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Gli aeroporti italiani stanno migliorando in modo consistente la loro puntualità: è questo ciò che emerge da alcuni dati presentati da ENAC, i quali indicano una chiara crescita del prestigio degli scali nazionali.

Il dato in questione assume un particolare rilievo laddove venga accostato ad altre statistiche che ENAC ha presentato in tempi recenti, ovvero quelle che indicano in modo inequivocabile che il numero dei passeggeri che transitano dagli scali nostrani è in netto aumento.

Come sottolinea ENAC sono stati compiuti degli importanti investimenti nel corso degli ultimi anni, e i risultati sono tangibili.

Nel primo quadrimestre del 2018 la percentuale dei ritardi sui voli italiani è risultata pari allo 0,8% del totale, una percentuale sicuramente esigua che si lascia apprezzare in modo ancor più evidente laddove si esegua un confronto su base annua.

Nel primo quadrimestre dello scorso anno, infatti, la percentuale di ritardi sulla rete nazionale risultava pari al 2,3%.

Gli investimenti che hanno riguardato gli aeroporti italiani sono pari a 4 miliardi di euro spalmati dal 2015 al 2021; 1,75 miliardi di euro stanno riguardando il solo aeroporto di Roma Fiumicino, non vanno trascurati inoltre i cospicui investimenti che stanno interessando l’aeroporto Venezia Tessera (575 milioni), quello di Milano Linate (316 milioni) e quello di Milano Malpensa (265 milioni).

Chiedersi quali siano gli aerei di linea più vecchi al mondo ancora in servizio è molto suggestivo, scopriamo subito dunque qual è il velivolo a cui spetta la palma di più “anziano” in assoluto.

Il primato è del Boeing 737-200 della compagnia sudafricana Interair South Africa, il quale ha iniziato a volare nel lontanissimo 1972: da oltre 45 anni dunque questo modello continua a servire tantissimi passeggeri.

Un dato molto curioso è il fatto che, scorrendo la “graduatoria” degli altri aerei più vecchi del mondo, il Boeing 737-200 figura addirittura in 9 posizioni su 10, segno evidente del fatto che ha saputo rivelarsi un modello a dir poco longevo!

Al secondo posto, dopo l’aereo di Interair South Africa, si trova infatti la medesima tipologia di aereo oggi in forza nella compagnia canadese Nolinor Aviation, il quale ha alle spalle 44 anni di “anzianità”.

Forse si potrebbe credere che salire su velivoli così datati sarebbe poco prudente, in realtà non c’è ragione di credere questo: tutti gli aerei adoperati dalle compagnie aeree del mondo devono essere costantemente sottoposti a rigidi controlli, di conseguenza se questi modelli “eterni” continuano a operare è sicuramente perché ne sono all’altezza.

Emirates, famosa compagnia aerea degli Emirati Arabi, sta pensando di realizzare degli innovativi aerei privi di finestrini.

L’idea nasce dal fatto che nella suite di prima classe di uno dei velivoli che compongono la sua flotta, esattamente il Boeing 777-300ER, si è sopperito alla mancanza di sbocchi esterni tramite l’installazione di un moderno “finestrino virtuale”.

Un aereo senza finestrini potrebbe effettivamente garantire dei vantaggi interessanti: la struttura del velivolo diventerebbe infatti più semplice, e ciò consentirebbe alla medesima di poter volare più in alto.

L’assenza di finestrini implica anche dei minori consumi di carburante, di conseguenza Emirates sarebbe in grado di proporre i voli eseguiti con questi aerei ad un prezzo più conveniente.

Un aereo completamente innovativo, dunque, anche se l’idea di un modello del tutto privo di finestrini desta anche alcune perplessità.

Anzitutto molti passeggeri potrebbero percepire gli ambienti interni come claustrofobici, incrementando così l’ansia legata al volo, inoltre gli assistenti di volo non avrebbero alcuna visione esterna, e questo renderebbe necessari nuovi accorgimenti per garantire la dovuta sicurezza.

I finestrini mancanti andrebbero sostituiti con dei pannelli LED in cui la visione dell’esterno verrebbe riprodotta virtualmente, tuttavia i medesimi, dovendo essere disposti in serie, potrebbero risultare fastidiosi alla vista.

Non resta che attendere, dunque, per scoprire se quest’avveniristica idea di Emirates riuscirà a trasformarsi in un progetto concreto.

ENAC ha pubblicato l’atteso Emendamento di Primavera il quale snellisce in modo significativo il complesso quadro che contraddistingueva, fino a pochissimo tempo fa, l’utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto.

Una novità molto gradita a chi utilizza i droni corrisponde al fatto che nel nuovo regolamento sono specificati i cosiddetti scenari standard, ovvero scenari critici dal rischio precalcolato i quali non richiedono alcuna autorizzazione.

Esempi di scenari critici dal rischio precalcolato sono la realizzazione di video in contesti urbani, all’interno di cinema, in corrispondenza di cantieri e viadotti.

Come detto in tali casi l’autorizzazione non è richiesta, ma a condizione che si rispettino determinati limiti per quel che riguarda velocità, quota di volo, distanze di sicurezza, senza trascurare aspetti riguardanti le condizioni climatiche, come il vento massimo.

Il fatto che tali scenari siano stati specificati in modo chiaro nell’Emendamento di Primavera è da considerarsi un aspetto molto positivo in quanto rende le norme del settore maggiormente trasparenti.

Nell’Emendamento non si fa riferimento all’obbligo di utilizzo del terminatore di volo, ovvero un particolare strumento che consente, azionandolo, di interrompere tutte le operazioni del proprio mezzo.

Per via della sua particolare funzione il terminatore di volo va utilizzato solo in casi estremi, come ad esempio laddove le condizioni climatiche divengano improvvisamente molto critiche.

Il terminatore di volo è citato, in realtà, ma non come un obbligo, bensì sembra essere suggerito.

Chi utilizza un drone deve tuttavia dimostrare di aver raggiunto un adeguato livello di sicurezza, e la normativa da questo punto di vista risulta poco chiara; non sono da escludere, a tal riguardo, degli interventi correttivi.

Questo punto dell’Emendamento di Primavera di ENAC, in quanto soggetto ad interpretazioni, potrebbe indurre i piloti di droni a preferire l’utilizzo dei cosiddetti trecentini.

I trecentini sono dei SAPR inoffensivi dal peso inferiore a 3 etti (da qui il loro nome), per i quali si può in tutti i casi fare a meno del terminatore.

Un’altra novità di rilievo, la quale è stata piuttosto gradita, è inoltre quella riguardante l’eliminazione dell’obbligo dell’invio del rapporto annuale delle operazioni dichiarate nel logbook.

Per quanto tale invio avveniva in modalità digitale, quindi non richiedeva la produzione di materiale cartaceo, rappresentava comunque un’incombenza burocratica non indifferente.

Ad ogni modo i logbook devono comunque essere tenuti in perfetto ordine, visto che ENAC può farne richiesta in qualsiasi momento e solo in simili frangenti è necessario inviare tali dati, tuttavia in molti hanno sottolineato positivamente il fatto che non è più necessario, appunto, dover tenere a mente questa scadenza.

Si chiama Cirrus Sf50 Vision il nuovo personal jet realizzato dall’azienda americana Cirrus Aviation, un velivolo perfetto per gli uomini d’affari che desiderano appunto un aereo personale da utilizzare sia per le loro esigenze di business che per scopi turistici.

Il costo di quest’aereo d’altronde lascia ben intuire quale sia il target di riferimento: per assicurarsi Cirrus Sf50 Vision è necessario sborsare 2 milioni e mezzo di euro.

In media ne viene costruito un modello a settimana e le richieste sono già state tantissime: ad oggi infatti se sono stati consegnati già 50 in diverse zone del mondo.

Veniamo ora alle caratteristiche di quest’aereo progettato e realizzato per chi non ha certo problemi economici: il suo motore è a turbina da 1800 libbre e il velivolo è in grado di raggiungere una velocità di 550 Km orari ad una distanza dal suolo di circa 8.500 metri.

Cirrus Sf50 Vision è stato presentato ufficialmente in Italia negli scorsi giorni presso l’Aeroclub di Milano, e con l’occasione Stefano Cestarelli, dealer per l’Italia e per i Paesi arabi, ne ha sottolineato alcune peculiarità particolarmente interessanti.

Anzitutto, spiega Cestarelli, si tratta di un velivolo estremamente semplice da guidare: da questo punto di vista anzi si può definirlo molto sicuro anche laddove affidato a un pilota non professionista.

Eccellente nelle dotazioni digitali, Cirrus Sf50 Vision è un aereo molto sicuro e contraddistinto da una spiccata versatilità: esso è infatti in grado di atterrare anche su piste molto corte, di appena 800 metri, inoltre una speciale telecamera a raggi infrarossi rende l’operazione sicura anche in caso di scarsa visibilità.

Non c’è che dire: questa nuova proposta realizzata da Cirrus Aviation sembra destinata a riscuotere un importantissimo successo nella nicchia dei “businessmen”.

L’aeronautica greca ha scelto un velivolo italiano per effettuare gli screening sui piloti che ambiscono ad entrare nel corpo militare, si tratta esattamente del P2002 JF dell’azienda campana Tecnam.

Il P2002 JF andrà a rimpiazzare i Cessna T-41D, e l’aeronautica ellenica ha richiesto 12 velivoli.

Parallelamente a tale fornitura, Tecnam provvederà a mettere a disposizione del corpo miliare greco un sistema addestrativo computerizzato e ulteriori servizi di supporto i quali, c’è da scommettersi, sapranno rivelarsi utilissimi.

Il valore complessivo di quanto l’azienda italiana fornirà all’aeronautica greca è pari a 2,8 milioni di euro, è dunque evidente il fatto che quanto è stato commissionato rappresenta un qualcosa di notevole per tutta l’industria aeronautica italiana.

Non è peraltro la prima volta che dei corpi militari richiedono a Tecnam la fornitura di questi velivoli biposto ad ala bassa: nel 2016, infatti, fu l’aeronautica argentina a richiedere all’azienda italiana 8 velivoli.

L’azienda italiana Aviointeriors ha scelto di riprendere un progetto che era stato già valutato in passato, ma che tuttavia non aveva mai avuto successo.

In occasione dell’Aircraft Interior Expo 2018 di Amburgo, infatti, Aviointeriors ha esposto la sua idea di “sedile verticale” per aereo, la quale viene presentata come un’alternativa molto interessante al sedile tradizionale.

L’obiettivo dell’azienda è quello di contrastare la fastidiosa sensazione che si avverte nel riporre le proprie gambe in spazi angusti durante il viaggio, e in tale ottica è stato progettato appunto questo sedile dall’assetto molto particolare.

La postura che è possibile acquisire accomodati su questo sedile è molto vicina a quella eretta, con la differenza che, ovviamente, si potrebbe godere di un supporto.

Secondo Aviointeriors, ulteriori punti di forza legati all’utilizzo di questi speciali sedili sarebbero individuabili nella loro leggerezza, nella scarsa manutenzione, e nel fatto che, essendo installabili a breve distanza l’uno dall’altro, le compagnie aeree potrebbero trasportare una maggiore quantità di passeggeri incrementando così i loro profitti.

CNN ha tuttavia sollevato delle perplessità sulla reale comodità di questi sedili: l’azienda che sta lavorando a questo progetto parla, a tal riguardo, di “comfort adeguato”, in realtà non è affatto detto che mantenere una postura simile per tutta la durata del viaggio sia più confortevole rispetto ad un ristretto spazio in cui collocare le gambe.

Altre criticità sarebbero correlate alla sicurezza, in quanto la presenza di una quantità elevata di persone all’interno dell’aereo potrebbe rendere difficoltosa un’evacuazione.

Oltre a questo, c’è da considerare che molte persone che hanno delle remore a salire su un aereo, magari per paura o perché avvertono una sensazione claustrofobica, probabilmente non considererebbero in modo positivo un’ulteriore restrizione degli spazi a bordo.

Quel che è certo è che se quest’innovazione non ha attecchito in passato, le medesime problematiche che ne hanno impedito la diffusione potrebbero ripresentarsi anche in questo nuovo progetto.

ENAV, la società addetta alla gestione del traffico aereo in Italia, ha consentito ai velivoli che attraversano i cieli italiani di poter pianificare il loro percorso senza dover rispettare delle precise rotte anche per quel che riguarda i voli al di sotto degli 11.000 metri, con un limite di 9.000 metri.

La procedura in questione prende il nome di Free Route e fa riferimento ai voli nazionali, quindi quelli che prevedono partenza ed atterraggio in Italia.

L’assenza di vincoli di traiettoria è da considerarsi un aspetto molto utile in quanto consente alle compagnie aeree di rendere molto più efficienti i loro voli.

Grazie all’eliminazione di tali vincoli, infatti, le compagnie avranno modo di ridurre i consumi di carburante, e questo può avere dei risvolti positivi sia a livello di prezzi dei voli che ovviamente per quel che riguarda il rispetto ambientale.

Free Route non è una procedura attuata esclusivamente dalle autorità italiane: essa è stata infatti prevista dai regolamenti comunitari del Single European Sky, e tutti i paesi europei vi si devono adeguare entro l’anno 2022.

Si stima che Free Route riguarderà 70.000 voli, consentendo ai medesimi di risparmiare in media 22,8 Km; come si può ben immaginare, questa nuova disposizione garantirà un risparmio di emissioni inquinanti davvero consistente, nell’ordine di 21 milioni di Kg di CO2 su base annua.

Roberta Neri, AD di ENAV, ha dichiarato che l’introduzione di queste novità conferma un approccio sempre più orientato verso il cliente, e che ENAV rappresenta una realtà di assoluta eccellenza nel panorama internazionale per via della sua elevata propensione all’innovazione.

Il numero dei passeggeri che hanno fatto transito negli aeroporti italiani continua a crescere, segno evidente del fatto che le compagnie che operano sugli scali del nostro territorio nazionale stanno servendo una clientela in costante crescita.

Secondo i dati forniti da ENAC, nel primo trimestre del 2018 il numero complessivo di passeggieri transitati presso gli aeroporti italiani è stato ben superiore a 35 milioni, cifra che implica un incremento su base annua del +6,4%.

Nel medesimo periodo gli aeromobili che sono stati movimentati a livello nazionale sono stati 286.000, cifra che corrisponde a un +3.7% rispetto al trimestre dell’anno precedente, il dato è positivo anche per quel che riguarda il traffico cargo, con un +0,3%.

Il podio degli aeroporti italiani per quantità di passeggeri transitati nel trimestre in questione vede al primo posto Roma Fiumicino, con 8,4 milioni, Milano Malpensa, con 4,9 milioni, Bergamo Orio Al Serio con 2,7 milioni e Milano Linate con 2,1 milioni.

Nei primi tre aeroporti menzionati i trend su base annua sono positivi e ammontano rispettivamente a +2,7%, +12,8% e +5,5%, è in calo invece l’aeroporto di Milano Linate, con un trend negativo di -3,1%.

Per quanto riguarda gli incrementi più netti risulta davvero altisonante la crescita dello scalo di Napoli, con un +45,5% su base annua, seguita da quella relativa all’aeroporto di Olbia, con un +23,9% e quella dell’aeroporto di Treviso, con un +23,5%.

I trend meno invidiabili sono invece quelli dell’aeroporto di Parma, con un netto -54,4%, dell’aeroporto di Trapani, con un -52%, e dell’aeroporto di Ancona, con -21,5%.

Ha ottenuto subito tantissime visualizzazioni, in rete, il filmato di una straordinaria performance compiuta da un aereo di linea, esattamente un Airbus A350-900XWB.

Questo velivolo ha una stazza notevole, si sta parlando d’altronde di un aereo di linea in grado di trasportare ben 325 passeggeri, e si tratta peraltro di un modello piuttosto diffuso, essendo attualmente nelle flotte di importanti compagnie quali Finnair, Delta Air Lines e Qatar Airways.

L’esibizione in questione è stata effettuata con il velivolo privo di passeggeri in occasione di ILA, mostra internazionale dell’aeronautica e dello spazio di Berlino.

In cosa ha consistito, dunque, questa performance così insolita?

Il pilota che ha preso i comandi di questo grande aereo ha eseguito un decollo a dir poco speciale, con l’aereo che è riuscito a ergersi in brevissimo spazio, in un modo praticamente verticale.

Non c’è che dire, il colpo d’occhio offerto da questa manovra si è rivelato molto spettacolare, e a rendere ancor più impattante il filmato è stato il fatto che, appunto, questo decollo decisamente “sui generis” è stato eseguito con un aereo di linea dalla simile grandezza.