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La scarsa presenza di donne tra i piloti d’aereo è un argomento di cui si sta parlando sempre più spesso e Willie Walsh, Direttore Generale di IATA, International Air Transport Association, con un lungo passato da pilota, ritiene che in questo ruolo i due sessi dovrebbero arrivare ad essere rappresentati in egual percentuali.

I numeri, in effetti, lasciano poco spazio a dubbi: secondo le statistiche fornite da International Society of Women Airline Pilots, infatti, nel mondo le donne pilota sarebbero 7.409, cifra corrispondente ad appena il 5% del totale.

Settore del trasporto aereo e pandemia: un’occasione

Quello in corso, peraltro, è un periodo molto particolare per il mondo del trasporto aereo: la storica crisi che ha investito il settore, dovuta all’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo, dovrebbe essere superata in modo netto già nei prossimi anni e il timore che le compagnie abbiano difficoltà a trovare dei piloti è ritenuto da più parti molto concreto.

Da un lato, infatti, durante questo periodo così particolare, è probabile che molti aspiranti piloti abbiano scelto di attendere prima di iniziare un percorso di formazione, al contempo chi aveva ottenuto il brevetto poco prima della pandemia potrebbe essersi orientato verso tutt’altro tipo di lavori per via della situazione di stallo pressoché totale di questo settore.

Anche alla luce di questo, dunque, Willie Walsh consiglia vivamente anche alle donne di valutare questa possibilità; diventare pilota comporta sicuramente sacrifici e impegno, e anche la vita professionale non è delle più semplici, tuttavia le soddisfazioni che questo lavoro sa donare sono uniche nel loro genere.

Le donne pilota di aereo in Italia

La situazione italiana relativa alla presenza di donne in questo particolare ruolo è in linea con quella internazionale: Alitalia, ad esempio, conta attualmente 42 donne tra i 1.400 piloti del suo team.

Una curiosità: prima donna italiana a pilotare un aereo, la quale fu verosimilmente anche una delle prime a livello mondiale, è stata Fiorenza De Bernardi, nata nel 1928 e figlia di Mario De Bernardi, aviatore e colonnello dell’Aeronautica a cui è oggi intitolato l’aeroporto di Pratica di Mare.

Non resta che attendere, dunque, per scoprire se negli anni a venire crescerà il numero di donne che decideranno di intraprendere questa carriera, e dunque se le percentuali dei due sessi relative a questo particolare ruolo diverranno più equilibrate.

Quella che il settore del trasporto aereo ha vissuto nella sua storia più recente, e che tutt’oggi è ancora in corso, se pur con segnali di ripresa, è stata probabilmente la crisi economica in assoluto più marcata.

L’emergenza sanitaria che ha riguardato praticamente tutto il mondo, con tutte le limitazioni che ne sono derivate, ha comportato una fase di stallo per il settore aereo che non ha davvero precedenti.

Chi stava valutando la possibilità di diventare un pilota, probabilmente in questo periodo si sarà fermato un istante a riflettere, chiedendosi se non sia il caso di orientarsi verso tutt’altro genere di lavori; il percorso che porta a divenire piloti è sicuramente impegnativo, ecco perché questa decisione merita di essere soppesata in maniera adeguata.

La ripresa del settore aereo dopo la pandemia

Se da un lato, tuttavia, è assolutamente vero che il settore del trasporto aereo stia vivendo una crisi che non ha precedenti, è anche vero che non c’è alcun dubbio sul fatto che tale crisi verrà superata: quando l’emergenza sanitaria sarà alle spalle, e in tal senso la diffusione dei vaccini anti-Covid dovrebbe essere decisiva, i collegamenti aerei torneranno a regime, probabilmente in modo ancora più intenso rispetto alla fase pre-pandemia.

Sicuramente la ripresa del settore richiederà dei tempi fisiologici: già nel 2021 si registrano degli incoraggianti “segni +”, ma la ripresa totale dovrebbe verificarsi attorno al 2024.

Alla luce di questo, pensare di divenire un pilota di aerei potrebbe essere senz’altro una buona idea, anzi questo periodo potrebbe essere addirittura quello ideale.

Il momento ideale per ottenere la licenza di pilota di aerei

Secondo molti esperti l’enorme crisi del settore, che, come detto, sarà superata con assoluta certezza, implicherà per le compagnie aeree una grossa difficoltà nell’individuare dei piloti, e le ragioni per cui si ritiene questo sono molte.

Durante la fase pandemica, infatti, molti aspiranti piloti avranno comprensibilmente scelto di aspettare per intraprendere un percorso formativo specifico, piloti che avevano appena conseguito il brevetto, invece, potrebbero essersi orientati verso altre prospettive professionali, stesso dicasi per quei piloti che hanno perduto il lavoro e che, allo stesso modo, potrebbero aver scelto altre strade per il loro futuro.

La domanda di nuovi piloti negli anni a venire, dunque, dovrebbe essere davvero enorme: solo nel 2021, infatti, le compagnie aeree dovrebbero assumere 27.000 nuovi piloti, cifra che verosimilmente crescerà negli anni successivi.

Sebbene questa sia una fase molto particolare per il mondo del trasporto aereo, dunque, tale periodo potrebbe essere davvero perfetto per chi sta pensando di intraprendere questa strada: trovare un impiego come pilota nei prossimi anni, come visto, potrebbe essere semplice a dir poco.

La nostra Scuola di volo è tra le migliori: prima in Italia ad avere ottenuto la certificazione per la valutazione delle competenze degli allievi piloti, in gergo AREA 100 KSA (Knowledge, Skills and Attitudes), possiamo contare anche sulla collaborazione con la compagnia aerea Air Dolomiti (del gruppo Lufthansa) nel progetto academy per l’addestramento dei cadetti.

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Che manutenzione è necessario eseguire su un aereo quando non viene utilizzato per lungo tempo? Come noto, il mondo del trasporto aereo sta vivendo una crisi senza precedenti per via dell’emergenza sanitaria, una crisi che comunque rientrerà con certezza negli anni a venire, di conseguenza questa domanda è particolarmente interessante in questo periodo, dal momento che diverse compagnie hanno dovuto provvedere a mantenere in condizioni ottimali i loro aerei temporaneamente fermi.

Parking e storage di un aereo non utilizzato per diverso tempo

Anzitutto, le compagnie devono disporre di spazi sufficientemente grandi per ospitare i propri aerei: molte compagnie hanno flotte assai numerose, di conseguenza lo spazio necessario è tutt’altro che trascurabile.

Quando un velivolo si ferma in aeroporto o in un hangar, prevedendo che riprenda a volare nell’arco di 6 mesi, in gergo tecnico si parla di “parking”, e questo comporta una manutenzione piuttosto leggera che prevede l’effettuazione di alcune operazioni quali la sostituzione di alcune componenti e l’effettuazione di alcune modifiche, oltre a dei controlli per identificare in maniera efficace eventuali problemi.

Se per il velivolo, invece, si prevede una sosta più lunga, ovvero un ritorno al volo nell’arco dei successivi due anni, si può parlare di “storage”.

In questi casi, come si può ben immaginare, occorre una manutenzione maggiore: oltre a quanto viene compiuto per il “parking”, infatti, devono essere effettuate delle azioni di conservazione che variano sulla base di aspetti quali tipologia di aereo, lunghezza della sosta e luogo in cui l’aereo è posteggiato.

Nello “storage” vengono in genere rimosse più componenti, anche di dimensioni importanti, si pensi ad esempio a slat, flap ed APU.

È prassi che gli interni siano coperti, affinché rimangano perfettamente puliti, che i carrelli vengono impacchettati, inoltre, se l’aereo è custodito all’aperto, si evita in tutti i modi che i vari punti del velivolo non vengano utilizzati dagli uccelli per realizzare dei nidi.

Nei parcheggi outdoor è sempre molto importante la copertura dei finestrini, per evitare che gli interni si scoloriscano per via dell’esposizione ai raggi solari, anche i circuiti elettrici delle batterie vengono interrotti.

Anche i vari test di performance, come si può immaginare, sono molto più approfonditi rispetto a quanto eseguito nel “parking”.

Pulizia e manutenzione degli aerei nell’hangar

Anche la pulizia ha la sua rilevanza nella manutenzione di un aereo destinato a restare fermo a lungo: la compagnia Etihad Airways, ad esempio, ha dichiarato di investire grandi risorse per quest’attività.

Lo stesso si può dire per quanto riguarda la manutenzione degli pneumatici: Qantas Airways ha affermato di eseguire periodicamente il “giro” delle ruote dei suoi velivoli, rimorchiandoli in pista, inserendo uno speciale fluido nel carrello d’atterraggio per scongiurare la comparsa della ruggine.

Ovviamente i velivoli richiedono manutenzione costante anche nel caso in cui non restino a terra per tempi prolungati. Presso Aeroclub Varese è la nostra Officina Certificata CAMO ad occuparsi quotidianamente di controlli, pulizia e rifornimento degli aeroplani per garantire la sicurezza che è parte fondamentale della nostra filosofia.

Quando si parla della possibilità di divenire un pilota di aerei si tende a pensare subito al pilota di linea, in realtà chi svolge questa professione può operare anche in modalità differenti.

Queste, si badi bene, non sono delle opzioni “di serie B”, anzi molti piloti le reputano più piacevoli ed appaganti e, in alcuni casi, anche più remunerative rispetto al canonico lavoro presso una compagnia aerea.

Per il futuro pilota, dunque, quali possono essere le alternative alla classica guida di aerei di linea? Scopriamolo subito.

Diventare pilota di aereo cargo

Pilotare un aereo cargo è un qualcosa di ben diverso dalla guida di un aereo di linea, sebbene questi due velivoli siano tecnicamente analoghi.

Un aereo cargo, infatti, non è altro che un aereo senza sedili i cui spazi interni sono utilizzati per il trasporto di merci di ogni tipo, di conseguenza non ci sono procedure o tecniche specifiche.

I piloti di aerei cargo viaggiano da soli e questo può essere, soggettivamente, un “pro” o un “contro”: c’è chi preferisce non dover avere a che fare con dei passeggeri esigenti e talvolta fastidiosi, ma c’è anche chi soffre il fatto di dover viaggiare in solitudine, dal momento che a bordo non vi sono neppure gli assistenti di volo.

I viaggi per il trasporto di merci si effettuano spesso di notte, dunque è frequente che si lavori nelle ore notturne, inoltre i turni possono variare in modo importante dal momento che la necessità di compiere tali viaggi è correlata alla richiesta di movimentare determinate merci, la quale è sicuramente più flessibile rispetto ai viaggi in cui si trasportano passeggeri.

Bisogna dire tuttavia che in caso di crisi del tutto inattese quali quella che il trasporto aereo sta vivendo attualmente per via dell’emergenza sanitaria internazionale, i piloti di aerei cargo sono quelli più certi di poter mantener il posto di lavoro.

Cosa fa il Survey Pilot

Il cosiddetto Survey Pilot è un pilota a cui viene richiesto di percorrere delle rotte “sperimentali” che, se risulteranno interessanti, verranno successivamente adoperate per collegamenti di varia natura.

I piloti che effettuano questo tipo di voli possono ritrovarsi ad utilizzare i velivoli più diversi e durante tali tragitti il ricorso alle automazioni è pressoché nullo, dal momento che chi commissiona questi voli desidera valutare la loro esecuzione dal punto di vista tecnico.

Lo svolgimento di questo lavoro può essere piuttosto discontinuo, ma un “pro” molto importante è legato al fatto che si possono sorvolare territori affascinanti e poco conosciuti.

Un’alternativa al pilota di linea: pilota d’esibizione

Il pilota d’esibizione è chiamato a condurre un velivolo per finalità prettamente visive, si pensi ad esempio agli show in cui si emettono dei fumi colorati.

Si tratta, è evidente, di performance molto avanzate, di conseguenza è necessaria un’esperienza specifica certificata, tuttavia questi piloti meritano di essere definiti dei veri e propri artisti.

I vantaggi per un Pilota business

Il pilota di aerei business non presta la sua opera per una compagnia aerea, bensì è alle dirette dipendenze di un’azienda che ha la necessità di trasferire manager o altri lavoratori in modo comodo ed efficiente, allo stesso modo questi piloti possono essere assunti direttamente da magnati e persone particolarmente abbienti affinché vengano soddisfatte le loro esigenze professionali e private.

Il pilota business guadagna in genere molto di più rispetto al pilota di linea, inoltre questo lavoro lo porta a pernottare spesso in strutture lussuose e a soggiornare in località esclusive.

L’aspetto negativo è legato invece alla flessibilità: questi piloti devono saper garantire una disponibilità massima, di conseguenza il tempo per la famiglia e per la vita privata è ridotto al minimo.

Pilota di aerei per paracadutisti

Quello del paracadutismo è un hobby molto amato e il pilota di questi aerei è dunque chiamato a servire in maniera ottimale le persone che desiderano provare l’ebbrezza di lanciarsi nel vuoto.

Questi piloti devono essere in grado di condurre con precisione il velivolo ad una determinata altezza rispetto al suolo, e devono inoltre fare in modo che i paracadutisti escano dall’aereo in modo assolutamente sicuro.

Le opportunità lavorative per questo tipo di piloti stanno crescendo e per questo si tratta di un lavoro particolarmente interessante.

La professione dell’istruttore di volo

Quella dell’istruttore di volo può essere un’opportunità professionale molto appagante e remunerativa, tuttavia non può essere un obiettivo realizzabile nell’immediato per un neofita.

Per formare nuovi piloti, infatti, occorrono capacità molto approfondite, di conseguenza prima di ricoprire con successo questo ruolo è necessario aver maturato un’esperienza importante e aver conseguito specifiche certificazioni. La Scuola di Volo Aeroclub Varese propone anche un corso per Istruttore di volo, l’ideale per chi vuole trasmettere la sua passione per l’aviazione.

Il progetto di Leonardo per il trasporto con droni

L’azienda italiana Leonardo è impegnata in un interessante progetto che coinvolge anche il Comune di Torino e la società D-Flight.

Dopo aver ottenuto regolare autorizzazione da ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, Leonardo ha avviato una serie di prove dedicate al trasporto di merci pesanti tramite drone.

Utilizzare i velivoli a pilotaggio remoto per movimentare merci è un obiettivo che si sta cercando di valorizzare al meglio in molti Paesi, ma questo progetto tutto italiano è molto speciale perché, come detto, prevede il trasporto di merci piuttosto pesanti.

In questo progetto, che è stato denominato “Sumeri: si salpa!”, si sono utilizzati droni in grado di trasportare diverse centinaia di chili per tratte importanti, nell’ordine di 50 Km.

I vantaggi del trasporto merci con i droni

Laurent Sissmann, SVP Unmanned Systems di Leonardo, ha sottolineato come il perfezionamento di tale iniziativa potrebbe rendere le città molto più funzionali ed efficienti, senza trascurare il fatto che queste metodologie di trasporto potrebbero rivelarsi provvidenziali in situazioni di emergenza, come è stato purtroppo necessario negli ultimi mesi.

Sissmann ha inoltre rivolto il proprio ringraziamento al Comune di Torino, il quale si è impegnato molto attivamente in quest’iniziativa, ed ENAC, la quale ha fornito pieno supporto.

Il Direttore Generale di ENAC, Alessio Quaranta, ha affermato che il progetto “Sumeri: si salpa!” ha consentito all’ente di implementare metodologie innovative di analisi del rischio stabilite dalla regolamentazione per le operazioni dei droni, ed è determinante, in tale ottica, il supporto di grandi stakeholder quali l’azienda Leonardo.

I partners del progetto

Su quest’intrigante progetto si è espresso anche Marco Pironti, Assessore all’innovazione della Città di Torino, che ha evidenziato come la mobilità aerea urbana sia il vero fiore all’occhiello della città torinese, la quale sta dimostrando di essere fortemente propensa all’innovazione, dicendosi assolutamente orgoglioso di quanto si sta compiendo.

Anche D-Flight sta approfittando di queste sperimentazioni per effettuare delle preziose innovazioni tecnologiche, e si sta confermando una delle più importanti piattaforme U-Space d’Europa.

Quand’è che il settore del trasporto aereo si riprenderà definitivamente dall’enorme crisi che sta vivendo?

L’impatto del Covid-19 sul settore dei trasporti aerei

Come ben si sa, l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus Covid-19 ha avuto degli effetti profondamente negativi su molteplici settori, e quello del trasporto aereo è stato tra quelli in assoluto più colpiti.

Le limitazioni alla mobilità, il comprensibile timore nel viaggiare, soprattutto all’estero, e delle procedure di sicurezza ancora molto diverse da nazione a nazione hanno creato nel mondo del trasporto aereo una crisi che non ha precedenti.

Le previsioni di ripresa del settore aereo

Si stanno registrando dei segnali di ripresa: in molte aree del mondo, infatti, le restrizioni sono divenute meno ferree e soprattutto tantissime persone stanno avendo modo di vaccinarsi, tuttavia affinché il settore possa riprendersi dalle enormi perdite subite ci vorrà del tempo.

Secondo IATA, International Air Transport Association, i livelli pre-crisi non verranno raggiunti prima del 2024.

Alexandre De Juniac, direttore generale e CEO di IATA, ha dichiarato che il 2020 resterà alla storia come l’anno più buio di sempre per il settore, alla luce di centinaia di miliardi di euro in meno di ricavi i quali hanno comportato dei drastici tagli dei costi con conseguenti perdite di tantissimi posti di lavoro.

Il taglio dei costi, ad ogni modo, non ha salvato le compagnie dal tracollo economico: secondo De Juniac infatti i costi sono stati tagliati del 45,8%, ma i ricavi si sono ridotti del 60,9%.

Il cambio di tendenza previsto nel 2021

De Juniac ritiene che nel 2021 si registrerà un incremento del numero di passeggeri, dunque già nell’anno in corso il cambio di tendenza sarà evidente, ma si tratterà comunque di cifre ben lontane da quelle pre-crisi, di conseguenza per raggiungere una situazione di normalità bisognerà aspettare ancora.

IATA si è sbilanciata anche nell’indicare le zone geografiche che più contribuiranno alla ripresa del settore, e da questo punto di vista non si hanno esitazioni nell’indicare le aree dell’Asia del Pacifico, non solo per la loro popolosità e per la loro importante domanda, ma anche perché quello cinese è stato uno dei primi mercati che ha registrato dei segni di ripresa.

Il sempre florido mercato statunitense saprà senz’altro contribuire al rilancio del settore nelle zone del Nord America, mentre il Sud America, come anche l’Africa, dovrebbe riprendersi ben più lentamente per molteplici fattori, in primis le difficoltà legate alla distribuzione dei vaccini.

Se ci si trova dinanzi ad un aereo se ne conoscono benissimo le funzioni, tuttavia non tutti hanno idea di quale sia il suo normale ciclo di vita, ovvero come quel veicolo sia nato, il lasso temporale per il quale può essere utilizzato e cosa avverrà nel momento in cui dovrà “andare in pensione”.

Non esitiamo, dunque, e proviamo a rispondere a queste interessanti domande.

Come nasce un aereo

Gli aerei sono prodotti da specifiche industrie, nella grande maggioranza dei casi dopo che queste hanno ricevuto una commessa da parte di una compagnia aerea: le compagnie aeree, dunque, sono i clienti di queste società.

Come si può ben immaginare, la costruzione di un aereo è un processo che richiede tempi molto lunghi, di norma alcuni anni. In realtà ai tempi di costruzione in senso stretto vanno sommati quelli dedicati ad attività non meno importanti quali la progettazione e lo sviluppo ingegneristico e tecnologico, fondamentale per presentare sul mercato dei prodotti sempre performanti e di massima avanguardia.

Dal momento che una grande percentuale degli aerei prodotti sono destinati a compagnie aeree ha sicuramente una grande importanza la realizzazione della cosiddetta livrea, ovvero sostanzialmente la decorazione estetica del velivolo che, al di là del design, diviene un vero e proprio “biglietto da visita” della compagnia in questione rendendo subito riconoscibile l’appartenenza del mezzo.

Nella maggioranza dei casi la realizzazione della livrea è curata direttamente dalle industrie, ma non è raro che tali decorazioni esterne vengano effettuate autonomamente dalle compagnie aeree dopo aver ricevuto in consegna il mezzo.

La consegna dell’aereo è appunto uno step molto importante della sua “vita”: in questo modo infatti il velivolo entra ufficialmente a far parte della flotta della compagnia e diviene ufficialmente operativo con il suo volo d’esordio.

La vita operativa dell’aereo

A questo punto, sorge spontanea questa domanda: ma quanto dura il ciclo di vita dell’aereo?

Per dare una risposta puramente indicativa, si può affermare che un aereo è destinato a restare attivo per circa 30 anni, ma i parametri che influiscono sulla sua “età”, in senso puramente tecnico, sono diversi.

Oltre agli anni di utilizzo, infatti, bisogna considerare anche i cicli di decollo e di atterraggio a cui è stato sottoposto, quindi quanti voli ha compiuto, nonché i cicli di pressurizzazione e depressurizzazione, che tendono a logorare le parti metalliche.

Affinché un aereo sia sempre performante, ovviamente, è importantissima la manutenzione: enti quali EASA ed ENAC si accertano del fatto che la medesima sia effettuata correttamente.

L’aereo va in “pensione”: cosa accade?

Quando l’aereo diviene ormai troppo vecchio, cosa succede? I velivoli che escono dalle flotte delle compagnie sono materialmente molto interessanti in quanto tantissimi elementi tecnici e parti in metallo della loro struttura possono essere riutilizzati, proprio per questo i mezzi vengono affidati a società specializzate affinché recuperino tutto ciò che può essere utilizzato nuovamente.

A questo riguardo è interessante sottolineare una curiosità: in Spagna, a Teruel, è presente una grande area adibita al recupero di materiali da aerei dismessi, uno spazio che viene definito “cimitero degli aerei” ma che in realtà non è un mero deposito, avendo come obiettivo quello di restituire, in qualche modo, una “nuova vita” ai propri ospiti provenienti dalle nazioni più disparate.

Se ti interessano gli aspetti più tecnici dei velivoli, puoi dare un’occhiata alla flotta di Aeroclub Varese e scoprire le caratteristiche di modelli icona come il Cessna 150 Aerobat o il Piper PA 34 I-IPHB.

easyJet e il Politecnico di Milano per l’ecosostenibilità

La compagnia aerea easyJet ha avviato un’interessante collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, grazie alla quale verrà attivato un percorso di dottorato Executive in Management Engineering incentrato sulla sostenibilità del settore aereo.

È cosa nota il fatto che l’ecosostenibilità sarà sempre più legata al modo con cui sarà gestito negli anni a venire il traffico aereo, ecco perché questa tematica è molto interessante e saprà senz’altro aprire degli orizzonti preziosi, sia per gli allievi del dottorato che per l’intera collettività.

L’impegno di easyJet per l’ambiente

Lorenzo Lagorio, country manager di easyJet Italia, ha espresso tutto il proprio entusiasmo per questa nuova collaborazione, sottolineando il fatto che la compagnia aerea è sempre molto attenta alle tematiche ambientali, si pensi ad esempio al fatto che nel 2019 la società ha deciso di compensare le emissioni inquinanti prodotte dai propri velivoli.

Va sottolineato inoltre che l’odierna flotta di easyJet si compone per il 15% di aeromobili Airbus della famiglia A320neo, i quali assicurano consumi di carburante inferiori del 15% rispetto ai modelli della medesima generazione, nonché una riduzione dell’inquinamento acustico del 50%.

L’obiettivo, ha sottolineato Lagorio, è quello di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera, e in tale ottica hanno senz’altro una grandissima importanza gli sviluppi tecnologici e gli investimenti in tecnologie “green”.

Paolo Trucco, responsabile del progetto di ricerca avviato con easyJet nonché docente di sistemi industriali presso la School of Management del Politecnico, si è soffermato sull’aspetto economico di tali cambiamenti: ridurre le emissioni inquinanti nel mondo del trasporto aereo è importantissimo, senza alcun dubbio, ma questi sviluppi tecnologici andranno anche a creare delle nuove filiere.

Il dottorato per la sostenibilità nel settore aereo

Nel percorso di dottorato in questione, il quale avrà una durata di 4 anni, avrà un ruolo cruciale Diego Babuder, pilota aereo presente nel team di easyJet da più di 7 anni, laureato in gestione del trasporto aereo e in scienze politiche e di governo; nel notevole curriculum di questo professionista figurano anche delle docenze nel master di primo livello “Fondamenti del sistema di trasporto aereo”, organizzato proprio dal Politecnico di Milano.

Babuder si è detto contento e orgoglioso di intraprendere questo nuovo percorso con cui consoliderà ulteriormente il rapporto che lo lega alla compagnia easyJet; il pilota ha rimarcato il fatto che vi sia tantissimo entusiasmo attorno a queste tematiche e che questo è senz’altro il periodo storico ideale per avviare dei progetti di ricerca che sappiano garantire importanti migliorie all’intero settore.

I progetti di easyJet

Tra i progetti prossimi futuri di easyJet vi è anche un’iniziativa molto interessante, in partnership con Airbus, ovvero quella di sviluppare un aereo commerciale ad emissioni zero entro l’anno 2035.

Sono stati annunciati, a questo riguardo, alcuni prototipi, ed è evidente che una novità come questa costituirebbe un progresso davvero eccezionale per l’intero settore.

Il mondo del trasporto aereo farà molto presto i conti con una grave carenza di piloti su scala globale: è questo, infatti, ciò che dovrebbe accadere negli anni a venire, e si tratta di un problema a cui si sta dando sorprendentemente poco peso.

La domanda di piloti da parte delle compagnie è sempre stata molto alta, d’altronde si parla di figure che devono avere un alto livello di specializzazione e che possono giungere a tale traguardo solo dopo cospicui investimenti, sia in termini di denaro che di tempo ed impegno; per un pilota, dunque, trovare un impiego non è mai stato particolarmente difficile.

La mancanza di piloti di aerei nella fase post-pandemia

La particolare situazione che sta vivendo il mondo del trasporto aereo, peraltro, è destinata a rendere la carenza di piloti un problema ancor più grave: nell’ultimo anno, infatti, le compagnie aeree hanno ridotto in modo drastico i loro voli per via della diminuzione della domanda, ma quando l’emergenza sanitaria sarà superata e si riprenderà a viaggiare, tante compagnie aeree faranno i conti con un clamoroso buco per quel che riguarda queste figure.

Secondo una ricerca condotta dallo studio di consulenza americano Oliver Wyman, quando il settore del trasporto aereo avrà ripreso ad operare a regime mancherà all’appello una cifra compresa tra 34.000 e 50.000 tra comandanti e primi ufficiali.

Altri aspetti da considerare

Si tratta di numeri davvero allarmanti, che potrebbero essere ancor più accentuati se si considerano degli ulteriori aspetti.

Anzitutto, una volta superata la pandemia, è verosimile immaginare che molte persone avranno una grande voglia di viaggiare, o comunque effettueranno tutti quei voli che hanno lasciato in sospeso nei mesi precedenti, quindi i volumi di traffico potrebbero divenire addirittura superiori rispetto alle fasi pre-pandemia.

Si consideri inoltre, prendendo come riferimento soprattutto il mercato nordamericano, l’invecchiamento e quindi il pensionamento di un numero notevole di comandanti. Oltre al raggiungimento di anzianità di questa forza lavoro, durante il periodo della pandemia, si stima che fino al 10% di piloti, siano stati mandati in prepensionamento, con sovvenzioni delle compagnie aeree o chiedendo un anticipo della pensione dietro un contributo per tagliare i costi.

Il momento giusto per la certificazione ATPL

Come in altri periodi di crisi del settore dei trasporti aerei, per esempio dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre e con la crisi finanziaria del 2008 e 2009, si prevede una diminuzione per quanto riguarda il numero di certificazioni per piloti di linea e commerciali. La ricerca Oliver Wyman sostiene che tra piloti attuali e futuri un numero tra 25mila e 35mila potrebbero scegliere una carriera alternativa.

Infatti diversi piloti che si sono formati recentemente e che hanno iniziato a lavorare nella fase pre-pandemia potrebbero essere stati insoddisfatti dalle prospettive professionali ottenute, magari perché, vista la situazione sanitaria, le compagnie li hanno impiegati solo per un numero di voli piuttosto ridotto. Di conseguenza potrebbero essersi orientati verso tutt’altro tipo di orizzonti lavorativi, e questo ovviamente acuirebbe ulteriormente il problema.

Tuttavia, proprio perché i fatti indicano la prossima carenza di piloti e comandanti è proprio questo il momento più adatto per iniziare un iter addestrativo che porti, proprio quando ci sarà più necessità, tra il 2022 e il 2024, a trovarsi nelle condizioni di poter partecipare attivamente ai colloqui di reclutamento delle compagnie aeree che cercheranno nuovi piloti.

I dati e le previsioni non fanno che confermare un’opportunità che non puoi lasciarti scappare. Se il tuo obiettivo è quello di diventare un pilota di aerei, questo è il momento giusto per iscriverti al corso dei tuoi sogni: scegli Aeroclub Varese per ottenere la tua licenza ATPL.

Il simulatore di volo è un dispositivo che ricrea fedelmente le condizioni di guida di un aereo, sia per quel che riguarda le caratteristiche della postazione che le immagini proiettate sullo schermo, ed è stato quindi una vera e propria rivoluzione nel mondo di formare i piloti.

L’importanza del simulatore di volo è fuori discussione, dunque, ma quali sono i 10 vantaggi principali che lo rendono fondamentale? Scopriamoli subito.

1 – Il simulatore di volo per il risparmio, senza che la qualità ne risenta

Utilizzando un simulatore di volo si possono risparmiare delle cifre davvero consistenti: tenere dei voli di addestramento, infatti, comporta costi non da poco in termini di carburante, manutenzione del velivolo, polizze assicurative e altro ancora.

Ovviamente, mettersi alla guida di un vero aereo rimane comunque uno step necessario per il futuro pilota, ma tenere una buona parte della formazione attraverso un simulatore di volo consente di far risparmiare davvero tantissimo, senza che la qualità dell’addestramento ne risenta, anzi, mette nelle condizioni di addestrare l’allievo prevedendo qualsiasi scenario possibile.

2 – Maggiore sicurezza con un simulatore di volo

Quando l’allievo si misura con i suoi primi voli, ovviamente, l’eventualità che possa verificarsi qualche errore è molto più alta della norma, di conseguenza tenere delle prove su un simulatore piuttosto che su un aereo vero sa essere provvidenziale in fatto di sicurezza.

Probabilmente, la diffusione sempre più massiva dei simulatori di volo è già riuscita ad evitare il verificarsi di gravi incidenti.

3 – Massima versatilità di utilizzo

Se si crede che il simulatore di volo sia troppo troppo distante dalla realtà, ci si ricrederà molto presto.

Questo dispositivo, infatti, è in grado di riprodurre fedelmente le condizioni più disparate, anche in termini di clima, di visibilità, di paesaggi, di conseguenza all’allievo può assolutamente essere fornita una formazione versatile e variegata.

Anche questo, come si può ben intuire, influisce non poco sull’importanza del simulatore di volo.

4 – Perfetta interiorizzazione delle procedure

Se nei primi utilizzi l’allievo pilota dimentica di compiere un’operazione, con il simulatore di volo può tranquillamente tornare indietro, cosa che ovviamente non sarebbe possibile in un volo reale.

È evidente che quando si pilota un aereo vero non c’è margine per dimenticanze, ma l’utilizzo del simulatore è utilissimo affinché il pilota interiorizzi tutte le azioni e le procedure che devono essere adottate nelle varie circostanze.

5 – La formazione può proseguire anche se le condizioni meteo sono avverse

Affinché un volo possa decollare, come noto, devono esserci delle condizioni climatiche idonee, ma questo problema non si pone laddove si utilizzi un simulatore di volo.

Quest’aspetto è assai rilevante in quanto garantisce agli allievi la dovuta continuità del percorso formativo, senza trascurare il fatto che, come detto in precedenza, lo stesso simulatore può agevolmente ricreare condizioni meteorologiche di qualsiasi tipo affinché il pilota impari a destreggiarsi in qualsiasi circostanza.

6 – Formazione costante anche post-brevetto con un simulatore di volo

La semplicità e l’economicità d’uso del simulatore di volo sa essere un punto di riferimento prezioso anche per il pilota che ha già conseguito il brevetto e che intende tenersi allenato.

Non è raro che un pilota, al termine del suo percorso formativo, trascorra dei periodi più o meno lunghi senza lavorare, magari perché in cerca del suo primo impiego, e l’utilizzo costante di un simulatore di volo è provvidenziale per mantenere “vivo” il prezioso know-how che si è accumulato.

7 – Perfezionamento delle comunicazioni radio

Un buon pilota deve essere in grado di comunicare in maniera impeccabile tramite radio, e l’utilizzo di un simulatore di volo sa essere ideale anche da questo punto di vista.

Con il simulatore, infatti, l’aspirante pilota può perfezionare questa “skill” in un ambiente privo di stress, nell’attesa di misurarsi poi, con maggiore sicurezza e padronanza, con un volo reale.

8 – Si riducono i tempi d’apprendimento

L’importanza del simulatore di volo è legata anche al fatto che, grazie al suo utilizzo, i tempi di apprendimento si riducono in modo notevole, proprio perché si possono accumulare molte più ore di esercitazione e perché il percorso di apprendimento viene tenuto in modo continuo, senza interruzioni dovute alle esternalità più disparate.

9 – Formazione specifica anti-emergenze

Grazie al simulatore di volo, l’aspirante pilota può essere formato in maniera adeguata anche per quel che riguarda il verificarsi di vari tipi di emergenze.

Questi strumenti infatti possono ricreare fedelmente le situazioni di allarme più disparate, dai problemi al motore fino alla presenza di accumuli di ghiaccio, e questo ovviamente sarebbe impossibile in un volo reale.

Grazie al simulatore di volo, dunque, l’aspirante pilota può avere ben chiaro come comportarsi anche in situazioni particolarmente critiche.

10 – Ci si può formare anche da casa

Quando si parla di simulatori di volo si pensa subito a quelli professionali, ma non bisogna dimenticare che ve ne sono alcuni che possono essere utilizzati anche dal PC di casa.

Certo, questi software non possono essere considerati sostituiti degli strumenti professionali, tantomeno il loro utilizzo può essere incluso tra le ore di volo ufficialmente riconosciute, tuttavia l’importanza del simulatore di volo “domestico” sa essere preziosa per allenarsi anche quando non ci si reca presso la scuola.

I simulatori di volo di Aeroclub Varese

Un simulatore di volo professionale è un sistema avanzato di addestramento per gli aspiranti piloti di aerei che permette di apprendere con precisione ed accuratezza, aumentando le prestazioni dell’aeroplano gradualmente per non trovarsi poi spiazzati dall’eccesivo gap presente tra Bimotore leggero e Medium Jet.

Presso la sede di Aeroclub Varese puoi trovare ben 2 simulatori di volo: un Mechtronix Ascent FNPT II e un Alsim ALX FNPT II. Grazie alla presenza dei simulatori in sede, alla fine del Corso ATPL, potrai scegliere come completare l’addestramento con il tipo di Corso MCC desiderato, tra cui anche un Corso MCC Advanced.