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I piloti di aerei iniziano a latitare: è questo ciò che emerge in modo nitido in molteplici zone del mondo, e per quanto ciò possa sembrar paradossale in un periodo storico in cui la disoccupazione riguarda da vicino tantissime nazioni, è proprio per mancanza di piloti che tantissime compagnie aeree fanno fatica ed erogare i loro servizi.

Sulla base di quanto dichiarato da Boeing, il colosso americano produttore di aerei, il questo periodo storico si starebbe vivendo una richiesta di piloti e di tecnici per quel che riguarda l’aviazione civile che non ha davvero precedenti.

La stima è che tra il 2015 e il 2034 serviranno ben 558.000 comandanti e primi ufficiali per quel che riguarda i velivoli commerciali, dei quali ben 226.000 nel solo mercato asiatico.

A rendere ancor più pesante questo deficit di piloti vi è il fatto che il numero di aerei presenti nel mondo sta crescendo in modo notevole: se nel 2015, infatti, gli aerei erano 17.354, nel 2034 diverranno 35.749, ovvero una cifra più che doppia.

Ma per quale motivo, nel mondo, non si riescono a trovare piloti?

Le ragioni possono essere diverse, a cominciare dalla crisi economica e dal fatto che in molte nazioni le retribuzioni di questi professionisti non sono state ancora adeguate all’inflazione.

A questo si aggiunge il fatto che l’iter per divenire piloti non è affatto semplice: basti pensare che negli Stati Uniti, dopo il tragico incidente del volo Colgan Air 3407 del 2009, l’autorità federale ha innalzato il tetto di ore di volo necessario per diventare primo ufficiale da 250 a 1.500 ore.

Non bisogna inoltre trascurare che negli ultimi periodi sono cresciute in modo esponenziale le compagnie aeree Fly Emirates, Qatar Airways ed Etihad, di conseguenza tanti bravi piloti hanno scelto di trasferirsi nelle zone del Golfo Persico allettati dagli ottimi stipendi che queste compagnie sono in grado di offrire.

Questo, dunque, è l’attuale quadro mondiale relativo a questa professione, dunque chi intende intraprendere un percorso che possa consentirgli di diventare un pilota esperto ha ottime possibilità di trovare celermente un impiego.

La Cina si sta preparando a compiere dei grossi investimenti per quel che riguarda le infrastrutture per l’aviazione: nell’anno in corso, infatti, la nazione cinese spenderà ben 10 miliardi di euro con tale finalità.

A dare questo annuncio è stata l’agenzia di stampa cinese Xinhua, citando come fonte il Civil Aviation Administration of China (CAAC), ovvero l’ente nazionale che disciplina il trasporto aereo.

Le grosse somme economiche in questione, le quali ammontano esattamente a 77 miliardi di yuan, saranno impiegate prevalentemente in nuovi progetti aeroportuali e negli aggiornamenti di quelli già esistenti.

C’è da considerare che la Cina è una delle nazioni più importanti al mondo per quanto riguarda le infrastrutture aeroportuali, basti pensare infatti che tra i maggiori 50 aeroporti del mondo, ben 7 sono cinesi.

Nonostante questo, tuttavia, gli scali cinesi sono noti per i loro ritardi e per il fatto di non riuscire ad offrire, assai spesso, un servizio impeccabile ai viaggiatori.

In Cina, d’altronde, gran parte delle infrastrutture per l’aviazione sono dedicate agli aerei militari, di conseguenza dei miglioramenti relativi ai voli civili non possono che essere opportuni.

L’apertura dei nuovi aeroporti che è stata prevista, inoltre, corrisponderà certamente all’introduzione di nuove rotte, di conseguenza questi investimenti infrastrutturali sapranno rivelarsi molto preziosi anche per incrementare il numero di collegamenti aerei da e per la Cina, sia nazionali che internazionali.

Si chiama Lilium Jet, l’innovativo aereo che ha progettato e realizzato una start up tedesca composta da designer ed ingegneri aerospaziali e dell’Università di Monaco.

Lilium Aviation, questo il nome della start up in questione, è riuscita a realizzare un velivolo davvero unico nel suo genere: piccolo e poco ingombrante, Lilium Jet prevede solo due posti ed è alimentato esclusivamente in modo elettrico, vantando peraltro un’autonomia davvero notevole, pari a ben 500 km.

Altra peculiarità molto interessante di Lilium Jet è rappresentata dalla sua naturale capacità di decollare e di atterrare in verticale; per far atterrare questo velivolo, e anche affinché possa alzarsi in volo, è sufficiente una superficie di appena 15×15 metri.

Alla luce delle caratteristiche indicate, dunque, Lilium Jet risulta essere una vera e propria “auto volante”, ed è proprio questa la mission della start up che lo ha realizzato.

Lilium Jet è infatti un piccolo velivolo da utilizzare autonomamente per necessità personali, dunque per compiere dei tragitti di distanza breve e media.

Effettivamente potersi muovere in questo modo sarebbe davvero allettante, un vero e proprio sogno per evitare il traffico cittadino e per arrivare a destinazione in una manciata di minuti.

Sono davvero cospicui gli investimenti destinati a questo progetto, segno evidente che la start up in questione è fermamente intenzionata a diffondere in modo importante questo nuovo mezzo di trasporto.

Ad oggi, le principali perplessità circa una possibile diffusione di questo strumento sono legate soprattutto alla gestione del suo utilizzo dal punto di vista della sicurezza, sia alla luce delle numerose limitazioni relative al traffico aereo, sia per scongiurare il rischio che diversi Lilium Jet possano impattare tra loro.

Il progetto, ad ogni modo, è molto interessante, ed è verosimile che possa divenire una realtà esclusivamente in aree limitate nelle quali rendere possibile, appunto, l’utilizzo di questa “auto aereo”.

Ha fatto il suo primo decollo dall’aeroporto romano di Fiumicino il nuovo aereo Boeing B787 Serie 900 Dreamliner, un gioiello di linea appartenente alla compagnia aerea Air Canada il quale d’ora in poi collegherà Roma con Toronto.

Questo nuovo aereo ad alta tecnologia offre dei servizi innovativi davvero molto interessanti, inoltre è un aereo davvero pregevole anche per quel che riguarda i consumi di carburante, ottimizzati in modo molto significativo anche nell’ottica della riduzione dei costi.

Questo nuovo aereo fa parte del progetto di modernizzazione della flotta che la Air Canada sta eseguendo ad ampio raggio: entro il 2018, infatti, la compagnia canadese introdurrà 34 nuovi aerei, nell’ambito di un piano industriale che prevede investimenti per 9 miliardi di dollari.

Il direttore generale per l’Italia di Air Canada, Antonio Solimeno, ha espresso grande entusiasmo per questa nuova tratta che collegherà all’insegna del comfort e dell’efficienza la città di Roma con quella di Toronto.

Dal canto suo anche08 Fausto Palombelli, Executive Vice President Aviation Marketing Development di Aeroporti di Roma, ha sottolineato la grande importanza di questa novità, la quale conferma un percorso di crescita qualitativa che l’aeroporto di Fiumicino ha messo in atto da tempo al fine di offrire un’esperienza di viaggio qualitativamente sempre più alta a tutti i passeggeri.

Amazon, il famosissimo colosso del commercio elettronico, è sempre a lavoro per rendere il proprio servizio di consegna sempre più tempestivo.

A tal riguardo, è recente la notizia per cui Amazon ha stretto un accordo con Atlas Air Worldwide per il noleggio di 20 Boeing 767, i quali saranno adoperati per la consegna delle merci sul territorio americano.

Tale notizia non rappresenta una novità assoluta: a marzo, infatti, fu annunciato che Amazon aveva acquistato 20 aerei cargo Boeing dalla compagnia Air Transport Services Group, per non parlare delle continue sperimentazioni che questo colosso del web effettua per quel che riguarda l’impiego dei droni.

Il livello di efficienza che Amazon è riuscito a raggiungere, d’altronde, è davvero massimo, soprattutto per quanto riguarda il servizio Amazon Prime Now tramite il quale si può usufruire di consegne ultra rapide, eseguite addirittura in appena due ore.

Questo importante investimento ad opera di Amazon è stato annunciato in concomitanza della divulgazione dei guadagni del primo trimestre di Atlas, e questa novità è frutto di una mission molto chiara: il popolare e-commerce, infatti, vuole ridurre in modo costante la fruizione di servizi forniti da terze parti, ovvero da aziende specializzate in servizi di spedizione quali FedEx e UPS.

In un’azienda come Amazon, in cui la logistica interna è studiata in ogni più piccolo dettaglio, potersi distaccare in modo graduale da servizi esterni non può che essere positivo: se Amazon ha modo di eseguire le sue spedizioni con mezzi propri, senza richiedere i servizi di aziende esterne specializzate, la sua logistica non può che migliorarsi ulteriormente.

Da questo punto di vista, peraltro, Amazon può assicurarsi dei vantaggi molto importanti anche per quanto riguarda l’abbattimento dei costi.

Si chiama Volocopter VC200 il primo drone realizzato con l’obiettivo di trasportare delle persone.

Questo mezzo così particolare è stato omologato come velivolo ultraleggero ed è in grado di trasportare un passeggero, e proprio nelle scorse settimane è stato eseguito un test “in aria” che ha dato dei risultati molto positivi.

Questo drone, ovviamente, ha delle dimensioni importanti, ed è dotato di ben 18 motori ad alimentazione elettrica i quali non solo assicurano un sostegno importante, ma consentono al passeggero di alzarsi in volo all’insegna della sicurezza.

Volocopter VC200 è infatti in grado di volare senza problemi anche qualora uno o più rotori siano fuori uso, anche se in realtà non è specificato quanti e soprattutto con che distribuzione.

Questa sorta di elicottero è davvero molto semplice da gestire, a dispetto delle sue grandi dimensioni e del suo uso così insolito: il computer di bordo, infatti, funziona esattamente come un drone radiocomandato di livello professionale, e prevede l’utilizzo di un apposito joystick di controllo.

Le similitudini tra questo insolito elicottero ed i droni, dunque, sono davvero tantissime, l’unica differenza sostanziale è quella presente nel meccanismo di rotazione sull’asse verticale: nei velivoli a pilotaggio remoto, infatti, si utilizza in genere un drone dedicato, invece in Volocopter VC200 si ricorre alla rotazione della manopola del joystick principale, in modo da avere il controllo del velivolo in un’unica mano.

Nello specifico, Volocopter VC200 sprigiona una potenza di 50 kW, forniti da 9 batterie separate.

Al momento, Volocopter VC200 non entrerà in produzione di massa, dal momento che si prevede di utilizzare questo insolito velivolo come vero e proprio elitaxi.

The Megacopter è, attualmente, il drone più “forte” del mondo: questo velivolo a pilotaggio remoto, infatti, è riuscito a sollevare ben 61 Kg di peso, stabilendo così un vero e proprio guinness dei primati.

The Megacopter è stato progettato da un team di ricercatori dell’Università di Oslo, in Norvegia, e in rete è presente un video in cui si può ammirare questo drone, dalle dimensioni decisamente importanti, sollevare e mantenere a mezz’aria un peso pari a ben 61 Kg.

Il grande peso in questione è stato mantenuto stabile in aria per ben 37 secondi, e ciò è stato possibile grazie ai 48 motori e alle 24 batterie di cui si compone.

Con una simile potenza, dunque, The Megacopter sarebbe a tutti gli effetti in grado di sollevare una persona; al momento non vi è alcuna indiscrezione circa la possibilità che questo velivolo possa essere adoperati in questo modo, ma la potenza, come visto, non gli manca assolutamente.

Si è svolto a Torino Droidcon, un evento dedicato interamente al mondo Android e tenutosi presso il Lingotto.

All’evento hanno preso parte tantissimi appassionati di informatica, dei “nerd” con svariate specializzazioni ed interessi, e si è fatto il punto sul futuro che potrebbe riguardare questo sistema operativo.

Se si parla di Android, ovviamente, si può far riferimento ad una gamma vastissima di volti della tecnologia, e tra questi vi è anche quello relativo ai velivoli a pilotaggio remoto.

In occasione di Droidcon, infatti, è stato presentato Astrobee, un drone che è già stato definito “drone intelligente”.

Questo drone è stato progettato da Vinh To direttamente per la Nasa, e si tratta di un drone in grado di muoversi in modo completamente autonomo nella stazione spaziale internazionale.

Vinh To è stato uno dei 74 speakers che hanno esposto delle innovazioni durante Droidcon, e il suo speech si è rivelato davvero molto interessante; nessun appassionato di droni, d’altronde, potrebbe restare indifferenze dinanzi ad un’innovazione di questa portata.

Zipline, una start up che opera nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto, sta lavorando su un progetto molto interessante i quale potrebbe rivelarsi provvidenziale per tutte quelle popolazioni che vivono in aree difficilmente raggiungibili.

Il drone in questione si chiama Zip, ed è in grado di trasportare fino a 3,5 Kg a circa 100 Km/h garantendo il controllo a distanza.

Questo innovativo drone, avendo questa importante capacità di carico, potrebbe essere utilizzato per distribuire medicine nelle aree del pianeta più difficilmente raggiungibili e particolarmente bisognose, come ad esempio il Ruanda.

Questa nazione africana, non a caso, si sta molto interessando a questa innovazione, e la considera non solo un elemento potenzialmente importantissimo per la salute delle proprie popolazioni, ma anche un qualcosa di importante per creare uno sviluppo economico.

Insomma, se questo drone saprà realmente rivelarsi efficiente c’è davvero da attendersi che sarà preziosissimo per le popolazioni di molte aree difficili, come ad esempio quelle del Ruanda.

Guida Pratica ai Droni è un libro realizzato da Belinda e Terry Kilby, un testo molto interessante per tutti gli appassionati di velivoli a pilotaggio remoto.

I droni trovano ormai innumerevoli impieghi, e anche il numero di appassionati sta crescendo in modo costante, di conseguenza questo libro non può che interessare a moltissimi lettori.

La realizzazione e l’utilizzo di un drone richiede una ricca gamma di conoscenze, dall’aerodinamica alla radiotelemetria, dalla programmazione all’elettronica, di conseguenza se ci si vuol cimentare nella realizzazione di un drone vi sono davvero tantissime cose da sapere.

Nello specifico, questo nuovo libro spiega in che modo si può costruire un quadricottero Little Dipper autonomo classe 300; al di là ti questo, comunque, questa lettura è molto interessante per tutti gli appassionati di questi velivoli, e svela tanti aspetti interessanti a riguardo.

I punti su cui questo libro si sofferma sono diversi: principi di volo, anche applicati ai droni robotici, strutture disponibili, modalità di assemblaggio di un drone, progettazione, integrazione di sensori, controller e componenti personalizzati.

Gli autori, Belinda e Terry Kilby, si occupano con successo dal 2010 della costruzione di piccoli UAV dedicati alla fotografia aerea panoramica.