Elenco articoli della categoria Notizie dal mondo


Airbus, Rolls-Royce e Siemens collaborano per rendere realtà il volo elettrico

Airbus, Rolls-Royce e Siemens, dei brand che ricoprono un ruolo da leader indiscusso nei relativi settori, hanno avviato una partnership che potrebbe apportare delle novità molto interessanti al mondo dell’aeronautica.

Queste 3 aziende, le quali eccellono rispettivamente nell’aeronautica, nella produzione di auto di lusso e nel mondo della tecnologia, hanno scelto di collaborare al fine di sviluppare un dimostratore di volo di propulsione ibrida-elettrica.

Nello specifico, Airbus metterà a disposizione il suo know-how relativo ai comandi di volo e si occuperà dello sviluppo del sistema di propulsione ibrido, Rolls-Royce curerà i motori turbo-albero, l’elettronica di potenza e il generatore di due megawatt, Siemens invece consegnerà i motori elettrici di due megawatt, la loro centralina elettronica, l’invertitore, il convertitore e il sistema di distribuzione di potenza.

Il primo volo di questo dimostratore tecnologico è previsto per il 2020, e potrebbe rappresentare un’innovazione davvero eccezionale; inutile sottolineare che c’è già una grande attesa per questa data, trattandosi di una novità tecnologica di grandissima portata.

Paul Eremenko, Chief Technology Officer di Airbus, ha sottolineato come questo progetto potrebbe rivelarsi utilissimo per rendere concreta la nascita del volo elettrico, un obiettivo che ovviamente avrebbe dei risvolti estremamente positivi anche dal punto di vista dell’eco-sostenibilità.

Aviazione italiana: una storia di successi e di velocità

L’aviazione italiana ebbe, a cavallo tra gli anni Venti e gli anni Trenta, il suo periodo di massima floridità, legato anche alla nascita della Regia Aeronautica, istituita nel 1923.

Furono davvero tante le “imprese” aeronautiche compiute dagli italiani durante quel periodo, basti pensare ad esempio al primato mondiale di durata di volo in circuito chiuso di Arturo Ferrarin o alle trasvolate di Francesco De Pinedo.

I piloti italiani si rivelarono eccellenti anche nella Coppa Schneider, presso cui si era istituito il Reparto Alta Velocità.

La velocità era considerata a giusta ragione come il fiore all’occhiello dell’aviazione italiana, e da questo punto di vista erano molto competitivi anche i piloti inglesi, considerati degli ostici rivali.

Una data assai interessante fu sicuramente il 1930, a partire da cui si iniziò a lavorare sul velivolo idrocorsa M.C. 72, dotato di motore FIAT AS.6.

Nell’anno successivo gli inglesi riuscirono ad assicurarsi la Coppa Schneider in modo definitivo, e i piloti italiani cercarono subito di difendere il loro prestigio costruito nel corso di decenni.

La “rivincita” non si fece attendere: nel 1934 il pilota italiano Francesco Agello, guidando l’M.C. 72, riuscì a toccare il record di velocità massimo, ovvero 709,202 Km/h, il quale restò imbattuto.

CES 2018: Autel Robotics presenta il nuovo drone EVO

Il brand Autel Robotics ha presentato il suo nuovo drone in occasione dell’evento CES 2018.

EVO, questo il nome del nuovo velivolo a pilotaggio remoto targato Autel Robotics, ha suscitato subito grande interesse, e molti lo hanno indicato come un possibile competitor del noto Mavic Pro di DJI.

Una caratteristica molto interessante di questo modello è rappresentata dalla possibilità di piegare i bracci, in questo modo dunque il suo trasporto risulta particolarmente agevole.

EVO dispone di una videocamera che produce video in 4K a 60 fps, è in grado di eseguire il riconoscimento di oggetti e persone, altre funzioni interessanti sono la stabilizzazione di tipo meccanico a 3 assi, la possibilità di seguire l’elemento inquadrato e i sensori per il rilevamento di ostacoli.

EVO può raggiungere una distanza considerevole, ovvero 7 Km, è stato molto apprezzato inoltre il display del radiocomando, uno schermo OLED da 3.3 pollici che assicura una visione HD in tempo reale di quanto filmato dal drone.

Al momento non è dato conoscere quale sarà il prezzo di quest’articolo, né l’azienda produttrice si è sbilanciata circa la data in cui EVO entrerà ufficialmente sul mercato.

Amazon brevetta un drone in grado di autodistruggersi

Amazon, il colosso del commercio elettronico, ancor prima di rendere concreta la consegna tramite drone sta già pensando ad una soluzione innovativa per ottimizzarla.

Negli scorsi mesi si è parlato molto frequentemente della possibilità che Amazon potesse effettuare le sue consegne utilizzando dei droni, garantendo così a chi compra online delle spedizioni straordinariamente rapide, al momento tuttavia il progetto non si è concretizzato.

Come si può facilmente immaginare, d’altronde, una cosa del genere non è affatto semplice da realizzare, non solo dal punto di vista tecnico e logistico, ma anche a livello di sicurezza.

Proprio da questo punto di vista Amazon starebbe cercando di affinare questa sua avveniristica idea: nello specifico il colosso dell’e-commerce ha brevettato dei droni di ultima generazione in grado di “autodistruggersi” laddove dovesse essere necessario.

Questi droni, a seguito di una consegna, sarebbero in grado di frantumarsi in pezzi più piccoli nel caso in cui dovessero presentarsi delle criticità, e ciò avrebbe appunto degli effetti positivi sul piano della sicurezza.

Ovviamente anche questa soluzione presenta dei punti di domanda, non è ben chiaro ad esempio in che modo il drone riuscirebbe a valutare le zone più adatte per farsi esplodere, come potrebbero essere ad esempio delle aree naturali o degli specchi d’acqua.

Al di là di questo, è davvero sorprendente come Amazon si sforzi di essere sempre una vera icona mondiale dal punto di vista dell’innovazione.

Questo non significa, sia chiaro, che questo brevetto troverà con certezza un’applicazione concreta: come detto in precedenza infatti la consegna tramite drone rimane un qualcosa di puramente teorico.

L’Aeronautica esegue lancio in mare con la tecnica della caduta libera TCL

Si è concluso negli scorsi giorni il ciclo addestrativo di implementazione della capacità di inserzione di unità incursori da tutti i velivoli dell’Aeronautica Militare, il quale ha previsto un lancio in mare eseguito con la tecnica della caduta libera, anche nota come TCL.

I lanci sono stati sia diurni che notturni e sono stati eseguiti da alcuni aerei appartenenti alla 46ma Brigata Aerea di Pisa, esattamente dai C-27J Spartan e dai C-130 Hercules.

Momento particolarmente suggestivo è stato la conduzione di un aviolancio TCL notturno in mare, inoltre l’attività è stata testata durante l’esercitazione Muflone 2017.

In tale esercitazione l’Esercito Italiano, in particolare il 9° Reggimento Paracadutisti “Col. Mosca Moschin”, ha confermato la grande efficacia di quest’attività.

Condurre droni in Svizzera: molte meno restrizioni rispetto all’Italia

In Svizzera l’utilizzo dei droni prevede molte meno restrizioni rispetto all’Italia e a molti altri paesi europei.

Nella nazione elvetica infatti i droni che non raggiungono i 500 g possono essere utilizzati senza problemi anche a meno di 5 Km dagli aeroporti e possono perfino sorvolare degli assembramenti di persone.

I droni dal peso superiore a tale soglia possono essere condotti mantenendo una distanza di 5 Km dagli aeroporti, la distanza dagli assembramenti di persone deve essere di almeno 100 m, inoltre l’altezza non può eccedere rispetto a 150 m dal suolo.

Se si volesse far volare un drone da 300 g in Italia nei pressi di un aeroporto bisognerebbe ottenere specifiche autorizzazioni, senza trascurare il fatto che per il suo utilizzo è necessario ottenere il riconoscimento come operatore da parte di ENAC.

Le restrizioni sono molto meno ferree in Svizzera, dunque, al punto che i droni da 500 g svizzeri possono essere paragonati ai droni giocattolo italiani, ovvero a quei modelli dichiarati adatti ai minori di 14 anni i quali possono essere utilizzati senza dover rispettare alcun regolamento aeronautico.

L’UFAC, ente svizzero paragonabile all’ENAC italiano, conferma il fatto che i droni fino a 500 g di peso non sono soggetti a limitazioni al di fuori di quelle già elencate in precedenza.

L’UFAC specifica allo stesso tempo che il velivolo a pilotaggio remoto non deve comunque essere condotto in modo negligente o in modalità tali da mettere a repentaglio la sicurezza di soggetti terzi.

Aerei: alcuni “segreti” che conoscono in pochi

Quali sono i “segreti” degli aerei? I velivoli vantano tantissimi dettagli tecnici che in genere conoscono solo gli esperti del settore, scopriamone subito alcuni particolarmente suggestivi.

Chi viaggia in aereo abitualmente, ad esempio, può aver notato che alcuni finestrini sono contrassegnati da un triangolino nero, ma che cosa significa questo simbolo?

Questi sedili sono sostanzialmente quelli da cui è possibile verificare la presenza di eventuali problemi alle ali o ai motori.

I buchi che contraddistinguono i finestrini sono realizzati per scongiurare l’eventualità che la pressione faccia esplodere il vetro.

Se si desidera avere più spazio è possibile sollevare il bracciolo accanto al corridoio, schiacciando l’apposito pulsante, inoltre per evitare che possa perdere l’equilibrio chi cammina a bordo dell’aereo mentre si è in volo, sempre messo a disposizione un corrimano.

Tra gli accessori presenti a bordo di un aereo vi sono le cosiddette maschere di ossigeno, tuttavia esse contengono esattamente una serie di gas che, quando vengono liberati, producono appunto dell’ossigeno.

Le vistose maniglie presenti sul portellone sono realizzate appositamente affinché le hostess possano aggrapparsi in caso di emergenza.

Per quel che riguarda le emergenze è interessante sottolineare che sulle ali degli aerei sono spesso presenti dei ganci, i quali possono rivelarsi utili nel caso in cui si effettui un atterraggio sull’acqua.

Probabilmente chi effettua lunghi voli intercontinentali si sarà posto la domanda: ma il personale di bordo come fa a gestire simili ritmi?

Proprio in previsione di viaggi particolarmente lunghi, alcuni aerei prevedono a bordo delle vere e proprie camere da letto in cui il personale può riposare tra un turno e l’altro.

Voli aerei, nel 2018 cresceranno passeggeri e prezzi dei biglietti

Nel 2018 i voli aerei registreranno un record per quel che riguarda i voli commerciali, sulla base di quanto affermato da IATA, International Air Transport Association.

Si stima infatti che nell’arco del 2018 vi saranno oltre 100.000 voli al giorno, i quali muoveranno complessivamente 4,3 miliardi di passeggeri generando dei ricavi per 861 miliardi di dollari e profitti per 38,4 miliardi di dollari.

Sulla base di questo, si può evincere che per ogni viaggiatore imbarcato vi sarà un guadagno netto di poco inferiore a 9 dollari.

Il capo economista di IATA Brian Pearce ha evidenziato il fatto che dal 2016 al 2018 il numero di passeggeri a livello mondiale è cresciuto spaziando da 3,81 miliardi a 4,31 miliardi, e questo trend è legato soprattutto al fatto che sono cresciuti i collegamenti diretti tra le città.

Tra il 2017 e il 2018 i viaggiatori cresceranno di ulteriori 200 milioni, e come si può facilmente immaginare il trend sarà positivo anche per quel che riguarda il numero dei voli e dei velivoli.

Per quanto riguarda i prezzi, invece, dopo anni di calo è previsto un aumento, una criticità è inoltre individuabile nel fatto che spesso gli aeroporti non investono a dovere, e ciò rappresenta un freno allo sviluppo del settore.

Se da un lato, infatti, i passeggeri aumentano e le compagnie continuano a crescere, in molte occasioni non si può dir lo stesso delle strutture aeroportuali, e questo genera un ostacolo allo sviluppo del settore.

Ovviamente è una tematica sempre cruciale quella della sicurezza: nel primo semestre del 2017 purtroppo si sono verificati 3 incidenti che hanno causato delle morti, e l’auspicio è ovviamente quello che non si verifichino più episodi di questo tipo.

Emirates commissiona 40 nuovi aerei a Boeing

Emirates, compagnia aerea degli Emirati Arabi che rappresenta ormai un’eccellenza assoluta a livello internazionale, ha ufficializzato l’acquisto di 40 nuovi aerei.

I nuovi velivoli sono stati commissionati a Boeing, famosissima casa produttrice statunitense, e verranno consegnati a partire dall’anno 2022.

L’investimento operato da Emirates sarà davvero molto importante: per assicurarsi questi nuovi aerei, infatti, la compagnia araba riconoscerà un pagamento di 15,1 miliardi di dollari, contribuendo così in modo non indifferente all’andamento dell’economia statunitense.

Questa nuova commessa ad opera di Emirates, infatti, genererà ben 78.000 posti di lavoro nel settore aerospaziale: a beneficiare di quest’operazione infatti non sarà soltanto Boeing, ma anche le piccole e medie imprese che opereranno in qualità di semplici fornitori.

Nello specifico, i velivoli ordinati da Emirates sono 40 Boeing 787-10 Dreamliner.

Un drone che vola a 6 Km d’altezza: i suoi possibili utilizzi

Ad oggi i droni, come noto, sono adoperati con diverse finalità, ma ben pochi avrebbero immaginato che i velivoli a pilotaggio remoto si sarebbero potuti sostituire ai satelliti.

Tramite un suggestivo video è stato infatti presentato un drone in grado di volare a ben 6 Km di distanza dal suolo, un’altezza che consente al velivolo di poter reperire ed elaborare informazioni che vanno ben al di là di quanto è in grado di eseguire il drone tradizionale.

Osservando i territori da ben 6 Km di altezza, infatti,  questo drone potrebbe essere impiegato per scoprire come si modifica la morfologia della crosta terrestre, quindi per rilevare gli effetti del cambiamento climatico.

Questa frontiera si presenta davvero molto interessante e potrebbe rappresentare una nuova “era” per quel che riguarda le possibilità di impiego dei droni, anche in considerazione del fatto che essi, rispetto a satelliti ed aerei, sono estremamente più economici.