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Crescono, nel mondo dell’aeronautica, gli investimenti in cybersicurezza, e ciò non desta stupore, dal momento che il web ha visto crescere notevolmente la sua importanza anche per quanto riguarda tale ambito.

Airline IT Trends Survey 2016, indagine sulle tendenze di investimento condotta da Sita tra le 200 principali compagnie aeree al mondo relativa appunto all’anno in corso, ha evidenziato che ben il 91% delle compagnie considerate pianifica degli investimenti specifici per la cybersicurezza, dato che risulta doppio rispetto a quello dei tre anni precedenti, quando le compagnie che curavano tali aspetti erano appena il 47%.

Questa tendenza è strettamente correlata anche alla crescita del cosiddetto “Internet delle cose”, ovvero all’utilizzo della rete per applicazioni che trovano un riscontro pratico e immediato nella vita reale di tutti i giorni.

Allo stesso tempo, la crescita degli investimenti in cybersicurezza è strettamente legata alla connettività in volo, un servizio molto moderno che non può che rendere ancor più confortevole l’esperienza di viaggio dei passeggeri.

A tal riguardo, è interessante sottolineare che per il prossimo triennio si prevede che il 70% delle compagnie consentirà ai passeggeri di usufruire di contenuti multimediali in Streaming direttamente sui propri dispositivi.

Saab e LFV, importante realtà specializzata in servizi di navigazione aerea, hanno fondato una nuova società che opererà nel mondo aeronautico.

La società in questione si chiamerà Saab Digital Air Traffic Solution AB, e si occuperà della vendita, dello sviluppo e della gestione di prodotti e servizi dedicati al controllo del traffico aereo a distanza.

Azionista di maggioranza sarà Saab, detenendo il 59% delle azioni, mentre LFV ne deterrà il restante 41%.

Grazie alla partnership instaurata, Saab e LFV hanno avviato il primo sistema al mondo dedicato al controllo del traffico aereo digitale con controllo remoto, quella che in gergo si usa definire torre a distanza: l’aeroporto di Örnsköldsvik, ad esempio, è controllato attraverso questi dispositivi dal mese di aprile 2015.

La società che Saab e LFV hanno scelto di fondare non sarà operativa prima del 1 settembre 2016, dal momento che è necessario attendere l’approvazione da parte dell’autorità della concorrenza svedese, e ovviamente c’è grande attesa circa le innovazioni che questa nuova realtà sarà in grado di proporre.

I ricercatori Siemens hanno ideato un nuovo motore elettrico il quale, pur avendo un esiguo peso di 50 Kg, riesce a erogare ben 260 kilowatt di potenza.

Questo nuovo motore è ben cinque volte più potente dei sistemi di azionamento comparabili, ed è stato testato per la prima volta, con successo, in un volo pubblico presso lo Schwarze Heide Airport di Dinslaken, in Germania.

Nell’occasione, questo innovativo motore Siemens è stato impiegato per alimentare un aereo acrobatico Extra 330LE, un velivolo dal peso di ben 1.000 chili.

Siemens ha sottolineato tramite un comunicato stampa come sia assolutamente possibile, oggi, utilizzare motori di tipo elettrico o ibrido per far volare velivoli da 4 o più posti a sedere, e c’è assolutamente da attendersi che questo innovativo motore riuscirà a ritagliarsi spazi sempre più ampi.

Frank Anton, capo del centro di ricerca e Aircraft della Corporate Technology di Siemens, ha dichiarato che l’obiettivo del brand è quello di realizzare un velivolo fino a 100 passeggeri in grado di percorrere una tratta di circa 1.000 chilometri dotato di un motore con simili caratteristiche.

Sembra essere finalmente operativo il portale d-fight.it, ovvero il sito web presso il quale ENAC ha previsto in modo obbligatorio la registrazione di tutti i droni adoperati con finalità professionali.

Diversi piloti di droni hanno segnalato che il sito è divenuto operativo, e per tale ragione hanno subito provveduto alla registrazione dei loro velivoli.

Registrare il proprio drone è molto semplice: una volta aperta la mail ricevuta dal portale ci si connette al sito web in questione e si inseriscono le proprie credenziali d’accesso per completare la registrazione.

Dopo aver inserito tutti i dati richiesti è possibile visualizzare il QR Code che va esposto in modo visibile sul drone, e che fungerà sostanzialmente da identificativo, proprio come se fosse una targa.

Le forze dell’ordine avranno la possibilità, tramite l’utilizzo di un’apposita App, di identificare tempestivamente il proprietario del drone in volo.

Alcuni piloti di droni hanno tuttavia avanzato delle critiche nei confronti di questo portale, sostenendo che necessiti ancora di alcuni perfezionamenti per rivelarsi impeccabile: la presenza dei loghi ufficiali di ENAV ed ENAC, ad esempio, è considerata indispensabile.

La flotta della compagnia aerea Swiss sta vivendo un’importante fase di rinnovamento, essendosi infatti dotata di un apparecchio di ultima generazione ideale per le tratte a corto e medio raggio.

Il nuovo aereo in questione è il CS 100, modello fabbricato dall’azienda canadese Bombardier che sostituirà i modelli Jumbolino, tecnicamente definiti Avro RJ100.

La compagnia aerea elvetica ha recentemente presentato CS 100 a Zurigo, e la scelta di questa città è tutt’altro che casuale, dal momento che proprio a Zurigo il problema del rumore aereo è particolarmente sentito.

La principale peculiarità tecnica di CS 100 è infatti rappresentata dalla sua ottima capacità di ridurre i rumori: l’impatto fonico che contraddistingue questo modello, infatti, si rivela inferiore ben della metà rispetto ai Jumbolino, che la Swiss ha scelto di sostituire.

Mark Dennler, responsabile dell’Ufficio del traffico aereo del canton Zurigo, ha sottolineato con entusiasmo questa caratteristica di CS 100, la quale influirà molto positivamente sulla riduzione dell’inquinamento acustico legata al traffico aereo.

Per i piloti la scelta degli occhiali da sole è davvero importantissima, di conseguenza è fondamentale che si opti per un modello che sappia offrire le più solide garanzie durante il volo.

La correzione di eventuali difetti visivi costituisce ovviamente un obbligo per i piloti, ma al di là di questo ogni persona deve valutare autonomamente quali sono gli occhiali da sole più adatti per le sue necessità.

Gli occhiali da sole si fondano sull’utilizzo delle cosiddette lenti polarizzate, delle lenti che includono un filtro in grado di proteggere l’occhio dai raggi UV; unitamente a questa funzione primaria, peraltro, questi occhiali riescono a ridurre l’affaticamento visivo, un aspetto importantissimo per i piloti, e migliorano la nitidezza anche per quel che riguarda gli oggetti in lontananza.

Un aspetto che merita di essere sottolineato e che può certamente rivelarsi molto prezioso al momento della scelta dell’occhiale è rappresentato dal colore del modello di interesse.

Le lenti gialle, ad esempio, sono considerate molto efficaci, dal momento che filtrano molto efficacemente senza tuttavia oscurare il paesaggio.

Le lenti verdi e quelle grigie sono considerate una scelta ottima per chi ha bisogno di ripararsi da una luce particolarmente intensa, mentre le lenti blu sono sconsigliate per i piloti, in quanto non impeccabili contro l’abbagliamento e filtrando esclusivamente gli infrarossi, e non gli ultravioletti.

Lenti azzurre e rosa, invece, sono del tutto irrilevanti dal punto di vista tecnico, e la loro diffusione è legata esclusivamente a ragioni estetiche.

I cambiamenti climatici possono avere delle influenze nei confronti della durata dei voli: non si sta parlando, in questo caso, di turbolenze o di altri aspetti che riguardano il meteo, dunque di carattere momentaneo, ma di cambiamenti stabili, inevitabilmente destinati a modificare in modo definitivo la durata di alcuni viaggi.

Uno studio ad opera degli scienziati dell’Università di Reading ha fatto emergere dei dati molto interessanti a tal riguardo, in particolare relativamente a un volo transoceanico quale quello che collega il Regno Unito con gli Stati Uniti.

Il cosiddetto Global Warming, ovvero una particolare corrente a getto polare, si sta intensificando in modo importante negli ultimi tempi per via del riscaldamento globale, e questo avrebbe delle influenze importanti sulla durata dei volo New York – Londra e Londra New York.

Nello specifico, lo studio ha evidenziato che i voli dal Regno Unito agli Stati Uniti sono destinati a veder aumentare la loro durata, con una probabilità dell’80%, al contrario i voli opposti, dunque da New York a Londra, richiederanno un tempo molto inferiore rispetto a quello oggi necessario, passando dalle 6-7 ore odierne ad appena 5 ore e 20 minuti.

Che cos’è esattamente la scatola nera? Capita piuttosto spesso di sentir fare riferimento a questo particolare elemento tecnico, soprattutto quando si sentono, in TV, delle notizie relative a incidenti, tuttavia non sono affatto numerose le persone che sanno bene in che cosa consiste questo oggetto.

La scatola nera è un elemento che viene installato su navi e aerei proprio con la finalità di ricostruire in modo minuzioso quali sono state le dinamiche e le cause di un incidente: nel nostro paese l’installazione della scatola nera è obbligatoria sugli aerei e anche in tutte le navi passeggeri nonché in quelle con un peso superiore a 30.000 tonnellate.

Tra le scatole nere relative agli aerei e quelle che riguardano le navi vi sono delle differenze significative: le seconde, ad esempio, rilevano anche dei dati differenti, ad esempio lo stato delle varie porte ignifughe e la tenuta stagna.

La scatola nera fu ideata da David Warren nel 1953, tuttavia furono necessari alcuni anni prima che fosse definitivamente adottata: inizialmente, infatti, la scatola nera fu erroneamente considerata un qualcosa di superfluo.

La scatola nera non deve questo nome al suo colore, anzi al contrario è in genere prodotta in giallo o in arancione, e il suo costo è tutt’altro che esiguo: per acquistare una scatola nera può essere necessaria una cifra da 30.000 a 150.000 euro.

Gli appassionati di droni sanno bene che l’utilizzo di velivoli a pilotaggio remoto non è concesso ovunque: alcuni territori, infatti, sono tassativamente “no fly zone”, altri invece sono soggetti a limitazioni di carattere temporaneo, ad esempio in concomitanza di particolari eventi sportivi.

Conoscere quali sono le aree in cui non è concesso far decollare dei droni, tuttavia, non è facile: informazioni di questo tipo sono infatti contenute nei NOTAM, i cosiddetti avvisi ai naviganti, i quali sono scritti in un linguaggio criptico che solo i piloti professionisti sono in grado di decifrare.

Sulla base di tale consapevolezza DJI, uno dei marchi più noti nel mondo dei droni, ha scelto di integrare nelle App di volo dei suoi droni la più recente release del sistema di geofencing GEO.

Anche il pilota meno esperto, dunque, facendo riferimento a questa risorsa può notare facilmente quali sono le zone in cui il volo non è consentito.

Grazie a questo particolare strumento, qualora un drone si trovi in un territorio in cui non è concesso il volo si “rifiuterebbe” di funzionare; nel caso in cui il pilota fosse consapevole di poter disporre di permessi speciali, ad ogni modo, potrebbe comunque sbloccarlo.

Questa nuova App di DJI propone tre diversi livelli di “warning”, verde, giallo e rosso, e le zone rosse non possono essere sbloccate in alcun modo, neppure nel caso in cui si disponga di permessi: tra le zone in cui il volo è vietato in modo assoluto vi è, ad esempio, la Casa Bianca.

GEO di DJI, ad ogni modo, può essere considerato solo come un aiuto dedicato al pilota, e non come una fonte ufficiale: il livello di attenzione da parte di chi guida droni, dunque, deve essere in tutti i casi elevato.

ENAC ha ufficializzato delle nuove linee guida rivolte a tutti i centri di addestramento APR, anche per quel che riguarda le conversioni dei titoli già ottenuti.

Nello specifico, ENAC ha previsto che tutti i piloti dovranno sostenere un corso di aggiornamento al termine del quale verrà proposto un test di verifica consistente in 10 domande a risposta multipla, e per superare positivamente il corso sarà necessario rispondere correttamente ad almeno il 75% dei quesiti.

Per quanto riguarda i piloti che hanno svolto soltanto il corso teorico, gli stessi dovranno effettuare il corso di aggiornamento appena citato, unitamente ad un coro pratico completo che prevede 3 ore di volo.

I piloti di droni che, al contrario, hanno ultimato con successo sia il corso teorico che il corso pratico dovranno effettuare, per il loro aggiornamento, un’ora di volo, la quale consentirà loro di ottenere la conferma, appunto, delle abilitazioni che hanno avuto modo di ottenere.