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La compagnia low cost Wizz Air si sta espandendo in modo importante, e i prossimi mesi assumeranno sicuramente una particolare importanza per il suo sviluppo.

Nelle prossime 17 settimane, infatti, 21 velivoli saranno allocati presso le basi europee, andando a supportare 700 ulteriori partenze settimanali.

Molto interessante l’introduzione di 4 nuove destinazioni, ovvero Atene, Tallinn, Kharkiv e Vienna, le quali saranno inaugurate a metà luglio.

Wizz Air compirà un investimento di oltre 2 miliardi di dollari da destinare a basi collocate in diversi scali europei, esattamente in Regno Unito, in Austria, in Ucraina, in Polonia, in Romania, in Ucraina e in Georgia.

Tramite un comunicato stampa ufficiale, Wizz Air ha messo in evidenza il processo di crescita aziendale che la vede protagonista, sottolineando come i nuovi voli messi a disposizione siano molto utili alle economie locali sia a livello di posti di lavoro presso gli scali, sia a livello di generico indotto.

Un altro aspetto che Wizz Air sottolinea con orgoglio corrisponde inoltre al fatto che la sua flotta è una delle più giovani d’Europa.

Il brand Piaggio Aerospace sta voltando pagina a seguito della crisi che ha interessato il settore nell’anno 2008.

I segnali positivi sono confermati da Renato Vaghi, amministratore delegato di Piaggio Aerospace, il quale ha sottolineato il fatto che l’azienda ha approvato un nuovo piano industriale che prevede l’immissione di nuova liquidità.

Nuove importanti commesse hanno interessato Piaggio Aerospace: il manager ha evidenziato infatti che l’azienda ha attualmente in produzione 20 velivoli, esattamente 12 P180 Avanti Evo da destinare all’aviazione civile e 8 Hammerhead, innovativi aerei militari comandabili da remoto i quali sono stati richiesti dall’aeronautica degli Emirati Arabi.

Il cliente arabo si sta dunque rivelando decisivo ai fini della rinascita dell’azienda, e Vaghi evidenzia il fatto che la consegna di tali velivoli non sarà facile: affinché possa essere effettuata, infatti, dovrà essere realizzata una struttura logistica ad hoc sul territorio degli Emirati Arabi.

La presenza in loco dell’azienda sarà importante in quanto si dovranno addestrare gli equipaggi e si dovranno fornire dei ricambi tecnici, inoltre l’amministratore delegato sostiene che non sia affatto escluso che una persona del team aziendale possa permanere negli Emirati anche quando l’addestramento dei piloti dell’aeronautica emiratina sarà concluso.

Un’altra novità che potrebbe riguardare Piaggio Aerospace corrisponde alla possibilità che l’azienda ceda i diritti di proprietà intellettuale del P180 alla società lussemburghese Pac Investments, in rappresentanza di un gruppo di investitori cinesi.

Un’operazione di questo tipo, sottolinea Vaghi, potrebbe spalancare a Piaggio le porte del mercato cinese.

La NASA sta mettendo a punto un avveniristico aereo supersonico, e ha assegnato all’azienda Lockheed Martin la sua costruzione.

I numeri prestazionali di quest’aereo sono a dir poco altisonanti: X-Plane, questo il nome del velivolo supersonico che sarà presto realizzato, sarà in grado di volare a un’altitudine di 16.764 Km raggiungendo una velocità di 1.500 Km/h.

Sulla base degli accordi tra NASA e Lockheed Martin X-Plane dovrebbe essere pronto per il 2021, e non appena verrà ultimato sarà sottoposto a una serie di test da parte della NASA.

Un importante punto di forza di questo velivolo, oltre ovviamente alla sua eccezionale velocità, sarebbe individuabile nella sua grande silenziosità, e sarà proprio questo uno degli aspetti su cui la NASA concentrerà la sua attenzione nel corso dei test.

Si prevede che nell’anno successivo a quello della sua realizzazione, l’aereo sorvolerà alcune città americane affinché possa essere testato in modo ancor più approfondito.

Ciò che emergerà dalle prove eseguite dalla NASA sarà poi messo a disposizione delle autorità internazionali che regolano il traffico aereo, affinché possano valutare l’eventualità che veicoli di questo tipo possano un domani riguardare dei collegamenti civili o commerciali.

Il traffico aereo su scala globale continua a crescere in maniera importante: è questo ciò che è inequivocabilmente emerso dai dati presentati dall’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, IATA.

Nel mese di febbraio 2018, infatti, il traffico aereo è aumentato del +7,6%, dato che rappresenta peraltro un miglioramento importante rispetto al mese precedente: nel gennaio 2018 infatti la crescita del settore è risultata pari a +4,6%.

Secondo IATA, a crescere è anche la capacità degli aeromobili, la quale fa registrare un +6,3%, dato molto interessante è inoltre quello relativo al cosiddetto load factor, quello che viene comunemente definito “fattore di riempimento”.

Il load factor ha raggiunto infatti l’80,4%, percentuale che segna un nuovo record superando quello precedente, ovvero quello del febbraio dell’anno precedente, quando il load factor risultò pari a 79,5%.

Una curiosità interessante: l’indice di riempimento più elevato è quello della zona Asia Pacifico, con un ammontare dell’82%, al secondo posto invece si attesta quello europeo: il load factor del Vecchio Continente è risultato pari a 81,6%.

Nelle scorse settimane, a Biella, il più antico aeroplano volante italiano è stato utilizzato dopo ben 85 anni.

L’aereo è stato custodito presso l’hangar della Air Support International, la quale è attiva presso l’aeroporto di Biella dal 1995: tra vari velivoli storici è stato messo a punto quest’aereo decisamente antico, simpaticamente battezzato Caproncino.

Caproncino è un velivolo dalle piccole dimensioni ed è un brevetto inglese De Havilland: si tratta esattamente di un biplano sesquiplano rovescio la cui ala inferiore è più lunga di quella superiore.

Il velivolo è stato messo a punto in quest’officina affinché potesse tornare a volare dopo lunghi decenni, e così è stato: il suo motore è originale, un Alfa Romeo Colombo S63, e cattura subito l’attenzione l’elica in legno a passo fisso.

Inutile dire che l’esperienza è stata davvero molto suggestiva, e questo aereo dalla storia così antica, il quale in passato è stato utilizzato per gli scopi più disparati, ha ripreso ad affrontare i cieli in modo assolutamente impeccabile.

Gli aerei di linea sono quasi sempre bianchi. Questa cosa è nota, al punto che tendiamo a dare per scontato il fatto che tali velivoli presentino questa colorazione, ma perché sono realizzati in questo modo? Si tratta di un caso, oppure c’è una scelta precisa dietro questa tendenza?

Se gli aerei di linea hanno quasi sempre il bianco come colore predominante è per diverse ragioni, a cominciare da quella, importantissima, per cui il bianco riflette gran parte dei raggi solari.

Come ricordato da John Hansman, docente di aeronautica e astronautica presso il MIT, il bianco consente di rendere minimi i danni legati alle radiazioni solari, nonché di evitare il surriscaldamento delle varie attrezzature di volo.

Se gli aerei di linea sono quasi sempre bianchi è anche per ragioni di sicurezza: il colore bianco rende il velivolo più facile da vedere e questo minimizza il rischio che si verifichino degli impatti tra gli aerei in volo e degli stormi di uccelli.

Questi particolari incidenti non sono da sottovalutare: oltre al fatto che in circostanze simili perdono la vita molti animali, bisogna sottolineare anche che il cosiddetto Bird Strike costa circa 600 milioni di dollari annui alle compagnie.

Non può essere escluso, peraltro, che stormi di uccelli possano mettere seriamente a rischio la sicurezza del volo.

Il bianco è una scelta valida anche nell’ottica del risparmio: le vernice bianca ha un costo inferiore, inoltre, attenuando lo sviluppo di alte temperature all’interno, si riesce a risparmiare anche sui costi di climatizzazione.

Vi è anche una ragione tecnica per la quale il colore degli aerei di linea è molto spesso bianco: questa tonalità chiara e luminosa, infatti, consente di individuare in modo molto agevole eventuali ammaccature, segni di corrosione o difetti di alto tipo.

L’Aeronautica Militare è un corpo militare fondamentale per la sicurezza nazionale, non tutti sanno tuttavia che ha il delicato compito di vigilare anche sui cieli di altri paesi NATO.

Nel summit di Varsavia del 2016 furono infatti definite le NATO Assurance Mesasures, ed è stato stabilito appunto che l’Aeronautica Militare avrebbe offerto supporto ad alcune nazioni che necessitano di un’integrazione delle proprie capacità endogene.

Alla luce di questo, l’Aeronautica Militare è oggi chiamata a vigilare anche sulla sicurezza della Slovenia, dell’Albania, (su base rotazionale con la Grecia), dell’Estonia, della Lituania e della Lettonia.

La task force 36° Stormo è attualmente schierata presso l’aeroporto militare di Amari, situato a breve distanza dalla città di Tallin, e si tratterrà fino a maggio.

Quella in questione è la prima missione che l’Aeronautica Militare svolge in Estonia, la quale va ad aggiungersi ad altre missioni che hanno riguardato in passato dei paesi europei, quali l’Islanda e la Bulgaria.

Il fatto che l’aeronautica di un paese europeo, in questo caso l’Italia, debba vigilare sulla sicurezza di ben 6 paesi NATO è un autentico primato, ed è interessante sottolineare che a tale riguardo sono stati previsti dei manuali addestrativi e delle tattiche perfezionate ad hoc nell’ambito del piano di rinnovamento denominato Aeronautica 4.0.

Volotea, compagnia aerea low cost di recente fondazione la quale ha scelto di valorizzare gli scali medio-piccoli, sta vedendo crescere in modo costante la sua importanza presso lo scalo di Verona.

Nell’aeroporto veronese Volotea è oggi la compagnia principale per quel che riguarda le rotte a disposizione, esattamente 20, 12 delle quali sono operate in totale esclusiva.

La compagnia di Carlos Munoz tuttavia non è affatto intenzionata ad arrestare questo suo processo di crescita nell’aeroporto veronese: molto presto Volotea metterà “in campo” 3 nuovi velivoli Airbus A319, e nel 2018 verrà incrementato il numero di posti disponibili.

Nel 2017 sono stati ben 562.000 i passeggeri che hanno scelto Volotea per i loro viaggi da e per l’aeroporto veronese, una cifra che implica un incremento del 25% rispetto all’anno precedente.

Nel 2017 Volotea è stata protagonista di ben 5.400 voli: per quel che riguarda l’Italia ha collegato la città scaligera con Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Napoli, Olbia, Palermo e Lampedusa, mentre per quanto concerne l’estero sono state messe a disposizione delle tratte per le isole greche Santorini e Mykonos, per le isole spagnole Minorca, Maiorca e Ibiza, per la capitale albanese Tirana, per la capitale moldava Chisinau e per la città irlandese di Cork.

Volotea renderà attive nell’anno in corso delle nuove rotte, che andranno ad aggiungersi a quelle già esistenti.

Saranno messi a disposizione dei collegamenti per Atene (dal 31 maggio), per Creta (dal 29 giugno), per Faro (dal 6 giugno), per Pantelleria (dal 2 giugno) e per Lamezia Terme (dal 26 maggio).

Dall’anno 2012, quando Volotea ha effettuato il suo primo volo, la compagnia ha trasportato ben 14 milioni di passeggeri, vanta oggi 9 basi operative tra cui figura appunto quella di Verona, e ha un organico di 875 dipendenti; nel 2018 è peraltro prevista la nascita di 250 nuovi posti di lavoro.

Quello delle Frecce Tricolori è uno spettacolo eccezionale, unico nel suo genere, il quale affascina tantissimo gli appassionati di aeronautica ma sa lasciare a bocca aperta anche chi non ha una specifica passione per questo mondo.

La stagione acrobatica 2018 delle Frecce Tricolori sta per iniziare, e vedrà esibirsi dieci MB-339 della Pattuglia Acrobatica Nazionale in diverse località italiane, da Nord a Sud.

L’Aeronautica Militare ha reso noto il calendario degli appuntamenti in occasione di cui sarà possibile ammirare queste straordinarie performance aeree.

Gli appuntamenti avranno inizio il 28 aprile 2018 con il sorvolo del Golfo di Sorrento, in concomitanza del convegno ALIS, e si concluderanno a Trieste il 14 ottobre del medesimo anno, in concomitanza della Partenza della regata Barcolana.

Da aprile ad ottobre, sono previste esattamente 25 esibizioni.

A partire dal 1 marzo 2018 gli assetti del 32° Stormo di Amendola entrano a far parte del Dispositivo di Difesa Aerea Nazionale, essendo stati collocati a pieno titolo nel Servizio di Sorveglianza dello Spazio Aereo.

L’addestramento degli equipaggi e del personale tecnico è stato molto consistente, e questa nuova prerogativa andrà dunque ad arricchire il sistema di difesa nazionale.

Il sistema d’arma è concepito per adempiere in maniera ottimale alle operazioni aeree più disparate, e non vi è dubbio sul fatto che contribuirà a rendere il paese molto più sicuro.

Va peraltro sottolineato che il 32° Stormo di Amendola è il primo reparto aereo europeo che utilizza velivoli JSF.