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Ha fatto il suo primo decollo dall’aeroporto romano di Fiumicino il nuovo aereo Boeing B787 Serie 900 Dreamliner, un gioiello di linea appartenente alla compagnia aerea Air Canada il quale d’ora in poi collegherà Roma con Toronto.

Questo nuovo aereo ad alta tecnologia offre dei servizi innovativi davvero molto interessanti, inoltre è un aereo davvero pregevole anche per quel che riguarda i consumi di carburante, ottimizzati in modo molto significativo anche nell’ottica della riduzione dei costi.

Questo nuovo aereo fa parte del progetto di modernizzazione della flotta che la Air Canada sta eseguendo ad ampio raggio: entro il 2018, infatti, la compagnia canadese introdurrà 34 nuovi aerei, nell’ambito di un piano industriale che prevede investimenti per 9 miliardi di dollari.

Il direttore generale per l’Italia di Air Canada, Antonio Solimeno, ha espresso grande entusiasmo per questa nuova tratta che collegherà all’insegna del comfort e dell’efficienza la città di Roma con quella di Toronto.

Dal canto suo anche08 Fausto Palombelli, Executive Vice President Aviation Marketing Development di Aeroporti di Roma, ha sottolineato la grande importanza di questa novità, la quale conferma un percorso di crescita qualitativa che l’aeroporto di Fiumicino ha messo in atto da tempo al fine di offrire un’esperienza di viaggio qualitativamente sempre più alta a tutti i passeggeri.

Amazon, il famosissimo colosso del commercio elettronico, è sempre a lavoro per rendere il proprio servizio di consegna sempre più tempestivo.

A tal riguardo, è recente la notizia per cui Amazon ha stretto un accordo con Atlas Air Worldwide per il noleggio di 20 Boeing 767, i quali saranno adoperati per la consegna delle merci sul territorio americano.

Tale notizia non rappresenta una novità assoluta: a marzo, infatti, fu annunciato che Amazon aveva acquistato 20 aerei cargo Boeing dalla compagnia Air Transport Services Group, per non parlare delle continue sperimentazioni che questo colosso del web effettua per quel che riguarda l’impiego dei droni.

Il livello di efficienza che Amazon è riuscito a raggiungere, d’altronde, è davvero massimo, soprattutto per quanto riguarda il servizio Amazon Prime Now tramite il quale si può usufruire di consegne ultra rapide, eseguite addirittura in appena due ore.

Questo importante investimento ad opera di Amazon è stato annunciato in concomitanza della divulgazione dei guadagni del primo trimestre di Atlas, e questa novità è frutto di una mission molto chiara: il popolare e-commerce, infatti, vuole ridurre in modo costante la fruizione di servizi forniti da terze parti, ovvero da aziende specializzate in servizi di spedizione quali FedEx e UPS.

In un’azienda come Amazon, in cui la logistica interna è studiata in ogni più piccolo dettaglio, potersi distaccare in modo graduale da servizi esterni non può che essere positivo: se Amazon ha modo di eseguire le sue spedizioni con mezzi propri, senza richiedere i servizi di aziende esterne specializzate, la sua logistica non può che migliorarsi ulteriormente.

Da questo punto di vista, peraltro, Amazon può assicurarsi dei vantaggi molto importanti anche per quanto riguarda l’abbattimento dei costi.

Si chiama Volocopter VC200 il primo drone realizzato con l’obiettivo di trasportare delle persone.

Questo mezzo così particolare è stato omologato come velivolo ultraleggero ed è in grado di trasportare un passeggero, e proprio nelle scorse settimane è stato eseguito un test “in aria” che ha dato dei risultati molto positivi.

Questo drone, ovviamente, ha delle dimensioni importanti, ed è dotato di ben 18 motori ad alimentazione elettrica i quali non solo assicurano un sostegno importante, ma consentono al passeggero di alzarsi in volo all’insegna della sicurezza.

Volocopter VC200 è infatti in grado di volare senza problemi anche qualora uno o più rotori siano fuori uso, anche se in realtà non è specificato quanti e soprattutto con che distribuzione.

Questa sorta di elicottero è davvero molto semplice da gestire, a dispetto delle sue grandi dimensioni e del suo uso così insolito: il computer di bordo, infatti, funziona esattamente come un drone radiocomandato di livello professionale, e prevede l’utilizzo di un apposito joystick di controllo.

Le similitudini tra questo insolito elicottero ed i droni, dunque, sono davvero tantissime, l’unica differenza sostanziale è quella presente nel meccanismo di rotazione sull’asse verticale: nei velivoli a pilotaggio remoto, infatti, si utilizza in genere un drone dedicato, invece in Volocopter VC200 si ricorre alla rotazione della manopola del joystick principale, in modo da avere il controllo del velivolo in un’unica mano.

Nello specifico, Volocopter VC200 sprigiona una potenza di 50 kW, forniti da 9 batterie separate.

Al momento, Volocopter VC200 non entrerà in produzione di massa, dal momento che si prevede di utilizzare questo insolito velivolo come vero e proprio elitaxi.

The Megacopter è, attualmente, il drone più “forte” del mondo: questo velivolo a pilotaggio remoto, infatti, è riuscito a sollevare ben 61 Kg di peso, stabilendo così un vero e proprio guinness dei primati.

The Megacopter è stato progettato da un team di ricercatori dell’Università di Oslo, in Norvegia, e in rete è presente un video in cui si può ammirare questo drone, dalle dimensioni decisamente importanti, sollevare e mantenere a mezz’aria un peso pari a ben 61 Kg.

Il grande peso in questione è stato mantenuto stabile in aria per ben 37 secondi, e ciò è stato possibile grazie ai 48 motori e alle 24 batterie di cui si compone.

Con una simile potenza, dunque, The Megacopter sarebbe a tutti gli effetti in grado di sollevare una persona; al momento non vi è alcuna indiscrezione circa la possibilità che questo velivolo possa essere adoperati in questo modo, ma la potenza, come visto, non gli manca assolutamente.

Si è svolto a Torino Droidcon, un evento dedicato interamente al mondo Android e tenutosi presso il Lingotto.

All’evento hanno preso parte tantissimi appassionati di informatica, dei “nerd” con svariate specializzazioni ed interessi, e si è fatto il punto sul futuro che potrebbe riguardare questo sistema operativo.

Se si parla di Android, ovviamente, si può far riferimento ad una gamma vastissima di volti della tecnologia, e tra questi vi è anche quello relativo ai velivoli a pilotaggio remoto.

In occasione di Droidcon, infatti, è stato presentato Astrobee, un drone che è già stato definito “drone intelligente”.

Questo drone è stato progettato da Vinh To direttamente per la Nasa, e si tratta di un drone in grado di muoversi in modo completamente autonomo nella stazione spaziale internazionale.

Vinh To è stato uno dei 74 speakers che hanno esposto delle innovazioni durante Droidcon, e il suo speech si è rivelato davvero molto interessante; nessun appassionato di droni, d’altronde, potrebbe restare indifferenze dinanzi ad un’innovazione di questa portata.

Zipline, una start up che opera nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto, sta lavorando su un progetto molto interessante i quale potrebbe rivelarsi provvidenziale per tutte quelle popolazioni che vivono in aree difficilmente raggiungibili.

Il drone in questione si chiama Zip, ed è in grado di trasportare fino a 3,5 Kg a circa 100 Km/h garantendo il controllo a distanza.

Questo innovativo drone, avendo questa importante capacità di carico, potrebbe essere utilizzato per distribuire medicine nelle aree del pianeta più difficilmente raggiungibili e particolarmente bisognose, come ad esempio il Ruanda.

Questa nazione africana, non a caso, si sta molto interessando a questa innovazione, e la considera non solo un elemento potenzialmente importantissimo per la salute delle proprie popolazioni, ma anche un qualcosa di importante per creare uno sviluppo economico.

Insomma, se questo drone saprà realmente rivelarsi efficiente c’è davvero da attendersi che sarà preziosissimo per le popolazioni di molte aree difficili, come ad esempio quelle del Ruanda.

Guida Pratica ai Droni è un libro realizzato da Belinda e Terry Kilby, un testo molto interessante per tutti gli appassionati di velivoli a pilotaggio remoto.

I droni trovano ormai innumerevoli impieghi, e anche il numero di appassionati sta crescendo in modo costante, di conseguenza questo libro non può che interessare a moltissimi lettori.

La realizzazione e l’utilizzo di un drone richiede una ricca gamma di conoscenze, dall’aerodinamica alla radiotelemetria, dalla programmazione all’elettronica, di conseguenza se ci si vuol cimentare nella realizzazione di un drone vi sono davvero tantissime cose da sapere.

Nello specifico, questo nuovo libro spiega in che modo si può costruire un quadricottero Little Dipper autonomo classe 300; al di là ti questo, comunque, questa lettura è molto interessante per tutti gli appassionati di questi velivoli, e svela tanti aspetti interessanti a riguardo.

I punti su cui questo libro si sofferma sono diversi: principi di volo, anche applicati ai droni robotici, strutture disponibili, modalità di assemblaggio di un drone, progettazione, integrazione di sensori, controller e componenti personalizzati.

Gli autori, Belinda e Terry Kilby, si occupano con successo dal 2010 della costruzione di piccoli UAV dedicati alla fotografia aerea panoramica.

ENEA, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ha presentato una vera e propria “task force” che riguarderà il mondo dei droni.

La presentazione di questo particolare team che ENEA impiegherà in tale ambito è avvenuta in occasione del RomeCup 2016, fiera internazionale della robotica che viene ospitata ogni anno nella Capitale, e il compito di questi professionisti dalle variegate competenze sarà quello di studiare ed ottimizzare gli impieghi dei velivoli a pilotaggio remoto nell’ambito del Precision Farming.

Il settore del Precision Farming, ovvero quello dell’agricoltura di precisione, è sicuramente uno di quelli in cui i droni possono ritagliarsi dei grossi spazi, potendo effettivamente rivelarsi davvero ottimali per impieghi di questo tipo.

Ad oggi, l’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto nel mondo dell’agricoltura non è ancora particolarmente diffuso: molti imprenditori del settore hanno manifestato grande interesse verso questa possibilità, tuttavia si fa ancora un po’ di fatica nel quantificare il risparmio che l’utilizzo dei droni può garantire in tale ambito.

La task force in questione saprà certamente rivelarsi molto utile anche da questo punto di vista: come spiega Luciano Blasi, ricercatore di ENEA, l’agenzia ha modo di sviluppare ogni aspetto del drone, dall’informatica alla sensoristica, di conseguenza questo gruppo di ricerca potrebbe rivelarsi davvero prezioso.

Nel mondo dell’agricoltura, peraltro, oggi il settore in cui l’uso dei droni è più diffuso è sicuramente quello della viticoltura, un ambito in cui si è compreso in modo importante a che punto i droni sanno rivelarsi utili.

L’industria italiana dei droni continua ad eccellere a livello internazionale.

Mentre in Italia, infatti, il mercato dei droni civili è lievemente rallentato, probabilmente per via delle restrittive norme che disciplinano il settore, all’estero il Made in Italy del settore continua a collezionare successi.

Attualmente, infatti, diverse aziende italiane sono impegnate nella progettazione e nella realizzazione di droni da vendere all’estero, destinati ad essere impiegati soprattutto nell’ambito della sicurezza e della difesa del territorio.

Di questi argomenti si è parlato in occasione del “Roma Drone Conference”, evento che si è tenuto nella Capitale il 23 marzo 2016 presso l’Auditorium della Link Campus University.

In occasione di questo evento ci si è soffermati soprattutto su alcuni tipi di velivolo, come ad esempio il P.1HH HammerHead, un modello ideale per la sorveglianza del territorio.

Non è un caso, d’altronde, se è già stato firmato un accordo tra Piaggio Aerospace, l’azienda produttrice, e l’Aeronautica Militare italiana per la fornitura di questi droni, i quali dovranno essere forniti, peraltro, anche alle Forze Armate degli Emirati Arabi.

Anche Targus di Tecnam è un drone che sta riscuotendo molto successo, ed è stato sperimentato per attività di sicurezza dalla Guardia Civil spagnola; il drone SD-150 Hero prodotto da Sistemi Dinamici, invece, si presta soprattutto ad azioni di soccorso in caso di catastrofi ed emergenze, ed è già stato avviato un accordo con la Croce Rossa Italiana per la sua sperimentazione.

Per qualsiasi altra informazione sull’evento, invece, si può far riferimento al sito www.romadrone.it.

Si chiama Hypstair il nuovo progetto europeo per realizzare aerei a propulsione ibrida, un’idea che si pone come obiettivo quello di creare aerei di ultima generazione contraddistinti da emissioni inquinanti molto basse e da un consumo di carburante molto ridotto, il quale può certamente tradursi in una riduzione dei costi di trasporto.

Al progetto Hypstair stanno partecipando attivamente diverse realtà, nello specifico l’Università di Pisa, la Siemens, l’azienda toscana MB Vision, il costruttore sloveno Pipistrel, che sta operando come coordinatore, ed anche l’università di Maribor, in Slovenia.

Questo progetto è stato finanziato dal 7° Programma Quadro dell’UE, e si prevede che verrà concluso nel mese di agosto 2016; ad oggi, tuttavia, si sono già effettuati dei test, i quali hanno dato degli esiti molto positivi.

Molto interessanti le modalità di ricarica del motore ibrido di questo innovativo velicolo: Aldo Feriano, del dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, ha infatti spiegato che le ricariche potranno essere effettuate anche in volo, oppure tramite un generatore elettrico a combustibile.

L’Università di Pisa, l’unico ateneo italiano impegnato nel progetto, ha concentrato i propri sforzi prettamente sulla meccanica del volo.

Inutile dire che se il progetto Hypstair dovesse dare i risultati sperati si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’aeronautica: riuscire a ridurre le emissioni inquinanti emesse dagli aerei può essere davvero molto utile, dal momento che attualmente l’inquinamento prodotto dagli aerei è notevole, allo stesso tempo la riduzione dei costi dei carburanti potrebbe certamente tradursi in una riduzione ulteriore dei costi di volo.