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Il noto brand Rolls-Royce ha presentato una novità che potrebbe rivelarsi davvero rivoluzionaria nel mondo dell’aviazione, e nulla esclude che potrebbe toccare, in un futuro non lontano, anche il settore automobilistico.

Si sa che ispezionare un motore non è mai cosa semplice, anzi per comprendere quali siano le motivazioni di un guasto è spesso necessario compiere delle complesse operazioni di smontaggio.

Proprio sulla base di tale consapevolezza Rolls-Royce ha presentato un’interessante innovazione: questa casa produttrice, collaborando con l’Università di Nottingham e con quella di Harvard, ha perfezionato infatti dei piccolissimi robot ideati appositamente per tale scopo.

Questi robot sono simili a degli insetti, non solo per dimensioni (la loro lunghezza è di appena 4,5 cm), ma anche per aspetto, e potrebbero appunto essere inseriti nel motore di un velivolo per monitorarne la condizione e per individuare tempestivamente eventuali danni.

Nello specifico, questi piccoli “insetti robotici” andrebbero liberati in dei propulsori a reazione attraverso una sonda flessibile, e grazie alle loro spiccate capacità tecnologiche potrebbero non solo individuare eventuali parti danneggiate, ma anche trasmettere delle immagini ad un operatore grazie a un’apposita telecamera integrata, rendendo le operazioni di analisi del motore ancor più efficienti.

Sicuramente analizzare il motore in questo modo assicura un risparmio di tempo e denaro davvero considerevole, per questa ragione tale innovazione si preannuncia davvero molto importante.

L’aviazione indiana continua a crescere in modo importante e l’organizzazione internazionale IATA, International Air Transport Association, stima che nel 2026 potrebbe divenire il terzo principale mercato al mondo.

Lo sviluppo che sta riguardando l’aviazione in India è in effetti altisonante: nel 2010 si contavano 79 milioni di passeggeri, nel 2017 invece 158 milioni, dunque una cifra addirittura doppia.

Ovviamente i risvolti di tale trend sono importanti anche sul piano economico: attualmente l’aviazione supporta, in questo Paese, 7,5 milioni di posti di lavoro, e contribuisce con ben 30 miliardi di dollari al PIL nazionale.

Va sottolineato il fatto che l’aviazione indiana sta crescendo in modo considerevole nonostante in tale nazione sussistano delle situazioni non certo favorevoli, le quali potrebbero rappresentare, nel futuro più prossimo, un ostacolo allo sviluppo di questo settore.

Sicuramente l’India necessiterebbe di migliori infrastrutture, allo stesso tempo le politiche governative stanno imponendo dei costi molto consistenti alle compagnie operanti a livello nazionale.

Secondo Alexandre De Juniac, CEO di IATA, se il governo indiano optasse per la liberalizzazione il tasso medio annuale di crescita raggiungerebbe il 9,1%, al contrario optando per politiche protezionistiche il medesimo si ridurrebbe a 4,1%.

Secondo De Juniac un’altra minaccia allo sviluppo del settore sarebbe individuabile nei costi del carburante: mentre tali spese hanno, per le compagnie aeree, un’incidenza media del 24,2%, in India tale percentuale si rivela molto più alta, toccando quota 34%.

Attraverso delle politiche mirate e con la realizzazione di nuovi aeroporti, il boom dell’aviazione indiana potrebbe divenire molto più consistente dei pur positivissimi trend che lo stanno contraddistinguendo.

Alitalia ha presentato un suggestivo spot dedicato alle donne pilota, una figura professionale sicuramente poco consueta, ma che non per questo deve essere considerata “strana”.

Nello specifico lo spot Alitalia vede protagoniste due donne appartenenti a due diverse generazioni: Fiorenza De Bernardi e Maria Sol Arneodo.

Fiorenza De Bernardi ha oggi 90 anni: figlia di Mario De Bernardi, pioniere dell’Aeronautica Italiana, nel 1967 è stata la prima donna pilota di un aereo di linea nella storia dell’aviazione italiana.

Una passione, quella di Fiorenza, che la sua famiglia non ha mai ostacolato, anzi.

A dispetto della sua anziana età, Fiorenza De Bernardi sfoggia una lucidità mentale assolutamente impeccabile e nei suoi racconti dedicati ai ricordi professionali emerge nitido un grande orgoglio.

Lo stesso orgoglio che si riesce a individuare negli occhi di Maria Sol Arneodo, anche lei figlia di un pilota dell’Aeronautica Militare.

Giovane ragazza del 1992, Maria Sol Arneodo si sofferma soprattutto su un particolare curioso, ovvero il momento in cui si presentò per la prima volta a lezione dai cadetti.

Non essendo affatto abituati a vedere delle donne in un ruolo simile, qualcuno di loro le ha chiesto se si fosse persa, invece lei ha affermato di essere lì proprio per il cadet pilot.

Lo stereotipo secondo cui il pilota debba essere necessariamente uomo, dunque, nei tempi odierni sta assolutamente crollando.

La giovane Maria Sol, d’altronde, non è certo l’unica pilota donna nel team di Alitalia: la compagnia italiana oggi vanta infatti ben 43 donne in cabina, di cui 10 comandanti e 33 primi ufficiali.

Dall’alto della sua grande esperienza (ben 7.000 ore di cabina) Fiorenza De Bernardi rivolge un pensiero alla “nuova leva” di Alitalia, dicendole di non aver mai paura e di pensare che deve essere sempre meglio di un uomo.

Secondo i dati presentati da EBAA, European Business Aviation Association, la business aviation in Italia ha un impatto pari a ben 6 miliardi di euro.

Milano è risultata essere la città con il maggior numero di movimenti a livello di business aviation: presso il capoluogo lombardo sono attivi i principali operatori nazionali di aerotaxi, ovvero Avionord, Albaservizi, Leader e Sirio, senza trascurare altre aziende molto importanti specializzate in servizi di noleggio, come è il caso di Netjets, Vista Jet, Global Jet e molte altre ancora.

Molto interessante è inoltre fare il punto sulle rotte più gettonate: Milano-Roma risulta essere la prima in assoluto, a seguire vi sono Milano-Parigi, Milano-Nizza, Milano-Ginevra e Olbia-Nizza.

Solo quest’ultima tratta non coinvolge l’aeroporto milanese, e ciò è emblematico di come l’aeroporto di Milano Linate ricopra un ruolo assolutamente cruciale nella business aviation italiana.

I paesi del Nord Europa si sono sempre distinti per il fatto di rispettare l’ambiente in un modo davvero ammirevole, e da questo punto di vista alla Norvegia spetta una nota di merito speciale per quel che riguarda i voli aerei.

La nazione norvegese infatti sta puntando con grande determinazione verso i voli “green”, e il suo dichiarato obiettivo è quello di disporre esclusivamente di flotte di questo tipo nel 2040.

Quando si parla di voli green si fa ovviamente riferimento agli aerei elettrici, e questi particolari velivoli dovrebbero fare il loro esordio nel paese norvegese tra non molto tempo: il loro ingresso nelle flotte nazionali è previsto infatti per il 2025.

La Norvegia, oltre ad avere senza dubbio una grande propensione nei confronti dell’ecosostenibilità, si presta particolarmente bene ad ospitare questo genere di voli: questa nazione vanta infatti un territorio ricco di montagne, fiordi ed isole.

Sicuramente gli aerei elettrici potrebbero garantire dei risvolti davvero eccellenti sul piano del rispetto ambientale, tuttavia al momento la principale criticità legata al loro impiego è rappresentata dalla loro capienza.

Oggi infatti si sono progettati esclusivamente aerei elettrici di piccole dimensioni, e per immaginare dei modelli più capienti sarebbe necessario perfezionare delle batterie più potenti.

Non è affatto escluso, ovviamente, quest’obiettivo potrà concretizzarsi molto presto.

Il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo si arricchisce di 4 nuovi satelliti i quali vanno a completare la “costellazione” di tale programma realizzato da ESA, Agenzia Spaziale Europea, e promosso dalla commissione UE.

I satelliti in questione, le cui numerazioni spaziano dal 23 al 26, hanno un peso di 715 Kg ciascuno e sono partiti dalla base di Kourou tramite un razzo Ariane 5.

Il rilascio in orbita dei satelliti è previsto a 3 ore e 36 minuti di distanza dalla partenza, mentre il distacco dal già citato razzo, il quale è gestito da Arianespace, è previsto solo 9 minuti dopo il decollo.

L’industria italiana ha avuto un ruolo tutt’altro che marginale nel lancio di questi 4 satelliti: Leonardo ha provveduto infatti allo sviluppo dei loro sensori, fondamentali per controllare la loro posizione, senza trascurare un ricevitore per il servizio di posizionamento e degli orologi atomici all’idrogeno.

Molto importante è stato anche l’apporto di Telespazio, il quale, oltre ad aver supportato le operazioni di messa in orbita, ha realizzato uno dei centri di controllo attraverso cui la costellazione viene gestita.

Tutti i 26 satelliti previsti dal programma, dunque, sono attualmente attivi, devono esserne lanciati solo altri 4 con funzioni di backup.

Ha fatto il suo esordio all’aeroporto di Tolosa, in Francia, BelugaXL, un aereo che merita di essere definito un vero e proprio “mostro” dei cieli.

Le dimensioni di quest’aereo sono a dir poco speciali: questo cargo ha infatti un’altezza di oltre 17 metri, un’apertura alare di oltre 60 metri e una lunghezza superiore ai 63.

Che cosa dire del suo peso: quando è vuoto BelugaXL pesa ben 175.000 Kg, e questi numeri così altisonanti sono dovuti al fatto che quest’aereo è progettato per un utilizzo specifico, ovvero per trasportare merci, nello specifico componenti di altri velivoli.

Airbus, ovvero l’azienda che si è occupata della costruzione di BelugaXL, ha parlato a tal riguardo di “nuova generazione di aerei cargo”, e in effetti questo modello ha delle caratteristiche che lo rendono unico nel loro genere.

Inutile sottolineare che veder ergersi in volo un aereo dalle simili dimensioni fa davvero un certo effetto: la sua grandezza è eccezionale, come detto, ma anche il suo aspetto è particolare, facendo sfoggio di un simpatico “muso”.

Gli aeroporti italiani stanno migliorando in modo consistente la loro puntualità: è questo ciò che emerge da alcuni dati presentati da ENAC, i quali indicano una chiara crescita del prestigio degli scali nazionali.

Il dato in questione assume un particolare rilievo laddove venga accostato ad altre statistiche che ENAC ha presentato in tempi recenti, ovvero quelle che indicano in modo inequivocabile che il numero dei passeggeri che transitano dagli scali nostrani è in netto aumento.

Come sottolinea ENAC sono stati compiuti degli importanti investimenti nel corso degli ultimi anni, e i risultati sono tangibili.

Nel primo quadrimestre del 2018 la percentuale dei ritardi sui voli italiani è risultata pari allo 0,8% del totale, una percentuale sicuramente esigua che si lascia apprezzare in modo ancor più evidente laddove si esegua un confronto su base annua.

Nel primo quadrimestre dello scorso anno, infatti, la percentuale di ritardi sulla rete nazionale risultava pari al 2,3%.

Gli investimenti che hanno riguardato gli aeroporti italiani sono pari a 4 miliardi di euro spalmati dal 2015 al 2021; 1,75 miliardi di euro stanno riguardando il solo aeroporto di Roma Fiumicino, non vanno trascurati inoltre i cospicui investimenti che stanno interessando l’aeroporto Venezia Tessera (575 milioni), quello di Milano Linate (316 milioni) e quello di Milano Malpensa (265 milioni).

Chiedersi quali siano gli aerei di linea più vecchi al mondo ancora in servizio è molto suggestivo, scopriamo subito dunque qual è il velivolo a cui spetta la palma di più “anziano” in assoluto.

Il primato è del Boeing 737-200 della compagnia sudafricana Interair South Africa, il quale ha iniziato a volare nel lontanissimo 1972: da oltre 45 anni dunque questo modello continua a servire tantissimi passeggeri.

Un dato molto curioso è il fatto che, scorrendo la “graduatoria” degli altri aerei più vecchi del mondo, il Boeing 737-200 figura addirittura in 9 posizioni su 10, segno evidente del fatto che ha saputo rivelarsi un modello a dir poco longevo!

Al secondo posto, dopo l’aereo di Interair South Africa, si trova infatti la medesima tipologia di aereo oggi in forza nella compagnia canadese Nolinor Aviation, il quale ha alle spalle 44 anni di “anzianità”.

Forse si potrebbe credere che salire su velivoli così datati sarebbe poco prudente, in realtà non c’è ragione di credere questo: tutti gli aerei adoperati dalle compagnie aeree del mondo devono essere costantemente sottoposti a rigidi controlli, di conseguenza se questi modelli “eterni” continuano a operare è sicuramente perché ne sono all’altezza.

Emirates, famosa compagnia aerea degli Emirati Arabi, sta pensando di realizzare degli innovativi aerei privi di finestrini.

L’idea nasce dal fatto che nella suite di prima classe di uno dei velivoli che compongono la sua flotta, esattamente il Boeing 777-300ER, si è sopperito alla mancanza di sbocchi esterni tramite l’installazione di un moderno “finestrino virtuale”.

Un aereo senza finestrini potrebbe effettivamente garantire dei vantaggi interessanti: la struttura del velivolo diventerebbe infatti più semplice, e ciò consentirebbe alla medesima di poter volare più in alto.

L’assenza di finestrini implica anche dei minori consumi di carburante, di conseguenza Emirates sarebbe in grado di proporre i voli eseguiti con questi aerei ad un prezzo più conveniente.

Un aereo completamente innovativo, dunque, anche se l’idea di un modello del tutto privo di finestrini desta anche alcune perplessità.

Anzitutto molti passeggeri potrebbero percepire gli ambienti interni come claustrofobici, incrementando così l’ansia legata al volo, inoltre gli assistenti di volo non avrebbero alcuna visione esterna, e questo renderebbe necessari nuovi accorgimenti per garantire la dovuta sicurezza.

I finestrini mancanti andrebbero sostituiti con dei pannelli LED in cui la visione dell’esterno verrebbe riprodotta virtualmente, tuttavia i medesimi, dovendo essere disposti in serie, potrebbero risultare fastidiosi alla vista.

Non resta che attendere, dunque, per scoprire se quest’avveniristica idea di Emirates riuscirà a trasformarsi in un progetto concreto.