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È in forte incremento il numero di voli aerei relativi alla Sardegna commercializzati per il periodo natalizio, segno evidente di una domanda particolarmente vigorosa.

Carlo Careddu, assessore dei Trasporti, ha convocato un comitato di monitoraggio paritetico che ha coinvolto Regione, ENAC e diverse compagnie aeree al fine di poter garantire ulteriori incrementi rispetto a quelli già posti in essere.

Il decreto di istituzione degli oneri di servizio ha previsto 148.530 posti per quel che riguarda dicembre e i primi giorni di gennaio, i posti commercializzati invece hanno già toccato quota 211.000, facendo così registrare una crescita del +43%.

Sono numerosi gli esempi di tratte relativamente a cui si è registrata una netta crescita in termini di posti venduti, a cominciare da quelli Alitalia, per i quali l’aumento generale risulta pari a +58,2%.

In relazione al periodo che intercorre tra il 20 dicembre e l’8 gennaio, la rotta Cagliari-Linate-Cagliari ha fatto registrare un incremento del +62%, ancor più netto l’aumento che ha riguardato la linea Alghero-Linate-Alghero, il quale ha toccato quota +83%.

Crescita cospicua anche per Blue Air: la compagnia ha previsto una crescita del +71% per la tratta Olbia-Linate-Olbia e del +49% per quella Olbia-Fiumicino-Olbia.

Sulla base di cosa sono assegnati i codici IATA delle varie compagnie aeree? In molti casi, ricollegare tali codici alla compagnia aerea di appartenenza è davvero molto semplice, ad esempio AA sta per American Airlines, BA sta per British Airways e via discorrendo. Tuttavia vi sono altri casi in cui l’associazione non è affatto così immediata, al punto che ci si può ritrovare a chiedersi come mai compaiano dei codici IATA così profondamente diversi dal nome della compagnia.

Come vengono assegnati i codici IATA

Bisogna premettere che tali codici sono assegnati direttamente da IATA, International Air Transport Association, ovviamente in base alle disponibilità, di conseguenza non sono una scelta delle compagnie.

Può tuttavia capitare, ed è capitato spesso, che le compagnie chiedano di poter cambiare tali codici, oppure che ereditino codici di compagnie non più esistenti, ecco perché in alcuni casi i codici IATA si presentano in modo del tutto diverso dal nome della compagnia.

L’origine di alcuni codici IATA

Alcune delle storie che si celano dietro i codici IATA sono molto suggestive, scopriamone alcune.

ANA – NH

Perché mai il codice IATA della compagnia ANA, All Nippon Airways, dovrebbe essere NH? In questo caso, la compagnia non ha fatto altro che ereditare il primo codice che le fu assegnato, negli anni Cinquanta, quando si chiamava Nippon Helicopter.

Czech Airlines – OK

Decisamente più bizzarra è la storia del codice IATA di Czech Airlines, la quale comunque non è da considerarsi ufficiale: pare che quando fu chiesto alla delegazione di questa compagnia di scegliere un codice i suoi incaricati, non conoscendo bene l’inglese, risposero “ok”, e così si creò questo codice così distante dal nome della società.

EgyptAir – MS

Per scoprire cosa si cela dietro il codice IATA di EgyptAir, bisogna conoscere bene la lingua araba: Mist o masr, infatti, è un modo di denominare l’Egitto, da qui è nato il codice MS.

EI AI – LY

Il codice IATA di questa compagnia aerea israeliana deriva dalla parola Jydda, ovvero il nome dell’aeroporto da cui la compagnia ha fatto il suo esordio.

Finnair – AY

Anche Finnair si porta dietro un vecchio codice IATA, ovvero quello di quando era denominata Aero Yhtiö.

Icelandair – FI

Il discorso è analogo per Icelandair: questa compagnia islandese, infatti, nacque con la denominazione Flugfélag Íslands, per questo il suo primo codice IATA, tutt’oggi attivo, è FI.

Aeroflot – SU

La compagnia aerea russa Aeroflot ha questo codice IATA perché significa semplicemente Unione Sovietica, sebbene quest’ultima, come noto, non esista più.

Spirit Airlines – NK

Si ritiene che il codice IATA di questa compagnia derivi da “Ned’s Kids”, in riferimento al modo amorevole con cui il fondatore Ned Homfeld trattava i suoi dipendenti.

Southwest Airlines – WN

Ci sono diverse idee su quelle che potrebbero essere le ragioni per cui questa compagnia si ritrovi oggi un codice IATA così diverso dal suo nome. La più attendibile è quella secondo cui Southwest Airlines volesse assicurarsi il riconoscibilissimo codice SW, che tuttavia era già in utilizzo da parte della compagnia Air Namibia, che a sua volta lo aveva ereditato dalla sua vecchia denominazione, ovvero South West Africa.

Tantissime persone che valutano la possibilità di diventare pilota d’aereo si chiedono quanto costi intraprendere una strada come questa, cerchiamo dunque di fornire una risposta esaustiva.

Quanto costa diventare pilota di aerei: le cifre

Bisogna anzitutto premettere che il costo complessivo varia in relazione al tipo di licenza che si vuol conseguire: per ottenere la licenza di pilota privato, il prezzo complessivo si aggira attorno a 13.000 euro, per una licenza di pilota commerciale si è attorno ai 30.000 euro, mentre per una licenza di pilota di linea il prezzo è più consistente ed è vicino a 70.000 euro.

Quelli menzionati, ovviamente, sono solo dei valori indicativi: i prezzi possono variare in maniera importante da scuola a scuola, allo stesso modo delle differenze notevoli si registrano tra le varie nazioni.

Per intenderci, non bisogna stupirsi se il costo per l’ottenimento di un brevetto da pilota di linea raggiunga i 100.000 euro, cifra che invece sarà sicuramente più bassa in nazioni più povere e con un costo della vita molto più basso, come possono essere quelle dell’Est Europa.

Per avere tutte le informazioni sui costi dei corsi ATPL e CPL proposti dalla Scuola di Volo Aeroclub Varese, e approfittare del finanziamento dedicato di BNL, contattaci.

Perché la licenza di pilota di linea costa tanto

Dinanzi a queste cifre il neofita si chiede, legittimamente: ma per quale motivo i prezzi sono così alti? Premesso che una formazione di qualità deve avere il suo costo, e ciò è valido in qualsiasi settore, nella formazione del pilota pesano in modo importante, a livello economico, le ore di volo.

Per una licenza di pilota commerciale, ad esempio, sono obbligatorie 150 ore di volo, e il costo di ogni singola ora di volo può arrivare a costare 200 euro, ecco perché le spese sono così cospicue.

Ovviamente, queste cifre non vanno valutate come un costo fine a se stesso, ma come un investimento: sicuramente diventare pilota comporta uno sforzo economico non indifferente, ma la cifra che viene investita può essere recuperata nell’arco di breve tempo.

Nelle prime assunzioni, ovvero quando si lavora come co-pilota, la retribuzione del pilota è in media di 1.800 euro, lo stipendio cresce gradualmente raggiungendo nell’arco di breve tempo 2.500 euro; in alcuni casi, le compagnie aeree offrono ai loro piloti più esperti una busta paga da 6.000 euro netti mensili.

Sulla base di queste cifre, che anche in questo caso possono variare in modo significativo da nazione a nazione, nonché da compagnia a compagnia, è evidente che l’investimento compiuto, nella grande maggioranza dei casi, rientra in modo totale nell’arco di circa 3 anni.

Le prospettive di lavoro per un pilota di aereo

Quel che più conta, ovviamente, è il fatto che questo lavoro è destinato ad essere continuativo; è davvero poco verosimile, infatti, che un pilota che ha già maturato alcuni anni di esperienza non riesca a trovare un impiego.

Attualmente, il mondo del trasporto aereo sta sicuramente vivendo una crisi dovuta all’emergenza sanitaria, ma non c’è alcun dubbio sul fatto che questa crisi rientrerà nell’arco di massimo 3 anni, anzi a riguardo in molti ritengono che le compagnie avranno grosse difficoltà a trovare tutti i piloti di cui hanno bisogno dopo la fase di stallo dovuta al Covid-19.

Ricapitolando, dunque, sicuramente il percorso che porta a divenire pilota non è semplice ed è economicamente impegnativo, ma se si è convinti di voler intraprendere questa strada, magari perché si è animati da una grande passione verso questo lavoro, le soddisfazioni personali ed economiche non tarderanno ad arrivare.

I simulatori di volo sono stati davvero una grandissima rivoluzione per il mondo aereo, e sanno garantire vantaggi molteplici.

L’utilità dei simulatori di volo nella formazione

Come noto, i simulatori di volo sono dei macchinari che riproducono la cabina di pilotaggio di un aereo e che vengono quindi utilizzati per la formazione dei piloti; per una professione come questa le esercitazioni pratiche sono ovviamente fondamentali, e i simulatori di volo sono utili proprio in tale ottica.

Alcuni simulatori di volo riproducono le cabine di pilotaggio con straordinaria fedeltà, al punto che le relative componenti tecniche possono essere utilizzate anche su un aereo reale; non è affatto raro che alcune compagnie, laddove debbano sostituire con urgenza degli elementi dei loro aerei, li prelevino dai loro simulatori.

Esistono anche dei simulatori dedicati agli assistenti di volo, i quali riproducono porzioni di aereo in cui gli aspiranti assistenti vengono formati e vengono abituati a fronteggiare tutte le criticità che possono presentarsi nello svolgimento della loro attività.

Il risparmio economico determinato dai simulatori di volo

Come si diceva, i simulatori di volo sanno garantire grandissimi vantaggi nella formazione dei futuri piloti, e il primo aspetto che va sottolineato è quello economico.

Sicuramente i simulatori di volo sono macchinari molto costosi, essendo ricchissimi di tecnologie di alto livello, ma possono fare risparmiare delle cifre altissime alle compagnie di volo: i voli di esercitazione, infatti, hanno un costo altissimo, ecco perché svolgere almeno parte della formazione in questo modo sa rivelarsi davvero efficiente.

Pare strano, eppure i simulatori di volo contribuiscono anche a mantenere i prezzi dei voli aerei su livelli bassi, proprio grazie al fatto che le compagnie riescono a contenere i costi e a praticare tariffe maggiormente competitive.

Oltre la realtà con i simulatori di volo

Anche a livello tecnico, i simulatori di volo sono stati una grandissima innovazione: essi sanno riprodurre i voli reali in un modo assolutamente efficace e il loro utilizzo può essere addirittura più efficace di un volo vero.

Il motivo è presto detto: con un simulatore di volo, infatti, l’aspirante pilota può esercitarsi anche simulando delle situazioni di grande emergenza, cosa che in un volo reale non si potrebbe fare per ovvie ragioni.

Per tutti questi motivi, dunque, non deve stupire il fatto che le compagnie aeree, come anche le istituzioni militari e le scuole di volo, investano cifre importanti in questi di dispositivi.

Anche la nostra Scuola utilizza due simulatori di volo per l’addestramento degli allievi dei corsi proposti, tra cui PPL, ATPL e CPL. Presso la sede di Aeroclub Varese è infatti possibile utilizzare i simulatori Mechtronix Ascent e Alsim ALX, ideali per aumentare gradualmente le prestazioni del velivolo e apprendere con precisione ed accuratezza.

La scarsa presenza di donne tra i piloti d’aereo è un argomento di cui si sta parlando sempre più spesso e Willie Walsh, Direttore Generale di IATA, International Air Transport Association, con un lungo passato da pilota, ritiene che in questo ruolo i due sessi dovrebbero arrivare ad essere rappresentati in egual percentuali.

I numeri, in effetti, lasciano poco spazio a dubbi: secondo le statistiche fornite da International Society of Women Airline Pilots, infatti, nel mondo le donne pilota sarebbero 7.409, cifra corrispondente ad appena il 5% del totale.

Settore del trasporto aereo e pandemia: un’occasione

Quello in corso, peraltro, è un periodo molto particolare per il mondo del trasporto aereo: la storica crisi che ha investito il settore, dovuta all’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo, dovrebbe essere superata in modo netto già nei prossimi anni e il timore che le compagnie abbiano difficoltà a trovare dei piloti è ritenuto da più parti molto concreto.

Da un lato, infatti, durante questo periodo così particolare, è probabile che molti aspiranti piloti abbiano scelto di attendere prima di iniziare un percorso di formazione, al contempo chi aveva ottenuto il brevetto poco prima della pandemia potrebbe essersi orientato verso tutt’altro tipo di lavori per via della situazione di stallo pressoché totale di questo settore.

Anche alla luce di questo, dunque, Willie Walsh consiglia vivamente anche alle donne di valutare questa possibilità; diventare pilota comporta sicuramente sacrifici e impegno, e anche la vita professionale non è delle più semplici, tuttavia le soddisfazioni che questo lavoro sa donare sono uniche nel loro genere.

Le donne pilota di aereo in Italia

La situazione italiana relativa alla presenza di donne in questo particolare ruolo è in linea con quella internazionale: Alitalia, ad esempio, conta attualmente 42 donne tra i 1.400 piloti del suo team.

Una curiosità: prima donna italiana a pilotare un aereo, la quale fu verosimilmente anche una delle prime a livello mondiale, è stata Fiorenza De Bernardi, nata nel 1928 e figlia di Mario De Bernardi, aviatore e colonnello dell’Aeronautica a cui è oggi intitolato l’aeroporto di Pratica di Mare.

Non resta che attendere, dunque, per scoprire se negli anni a venire crescerà il numero di donne che decideranno di intraprendere questa carriera, e dunque se le percentuali dei due sessi relative a questo particolare ruolo diverranno più equilibrate.

Quella che il settore del trasporto aereo ha vissuto nella sua storia più recente, e che tutt’oggi è ancora in corso, se pur con segnali di ripresa, è stata probabilmente la crisi economica in assoluto più marcata.

L’emergenza sanitaria che ha riguardato praticamente tutto il mondo, con tutte le limitazioni che ne sono derivate, ha comportato una fase di stallo per il settore aereo che non ha davvero precedenti.

Chi stava valutando la possibilità di diventare un pilota, probabilmente in questo periodo si sarà fermato un istante a riflettere, chiedendosi se non sia il caso di orientarsi verso tutt’altro genere di lavori; il percorso che porta a divenire piloti è sicuramente impegnativo, ecco perché questa decisione merita di essere soppesata in maniera adeguata.

La ripresa del settore aereo dopo la pandemia

Se da un lato, tuttavia, è assolutamente vero che il settore del trasporto aereo stia vivendo una crisi che non ha precedenti, è anche vero che non c’è alcun dubbio sul fatto che tale crisi verrà superata: quando l’emergenza sanitaria sarà alle spalle, e in tal senso la diffusione dei vaccini anti-Covid dovrebbe essere decisiva, i collegamenti aerei torneranno a regime, probabilmente in modo ancora più intenso rispetto alla fase pre-pandemia.

Sicuramente la ripresa del settore richiederà dei tempi fisiologici: già nel 2021 si registrano degli incoraggianti “segni +”, ma la ripresa totale dovrebbe verificarsi attorno al 2024.

Alla luce di questo, pensare di divenire un pilota di aerei potrebbe essere senz’altro una buona idea, anzi questo periodo potrebbe essere addirittura quello ideale.

Il momento ideale per ottenere la licenza di pilota di aerei

Secondo molti esperti l’enorme crisi del settore, che, come detto, sarà superata con assoluta certezza, implicherà per le compagnie aeree una grossa difficoltà nell’individuare dei piloti, e le ragioni per cui si ritiene questo sono molte.

Durante la fase pandemica, infatti, molti aspiranti piloti avranno comprensibilmente scelto di aspettare per intraprendere un percorso formativo specifico, piloti che avevano appena conseguito il brevetto, invece, potrebbero essersi orientati verso altre prospettive professionali, stesso dicasi per quei piloti che hanno perduto il lavoro e che, allo stesso modo, potrebbero aver scelto altre strade per il loro futuro.

La domanda di nuovi piloti negli anni a venire, dunque, dovrebbe essere davvero enorme: solo nel 2021, infatti, le compagnie aeree dovrebbero assumere 27.000 nuovi piloti, cifra che verosimilmente crescerà negli anni successivi.

Sebbene questa sia una fase molto particolare per il mondo del trasporto aereo, dunque, tale periodo potrebbe essere davvero perfetto per chi sta pensando di intraprendere questa strada: trovare un impiego come pilota nei prossimi anni, come visto, potrebbe essere semplice a dir poco.

La nostra Scuola di volo è tra le migliori: prima in Italia ad avere ottenuto la certificazione per la valutazione delle competenze degli allievi piloti, in gergo AREA 100 KSA (Knowledge, Skills and Attitudes), possiamo contare anche sulla collaborazione con la compagnia aerea Air Dolomiti (del gruppo Lufthansa) nel progetto academy per l’addestramento dei cadetti.

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Che manutenzione è necessario eseguire su un aereo quando non viene utilizzato per lungo tempo? Come noto, il mondo del trasporto aereo sta vivendo una crisi senza precedenti per via dell’emergenza sanitaria, una crisi che comunque rientrerà con certezza negli anni a venire, di conseguenza questa domanda è particolarmente interessante in questo periodo, dal momento che diverse compagnie hanno dovuto provvedere a mantenere in condizioni ottimali i loro aerei temporaneamente fermi.

Parking e storage di un aereo non utilizzato per diverso tempo

Anzitutto, le compagnie devono disporre di spazi sufficientemente grandi per ospitare i propri aerei: molte compagnie hanno flotte assai numerose, di conseguenza lo spazio necessario è tutt’altro che trascurabile.

Quando un velivolo si ferma in aeroporto o in un hangar, prevedendo che riprenda a volare nell’arco di 6 mesi, in gergo tecnico si parla di “parking”, e questo comporta una manutenzione piuttosto leggera che prevede l’effettuazione di alcune operazioni quali la sostituzione di alcune componenti e l’effettuazione di alcune modifiche, oltre a dei controlli per identificare in maniera efficace eventuali problemi.

Se per il velivolo, invece, si prevede una sosta più lunga, ovvero un ritorno al volo nell’arco dei successivi due anni, si può parlare di “storage”.

In questi casi, come si può ben immaginare, occorre una manutenzione maggiore: oltre a quanto viene compiuto per il “parking”, infatti, devono essere effettuate delle azioni di conservazione che variano sulla base di aspetti quali tipologia di aereo, lunghezza della sosta e luogo in cui l’aereo è posteggiato.

Nello “storage” vengono in genere rimosse più componenti, anche di dimensioni importanti, si pensi ad esempio a slat, flap ed APU.

È prassi che gli interni siano coperti, affinché rimangano perfettamente puliti, che i carrelli vengono impacchettati, inoltre, se l’aereo è custodito all’aperto, si evita in tutti i modi che i vari punti del velivolo non vengano utilizzati dagli uccelli per realizzare dei nidi.

Nei parcheggi outdoor è sempre molto importante la copertura dei finestrini, per evitare che gli interni si scoloriscano per via dell’esposizione ai raggi solari, anche i circuiti elettrici delle batterie vengono interrotti.

Anche i vari test di performance, come si può immaginare, sono molto più approfonditi rispetto a quanto eseguito nel “parking”.

Pulizia e manutenzione degli aerei nell’hangar

Anche la pulizia ha la sua rilevanza nella manutenzione di un aereo destinato a restare fermo a lungo: la compagnia Etihad Airways, ad esempio, ha dichiarato di investire grandi risorse per quest’attività.

Lo stesso si può dire per quanto riguarda la manutenzione degli pneumatici: Qantas Airways ha affermato di eseguire periodicamente il “giro” delle ruote dei suoi velivoli, rimorchiandoli in pista, inserendo uno speciale fluido nel carrello d’atterraggio per scongiurare la comparsa della ruggine.

Ovviamente i velivoli richiedono manutenzione costante anche nel caso in cui non restino a terra per tempi prolungati. Presso Aeroclub Varese è la nostra Officina Certificata CAMO ad occuparsi quotidianamente di controlli, pulizia e rifornimento degli aeroplani per garantire la sicurezza che è parte fondamentale della nostra filosofia.

Quando si parla della possibilità di divenire un pilota di aerei si tende a pensare subito al pilota di linea, in realtà chi svolge questa professione può operare anche in modalità differenti.

Queste, si badi bene, non sono delle opzioni “di serie B”, anzi molti piloti le reputano più piacevoli ed appaganti e, in alcuni casi, anche più remunerative rispetto al canonico lavoro presso una compagnia aerea.

Per il futuro pilota, dunque, quali possono essere le alternative alla classica guida di aerei di linea? Scopriamolo subito.

Diventare pilota di aereo cargo

Pilotare un aereo cargo è un qualcosa di ben diverso dalla guida di un aereo di linea, sebbene questi due velivoli siano tecnicamente analoghi.

Un aereo cargo, infatti, non è altro che un aereo senza sedili i cui spazi interni sono utilizzati per il trasporto di merci di ogni tipo, di conseguenza non ci sono procedure o tecniche specifiche.

I piloti di aerei cargo viaggiano da soli e questo può essere, soggettivamente, un “pro” o un “contro”: c’è chi preferisce non dover avere a che fare con dei passeggeri esigenti e talvolta fastidiosi, ma c’è anche chi soffre il fatto di dover viaggiare in solitudine, dal momento che a bordo non vi sono neppure gli assistenti di volo.

I viaggi per il trasporto di merci si effettuano spesso di notte, dunque è frequente che si lavori nelle ore notturne, inoltre i turni possono variare in modo importante dal momento che la necessità di compiere tali viaggi è correlata alla richiesta di movimentare determinate merci, la quale è sicuramente più flessibile rispetto ai viaggi in cui si trasportano passeggeri.

Bisogna dire tuttavia che in caso di crisi del tutto inattese quali quella che il trasporto aereo sta vivendo attualmente per via dell’emergenza sanitaria internazionale, i piloti di aerei cargo sono quelli più certi di poter mantener il posto di lavoro.

Cosa fa il Survey Pilot

Il cosiddetto Survey Pilot è un pilota a cui viene richiesto di percorrere delle rotte “sperimentali” che, se risulteranno interessanti, verranno successivamente adoperate per collegamenti di varia natura.

I piloti che effettuano questo tipo di voli possono ritrovarsi ad utilizzare i velivoli più diversi e durante tali tragitti il ricorso alle automazioni è pressoché nullo, dal momento che chi commissiona questi voli desidera valutare la loro esecuzione dal punto di vista tecnico.

Lo svolgimento di questo lavoro può essere piuttosto discontinuo, ma un “pro” molto importante è legato al fatto che si possono sorvolare territori affascinanti e poco conosciuti.

Un’alternativa al pilota di linea: pilota d’esibizione

Il pilota d’esibizione è chiamato a condurre un velivolo per finalità prettamente visive, si pensi ad esempio agli show in cui si emettono dei fumi colorati.

Si tratta, è evidente, di performance molto avanzate, di conseguenza è necessaria un’esperienza specifica certificata, tuttavia questi piloti meritano di essere definiti dei veri e propri artisti.

I vantaggi per un Pilota business

Il pilota di aerei business non presta la sua opera per una compagnia aerea, bensì è alle dirette dipendenze di un’azienda che ha la necessità di trasferire manager o altri lavoratori in modo comodo ed efficiente, allo stesso modo questi piloti possono essere assunti direttamente da magnati e persone particolarmente abbienti affinché vengano soddisfatte le loro esigenze professionali e private.

Il pilota business guadagna in genere molto di più rispetto al pilota di linea, inoltre questo lavoro lo porta a pernottare spesso in strutture lussuose e a soggiornare in località esclusive.

L’aspetto negativo è legato invece alla flessibilità: questi piloti devono saper garantire una disponibilità massima, di conseguenza il tempo per la famiglia e per la vita privata è ridotto al minimo.

Pilota di aerei per paracadutisti

Quello del paracadutismo è un hobby molto amato e il pilota di questi aerei è dunque chiamato a servire in maniera ottimale le persone che desiderano provare l’ebbrezza di lanciarsi nel vuoto.

Questi piloti devono essere in grado di condurre con precisione il velivolo ad una determinata altezza rispetto al suolo, e devono inoltre fare in modo che i paracadutisti escano dall’aereo in modo assolutamente sicuro.

Le opportunità lavorative per questo tipo di piloti stanno crescendo e per questo si tratta di un lavoro particolarmente interessante.

La professione dell’istruttore di volo

Quella dell’istruttore di volo può essere un’opportunità professionale molto appagante e remunerativa, tuttavia non può essere un obiettivo realizzabile nell’immediato per un neofita.

Per formare nuovi piloti, infatti, occorrono capacità molto approfondite, di conseguenza prima di ricoprire con successo questo ruolo è necessario aver maturato un’esperienza importante e aver conseguito specifiche certificazioni. La Scuola di Volo Aeroclub Varese propone anche un corso per Istruttore di volo, l’ideale per chi vuole trasmettere la sua passione per l’aviazione.

Il progetto di Leonardo per il trasporto con droni

L’azienda italiana Leonardo è impegnata in un interessante progetto che coinvolge anche il Comune di Torino e la società D-Flight.

Dopo aver ottenuto regolare autorizzazione da ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, Leonardo ha avviato una serie di prove dedicate al trasporto di merci pesanti tramite drone.

Utilizzare i velivoli a pilotaggio remoto per movimentare merci è un obiettivo che si sta cercando di valorizzare al meglio in molti Paesi, ma questo progetto tutto italiano è molto speciale perché, come detto, prevede il trasporto di merci piuttosto pesanti.

In questo progetto, che è stato denominato “Sumeri: si salpa!”, si sono utilizzati droni in grado di trasportare diverse centinaia di chili per tratte importanti, nell’ordine di 50 Km.

I vantaggi del trasporto merci con i droni

Laurent Sissmann, SVP Unmanned Systems di Leonardo, ha sottolineato come il perfezionamento di tale iniziativa potrebbe rendere le città molto più funzionali ed efficienti, senza trascurare il fatto che queste metodologie di trasporto potrebbero rivelarsi provvidenziali in situazioni di emergenza, come è stato purtroppo necessario negli ultimi mesi.

Sissmann ha inoltre rivolto il proprio ringraziamento al Comune di Torino, il quale si è impegnato molto attivamente in quest’iniziativa, ed ENAC, la quale ha fornito pieno supporto.

Il Direttore Generale di ENAC, Alessio Quaranta, ha affermato che il progetto “Sumeri: si salpa!” ha consentito all’ente di implementare metodologie innovative di analisi del rischio stabilite dalla regolamentazione per le operazioni dei droni, ed è determinante, in tale ottica, il supporto di grandi stakeholder quali l’azienda Leonardo.

I partners del progetto

Su quest’intrigante progetto si è espresso anche Marco Pironti, Assessore all’innovazione della Città di Torino, che ha evidenziato come la mobilità aerea urbana sia il vero fiore all’occhiello della città torinese, la quale sta dimostrando di essere fortemente propensa all’innovazione, dicendosi assolutamente orgoglioso di quanto si sta compiendo.

Anche D-Flight sta approfittando di queste sperimentazioni per effettuare delle preziose innovazioni tecnologiche, e si sta confermando una delle più importanti piattaforme U-Space d’Europa.

Quand’è che il settore del trasporto aereo si riprenderà definitivamente dall’enorme crisi che sta vivendo?

L’impatto del Covid-19 sul settore dei trasporti aerei

Come ben si sa, l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus Covid-19 ha avuto degli effetti profondamente negativi su molteplici settori, e quello del trasporto aereo è stato tra quelli in assoluto più colpiti.

Le limitazioni alla mobilità, il comprensibile timore nel viaggiare, soprattutto all’estero, e delle procedure di sicurezza ancora molto diverse da nazione a nazione hanno creato nel mondo del trasporto aereo una crisi che non ha precedenti.

Le previsioni di ripresa del settore aereo

Si stanno registrando dei segnali di ripresa: in molte aree del mondo, infatti, le restrizioni sono divenute meno ferree e soprattutto tantissime persone stanno avendo modo di vaccinarsi, tuttavia affinché il settore possa riprendersi dalle enormi perdite subite ci vorrà del tempo.

Secondo IATA, International Air Transport Association, i livelli pre-crisi non verranno raggiunti prima del 2024.

Alexandre De Juniac, direttore generale e CEO di IATA, ha dichiarato che il 2020 resterà alla storia come l’anno più buio di sempre per il settore, alla luce di centinaia di miliardi di euro in meno di ricavi i quali hanno comportato dei drastici tagli dei costi con conseguenti perdite di tantissimi posti di lavoro.

Il taglio dei costi, ad ogni modo, non ha salvato le compagnie dal tracollo economico: secondo De Juniac infatti i costi sono stati tagliati del 45,8%, ma i ricavi si sono ridotti del 60,9%.

Il cambio di tendenza previsto nel 2021

De Juniac ritiene che nel 2021 si registrerà un incremento del numero di passeggeri, dunque già nell’anno in corso il cambio di tendenza sarà evidente, ma si tratterà comunque di cifre ben lontane da quelle pre-crisi, di conseguenza per raggiungere una situazione di normalità bisognerà aspettare ancora.

IATA si è sbilanciata anche nell’indicare le zone geografiche che più contribuiranno alla ripresa del settore, e da questo punto di vista non si hanno esitazioni nell’indicare le aree dell’Asia del Pacifico, non solo per la loro popolosità e per la loro importante domanda, ma anche perché quello cinese è stato uno dei primi mercati che ha registrato dei segni di ripresa.

Il sempre florido mercato statunitense saprà senz’altro contribuire al rilancio del settore nelle zone del Nord America, mentre il Sud America, come anche l’Africa, dovrebbe riprendersi ben più lentamente per molteplici fattori, in primis le difficoltà legate alla distribuzione dei vaccini.