti, rispettivamente all’aeroporto di Milano Malpensa ed a quello di Abu Dhabi, sono stati presentati gli airbus delle due compagnie abbelliti con un “cubitale” logo di Expo 2015; entrambe le ricorrenze, peraltro, hanno goduto di un grande seguito anche online.

Nei padiglioni di Expo, peraltro, ampi spazi sono stati dedicati proprio alle compagnie Alitalia ed Etihad, presso cui i visitatori della fiera hanno modo di scoprire diversi intrattenimenti, come ad esempio i gettonatissimi simulatori di volo.

Aldilà della grande importanza di questa partnership, i due nuovi airbus di queste compagnie aeree sono davvero accattivanti sul piano estetico, e non possono che contribuire, ovviamente, alla fama internazionale di Expo 2015.

 

FlySecur è un innovativo drone ad ala fissa progettato e realizzato da FlyTop, azienda italiana con sede a Roma che si è già distinta per la grande qualità delle sue creazioni tecnologiche.

FlySecur è già stato definito come un drone antiterrorismo, ed in effetti le caratteristiche tecniche di questo modello lo rendono mai adatto per questo tipo di impiego; non è un caso, d’altronde, se le forze di polizia italiane hanno già manifestato grande interesse nei confronti di questo velivolo a pilotaggio remoto.

Ma quali sono, quindi, le peculiarità che contraddistinguono FlySecur?

Anzitutto, questo drone è in grado di volare in modo molto silenzioso, e può essere manovrato in modo particolarmente agevole da un unico operatore, anche attraverso smartphone, tablet e pc portatili.

La sua autonomia è notevole, corrispondendo a ben 60 minuti, e il drone è in grado di volare ad una quota compresa tra 1 e 150 metri fino a 30 Km di distanza; per quanto riguarda la velocità massima, FlySecur può raggiungere i 60 Km/h.

FlySecur si rivela impeccabilmente efficiente anche nelle ore serali e notturne, essendo dotato di innovativi sensori ottici a infrarosso, e può essere anche programmato affinchè si muova, ad esempio, attorno ad un determinato punto.

Oltre ad essere un velivolo perfetto per impieghi finalizzati alla vigilanza ed alla sicurezza, FlySecur può certamente rivelarsi provvidenziale anche per la gestione dei soccorsi qualora dovessero verificarsi calamità naturali o analoghi eventi spiacevoli.