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Ogni pilota di aereo ha le proprie preferenze e necessità per quanto riguarda l’attrezzatura che porta con sé durante il volo, ma ci sono degli strumenti che non dovrebbero mai mancare a bordo, in particolare per un pilota privato, che abbia appena ottenuto la licenza PPL o sia già un pilota esperto.

Strumenti indispensabili per il pilota

Certificato medico e patentino da pilota

Un pilota non potrebbe mai operare in assenza di un’apposita licenza e di un certificato medico di idoneità, di conseguenza al primo posto non potrebbero che esserci questi fondamentali documenti.

Auricolare con batterie di riserva

L’auricolare è uno strumento imprescindibile per il pilota, proprio per questo motivo si raccomanda vivamente di disporre anche di batterie di riserva.

Acqua e snack

Avere acqua a disposizione è sempre fondamentale, e ciò ovviamente non fa eccezione per il pilota in volo.

Avvertire una sensazione di disidratazione può avere molteplici effetti negativi, che potrebbero rivelarsi davvero critici mentre ci si ritrova a migliaia di metri dal suolo a condurre un velivolo.

Gli snack potrebbero sembrare meno indispensabili, ma in realtà anche la possibilità di mangiare qualcosa ha la sua rilevanza: avere sempre a disposizione un paio di barrette energetiche non può che essere un’abitudine positiva.

Occhiali da sole

Siamo soliti considerare gli occhiali da sole come un accessorio di moda, un vezzo estetico, ma per un pilota essi sono uno strumento provvidenziale.

L’ideale è scegliere degli occhiali da sole polarizzati muniti di lenti antiriflesso.

Attrezzatura ausiliaria per i piloti di aerei

Software per i grafici elettronici

Software specifici dedicati all’elaborazione di grafici elettronici supplementari rispetto a quanto è in grado di riprodurre la cabina di pilotaggio sanno essere davvero utilissimi, e tra i più interessanti si segnala ForeFlight.

Carta, penna e ginocchiera

Articoli come questi non sono probabilmente tra i più moderni, ma la loro utilità è indiscussa, dal momento che può capitare che il pilota abbia esigenza di annotare frequenze o istruzioni di qualsiasi tipo.

La ginocchiera funge ovviamente da supporto, e i modelli di ultima generazione prevedono spazi specifici sia per il blocco note che per un tablet.

Cavi di ricarica e batterie di riserva

I tablet sono ormai ampiamente adoperati dai piloti durante i loro voli, ragion per cui non si può prescindere da questi strumenti tecnologici.

Tester per carburante

Al contrario di quanto si potrebbe credere, il tester per carburante è un oggetto piccolo che può essere trasportato con grande facilità, e questo è un ulteriore motivo per averlo sempre a disposizione.

Il pilota è abituato a rifornirsi presso aeroporti diversi, di conseguenza accertarsi circa la qualità del carburante non può che essere una buona prassi.

Altri piccoli oggetti “extra”

Ci sono tanti piccoli oggetti che sanno essere molto preziosi per il pilota, e spesso è l’esperienza a rivelarne la loro grande utilità.

Alcuni esempi? Una torcia, un coltellino, una bussola, un kit di primo soccorso, un pulsossimetro o anche un sacchetto per il vomito: anche i piloti più esperti, purtroppo, possono essere interessati da episodi di rigetto quando sono in quota.

Diventare un istruttore di volo non è solamente un’alternativa al lavoro di pilota di linea, ma un ruolo che può essere davvero gratificante e regalare grandi soddisfazioni. Gli istruttori di volo sono delle vere e proprie “guide” per i loro allievi e ne raccolgono tutte le emozioni nel veder realizzare il loro sogno di diventare pilota. È una responsabilità di condivisione di passione e conoscenza.

Per essere un buon istruttore di volo non è sufficiente essere un valido pilota: ecco alcuni consigli utili per chi desidera intraprendere questa carriera.

Un buon istruttore di volo deve avere molteplici “skills”

Anzitutto, un buon istruttore di volo deve poter vantare diverse “skills”: oltre a delle competenze tecniche impeccabili infatti dev’essere un informatico, un “nerd”, deve saper essere un mentore, uno psicologo, un motivatore e tanto altro ancora.

Ovviamente, non bisogna dimenticare che divenire istruttore è un traguardo che non potrà mai dirsi raggiunto in maniera definitiva: chi svolge questa professione deve informarsi costantemente, se vuol garantire ai propri allievi la miglior formazione possibile.

L’istruttore di volo deve essere pignolo

Essere pignolo è una caratteristica che dovrebbe sempre contraddistinguere l’istruttore di volo.

Il primo aspetto che un istruttore dovrebbe trasmettere ai propri allievi è il fatto che il rispetto delle procedure è, in questa disciplina, assolutamente fondamentale, di conseguenza non esistono operazioni secondarie o eseguibili con scarsa concentrazione.

Chi si pone con gli allievi senza essere pignolo e con un atteggiamento “laissez faire” potrà forse risultare un buon istruttore agli occhi degli allievi, ma nella realtà non lo sarà affatto.

Guidare gli allievi al di là della formazione

Il miglior istruttore di volo è quello che non si limita a svolgere il proprio compito, ma che prende realmente a cuore i propri allievi e cerca di guidarli anche nelle fasi successive alla conclusione del percorso di formazione.

Chi cerca di intraprendere questa strada deve essere supportato in molti modi affinché la sua formazione possa trasformarsi in un lavoro, ed è qui che il ruolo dell’istruttore può rivelarsi provvidenziale.

Ascoltare e coinvolgere gli allievi

Un buon istruttore non deve soltanto trasmettere le proprie competenze, ma dev’essere anche in grado di ascoltare.

Il percorso formativo ideale, dunque, non è quello unilaterale, in cui si trasmettono nozioni secondo la tipica logica della lezione frontale, bensì è fondamentale creare un coinvolgimento attivo.

A questo riguardo, peraltro, non può che essere utile il fatto che l’istruttore ponga molto spesso delle domande ai propri allievi: una prassi utile non solo per verificare che abbiano ben compreso, ma anche per tenere sempre alti i loro livelli di attenzione.

Far fare esperienza pratica agli allievi

È molto importante, infine, che l’istruttore faccia fare agli allievi la giusta dose di esperienza pratica.

Il volo è ovviamente una parte fondamentale della formazione degli allievi e la costruzione dell’esperienza passa, come sempre, anche attraverso l’errore.

Fare in modo che l’allievo affronti personalmente le diverse criticità, anche sbagliando, è sicuramente un ottimo approccio formativo; ovviamente la sicurezza deve restare sempre una priorità, questo è chiaro, ma è bene che l’aspirante pilota verifichi personalmente quali possono essere i principali errori che può compiere mentre è in cabina di pilotaggio.

Se il tuo obiettivo è diventare un istruttore di volo, Aeroclub Varese ti propone corsi per ottenere la Certificazione di Istruttore per il Volo a Vista (FI), Volo Strumentale (IRI), Volo con Aerei di Classe Multi Engine (CRI) Multi Crew Coordination (MCCI). L’eccellenza della nostra Scuola di volo è stata di recente confermata con la certificazione per la valutazione delle competenze degli allievi piloti, AREA 100 KSA (Knowledge, Skills and Attitudes). Abbiamo l’esperienza, la motivazione e la passione per fornirti le giuste competenze e aiutarti a diventare un istruttore di volo qualificato e preparato.

È molto interessante chiedersi quanto carburante occorra per un determinato volo; una compagnia aerea, ovviamente, saprebbe rispondere a un simile quesito con estrema precisione per ogni suo collegamento, ma per chi è un semplice “profano” la risposta è tutt’altro che scontata.

Cerchiamo dunque di capire quali sono i principali aspetti che devono essere considerati.

Il carburante necessario per il viaggio in aereo

Il carburante che il velivolo consuma durante il suo viaggio, quindi mentre è in volo, è sicuramente l’aspetto più ovvio; tuttavia, non è correlato esclusivamente alla quantità di chilometri che dev’essere percorsa.

Ulteriori fattori da considerare sono infatti le condizioni meteorologiche, il vento, che, laddove sia consistente, può essere sfruttato per ridurre leggermente i consumi, la velocità con cui si intende procedere ed altro ancora.

Il carburante che dev’essere previsto per un volo, tuttavia, non deve corrispondere esclusivamente a quello del viaggio in senso stretto, scopriamo subito perché.

I consumi per la modalità “taxi”

Si parla di modalità “taxi” in riferimento ai consumi che l’aereo produce per muoversi sulla pista.

Sebbene questi consumi siano senz’altro esigui in rapporto a quelli consumati in volo, devono comunque essere considerati.

Il carburante di emergenza

Come si può ben immaginare, un aereo non può certo viaggiare avendo nel serbatoio esclusivamente il carburante necessario per il compimento del volo, ma è sempre necessario disporre di carburante di emergenza, per ogni evenienza.

Da questo punto di vista, è senz’altro un buon principio quello di prevedere circa il 5% di carburante in più rispetto a quello necessario per raggiungere la meta.

Disporre di carburante di riserva può rivelarsi provvidenziale per diverse evenienze: nel caso in cui lo scalo di atterraggio previsto non sia fruibile, ad esempio, oppure laddove per degli imprevisti, come può ad esempio essere un problema al carrello d’atterraggio, l’aereo consumi una quantità di carburante superiore.

Carburante per il volo di ritorno

La prassi prevede che un aereo si rifornisca in aeroporto una volta atterrato, tuttavia non è sempre così.

Può capitare infatti che in determinati scali non ci sia la possibilità di alimentare gli aerei, di conseguenza le compagnie aeree devono prevedere nel serbatoio del velivolo non solo il carburante necessario per il volo, ma anche quello necessario per il viaggio di ritorno.

Diventare pilota d’aereo è ovviamente un obiettivo che può essere raggiunto solo a seguito di studi mirati, che consentono all’allievo di conseguire un titolo spendibile nel mondo del lavoro.

La licenza di volo attesta la capacità chi la consegue di operare secondo le caratteristiche e le limitazioni contenute nella stessa. ENAC suddivide le licenze in base alle categorie di aeromobili: velivoli, elicotteri, alianti, palloni e dirigibili.

Concentriamoci sulle licenze più gettonate, conseguibili presso la nostra Scuola di Volo.

Licenza di pilota privato

La Licenza di pilota privato è una licenza che consente di pilotare velivoli a scopo non remunerativo. Si parla più propriamente di licenza di pilota privato quando si fa riferimento alla licenza PPL, ma esiste anche la licenza LAPL, ossia quella di pilota di aeromobile leggero.

La licenza PPL prevede requisiti abbastanza stringenti, ovvero almeno 35 ore di guida a doppio comando e 10 da pilota in comando.

Il limite d’età è almeno 17 anni, come per la licenza LAPL, che richiede invece un numero di ore leggermente inferiori: 24 a doppio comando e 6 in comando.

Un aspetto molto importante è il fatto che la Licenza di pilota privato non prevede il limite di un unico passeggero, di conseguenza consente di guidare aerei più grandi, mentre quella LAPL consente il pilotaggio di un velivolo di un massimo di 2000 kg con un massimo di 3 passeggeri.

Licenza di pilota commerciale

La licenza di pilota commerciala, CPL, è quella che riguarda i piloti professionisti: chi la consegue, infatti, può affacciarsi al mondo dell’aviazione con opportunità lavorative notevoli, si pensi ad esempio alla guida di jet aziendali, guide turistiche ed altro ancora.

Per ottenere la licenza CPL bisogna aver già ottenuto la licenza di pilota privato PPL, occorre un’età minima di 18 anni per sostenere l’esame teorico e avere già sostenuto 150 ore di volo totali.

Licenza di pilota di linea

La cosiddetta ATPL, Airline Transport Pilot License è quella che riguarda il pilota professionista in senso stretto, ovvero quello che può lavorare alle dipendenze di una compagnia aerea.

Questo è chiaramente il traguardo più ambito e, come si può facilmente immaginare, per raggiungerlo occorrono requisiti importanti, a cominciare dal superamento di test medici rigorosi.

Tra formazione teorica e pratica, a questo pilota sono richieste infatti almeno 1.500 ore di volo registrate, occorrono almeno 2 anni per poter raggiungere quest’obiettivo, tuttavia la licenza ATPL è la più alta qualifica che si possa conseguire in tal senso e non pone alcuna limitazione.

Quanto tempo occorre per diventare un pilota di aerei? Tante persone interessate ad intraprendere questo percorso si pongono questa domanda, cerchiamo dunque di dare una risposta esauriente.

Come misurare la durata di un corso di questo tipo?

Anzitutto, bisogna specificare che tra diverse scuole di volo possono esistere alcune differenze, per il semplice fatto che le programmazioni settimanali delle lezioni, o comunque gli intervalli di tempo tra i vari step formativi, possono variare.

Ciò che non cambia in alcun modo è invece la quantità effettiva di ore che vengono dedicate alla formazione, sia teorica che pratica: questi aspetti sono comuni in quanto sono determinati per legge, di conseguenza se si vuole sapere quanto tempo occorra per divenire pilota, è senz’altro opportuno rispondere in termini di ore, piuttosto che di mesi.

Fatta questa doverosa premessa, si può sottolineare che i percorsi per divenire pilota di aerei differiscono tra loro, anche per durata, in relazione al tipo di brevetto che si vuol conseguire; considerando che i brevetti maggiormente ambiti sono, in genere, quello per pilota privato e quello per pilota commerciale, scopriamo nel dettaglio quanto tempo richiedono agli allievi che frequentano i relativi corsi.

La licenza di pilota privato

Per la licenza di pilota privato, PPL, che consente al pilota di poter condurre velivoli monomotore di tipo non commerciale, richiede un corso di formazione teorica di 100 ore, cui deve aggiungersi un addestramento pratico di complessive 45 ore, di cui 35 a doppio comando e 10 da pilota in comando.

La licenza di pilota commerciale

Ben più lungo è invece il percorso formativo che porta a divenire piloti di aerei commerciali: con un brevetto come questo, d’altronde, si può essere assunti dalle varie compagnie per condurre voli di linea.

In questo caso le ore di formazione teorica sono 800, cui segue un addestramento pratico suddiviso in 5 parti: la prima prevede 10 ore di volo a doppio comando fino al decollo da unico pilota, la seconda 20 ore, tra cui vi sono anche ore dedicate alla prima navigazione da solo pilota, la terza è di 50 ore, comprensiva anche di 5 ore di volo notturno, la quarta è di 100 ore complessive, che includono anche condizioni tecniche particolari, ed infine la quinta fase, la quale prevede 36 ore dedicate all’istruzione al lavoro in ambiente ad equipaggio plurimo.

Quello descritto è il percorso di ATPL integrato, il più classico e completo per chi cerca una carriera nell’aviazione. L’impegno necessario è rilevante anche per il corso ATPL modulare, ma questa tipologia di preparazione è più flessibile: la scelta è individuale.

Non va trascurato lo studio personale

Per entrambe le tipologie di brevetto, ovviamente, bisogna considerare anche lo studio personale, difficile da quantificare in maniera esatta, ma certamente necessario affinché la formazione si riveli efficace.

Chi fa il pilota lo sa molto bene: prepararsi in maniera ottimale al volo è importante almeno quanto la buona conduzione del mezzo, di conseguenza è molto interessante scoprire quali sono le fasi fondamentali.

Le fasi della preparazione al volo: il Briefing AIS

Nel cosiddetto Briefing AIS il pilota identifica tutte le informazioni destinate ad influire sul volo, da intendersi sia come informazioni aeronautiche permanenti, ovvero quelle contenute nelle pubblicazioni nazionali di informazioni aeronautiche, che come informazioni temporanee.

Il Briefing meteorologico

Il briefing meteorologico è finalizzato a verificare le previsioni meteo riguardanti il percorso che si andrà a compiere: venti, nuvole, eventuali turbolenze, sono queste le informazioni che vengono visualizzate e rappresentate con appositi grafici.

I bollettini metereologici si distinguono in due diverse tipologie: effettivi, ovvero i Meteorological Terminal Air Report, e di previsione.

La valutazione di rotta e navigazione

Sono molteplici, inoltre, le informazioni che il pilota deve adeguatamente valutare per quel che riguarda la rotta e la navigazione che andrà a compiere.

Bisogna considerare infatti i voli che attraversano i confini nazionali, eventuali spazi aerei controllati e limitazioni dello spazio aereo e le modalità di navigazione. Anche i voli in mare aperto necessitano di accortezze mirate.

Preparazione del grafico, della mappa o della cartina di volo

Tutte le informazioni di cui si è detto devono essere adeguatamente rappresentate: le mappe, infatti, vanno contrassegnate con tutto ciò che può essere rilevante per l’ottimale esecuzione del volo, soprattutto per quel che riguarda aree pericolose e controllate e altre criticità potenzialmente rilevanti.

La presentazione del piano di volo

Per quanto riguarda la presentazione è interessante come le tempistiche varino a seconda della tipologia di volo. Per i voli IFR o misti può essere presentato fino a 3 ore prima dell’EOBT, Estimated Off Block Time; 60 minuti prima per voli con assistenza del traffico aereo; 30 minuti per FPL sostitutivi. Mentre per voli di soccorso, sanitari, con Capi di Stato o autorizzati ENAC non sono previsti tempi limite.

Infine, se richiesto, potrebbe essere necessario preparare un piano di volo VFR (Visual Flight Rules) o IFR (In strumentale Flight Rules) da presentare alle autorità ATC.

Imparare come preparare un piano di volo è un passaggio fondamentale dell’addestramento per i piloti: scegli il tuo corso con la Scuola di Volo di Aeroclub Varese e impara dai migliori istruttori.

La scelta della scuola di volo da frequentare è sicuramente un momento molto importante nella vita dell’aspirante pilota: il percorso che porta al raggiungimento di questo traguardo richiede un grande impegno, senza ovviamente trascurare l’investimento economico. Di conseguenza è fondamentale operare una scelta oculata.

Non esitiamo, dunque, e scopriamo quali sono gli aspetti più rilevanti che devono essere valutati.

Scelta della Scuola di Volo: le dotazioni strumentali

Senza dubbio, le dotazioni strumentali sono un aspetto molto importante sulla base di cui valutare la scuola di volo, ma a cosa si fa riferimento esattamente?

Una buona scuola deve disporre anzitutto di locali adeguati e ben attrezzati per le lezioni teoriche, stesso dicasi per i luoghi in cui si effettuano le operazioni pre e post volo; non può che essere positivo, inoltre, il fatto che la scuola sia dotata di un simulatore di volo, strumento tecnologico che sa rivelarsi davvero utilissimo ai fini didattici, conferendo all’allievo dell’esperienza pratica pur non essendo effettivamente in volo. Scopri l’importanza dei simulatori di volo nell’addestramento dei piloti di aereo e i modelli disponibili presso la nostra sede.

L’importanza del parco velivoli

I velivoli di cui la scuola è in possesso sono senz’altro un aspetto molto importante da considerare, è proprio su tali mezzi, d’altronde, che l’allievo verrà formato dal punto di vista pratico.

È necessario che una scuola di volo disponga di aerei di qualità, senz’altro, ma è importante anche che il parco velivoli sia piuttosto ampio: effettuare le ore di volo su aerei differenti, infatti, può essere assai utile sul piano formativo.

La Scuola di Volo di Aeroclub Varese dispone di 15 velivoli di proprietà, in perfette condizioni anche grazie alla nostra Officina Certificata CAMO.

Gli istruttori

Non c’è che dire, gli istruttori sono l’elemento fondamentale di una scuola di volo, di conseguenza tale aspetto dovrebbe essere valutato sempre con la massima attenzione.

Alla luce di questo, è bene informarsi circa l’esperienza di questi professionisti, inoltre è molto importante che garantiscano una disponibilità continuativa: per l’allievo, infatti, dover interrompere il proprio percorso di formazione può essere un qualcosa di negativo e può rallentare il processo di apprendimento.

Il Corpo Istruttori della nostra Scuola di Volo è composto da piloti professionisti che hanno una grande passione per l’insegnamento, oltre che il volo.

Le opinioni degli ex allievi per la scelta della Scuola di Volo

Oggi conoscere le opinioni di chi ha già acquistato un prodotto o di chi ha già usufruito di un servizio è davvero molto semplice, soprattutto grazie al web, di conseguenza l’aspirante pilota che vuole iscriversi ad una scuola di volo non dovrebbe lasciarsi sfuggire la possibilità di scoprire cosa dicono gli ex allievi.

Sicuramente questi pareri sono da considerarsi molto importanti e hanno il loro peso: scegliere una scuola solamente per una recensione positiva sarebbe tuttavia affrettato. Si parla di un percorso importante e impegnativo. Per questo noi di Aeroclub Varese invitiamo tutti gli aspiranti piloti a prendere in considerazione più alternative e a visitare la nostra scuola per vedere personalmente come è organizzata.

La giovanissima compagnia aerea statunitense Breeze Airways, il cui CEO è David Neelemann, già fondatore di JetBlue, inizia ad essere operativa.

I primi voli targati Breeze Airways sono decollati alla fine di maggio, con varie destinazioni, e tutto lascia immaginare che l’offerta di questa “neonata” non tarderà a svilupparsi.

La flotta di Breeze Airways

La compagnia ha scelto di dotarsi, inizialmente, di 13 velivoli Embraer: i velivoli saranno acquisiti in leasing nel corso dell’estate ed entro la fine dell’anno la flotta dovrebbe ampliarsi ulteriormente.

Nello specifico, Breeze Airways si doterà di 3 aerei E195 e di 10 jet E190, e sono proprio quest’ultimi a catalizzare l’attenzione, essendo reputati assai innovativi.

La preferenza per i jet E190 di Embraer

Embraer, noto produttore brasiliano, ha sottolineato come David Neelemann abbia scelto i jets E190 per entrambe le compagnie di cui è a capo, segno evidente del fatto che si tratta di velivoli dalle ottime caratteristiche e in grado di offrire un’esperienza di volo molto piacevole e confortevole.

Delle conferme assolutamente nette giungono proprio dalle dichiarazioni di Neelemann, il quale definisce questi velivoli “fenomenali”, essendo in grado di soddisfare le esigenze delle compagnie all’insegna della massima flessibilità.

In particolare, Neelemann indica come caratteristica particolarmente interessante l’assenza di posti centrali, una novità non da poco per quel che riguarda i voli di linea.

I jet E190 possono ospitare fino a 108 passeggeri, mentre i loro “cugini”, ovvero gli aerei E195, toccano quota 118 passeggeri.

Come si può diventare pilota privato di aerei? L’ottenimento di una licenza di questo tipo consente di guidare un aereo di proprietà o a noleggio, non si tratta dunque di un conseguimento finalizzato ad ambizioni professionali, ma è comunque un qualcosa di assai allettante e può comunque essere il trampolino di lancio per conseguire, in seguito, licenze più importanti.

Licenza di pilota privato: le scadenze

Anzitutto, è utile sottolineare che questa licenza non ha scadenza, e questo è un importante punto di forza, tuttavia bisogna mantenerla aggiornata effettuando una guida con un istruttore ogni due anni e registrando delle ore di volo se si vogliono trasportare dei passeggeri; in caso di lunga inattività dopo il conseguimento, invece, occorre un esame “di revisione” ad opera di un istruttore.

I requisiti per diventare pilota privato

I requisiti indispensabili previsti dall’ENAC, Ente Nazionale per L’aviazione Civile, sono i seguenti: almeno 17 anni di età e l’idoneità medica di classe 2, certificata dall’Istituto Medico Legale dell’Aeronautica Militare o da un ambulatorio della Sanità Marittima del Ministero della Salute. Se si intende conseguire l’abilitazione alla fonia inglese è necessario il certificato TEA livello 4 che confermi la padronanza dell’inglese

Come si consegue la licenza di pilota privato

È necessario un percorso di studio teorico presso una Scuola di Volo certificata o approvata ENAC, la cui frequenza ha un costo variabile. Al termine delle lezioni frontali e dello studio individuale si tiene un esame scritto che, ovviamente, dev’essere superato per poter conseguire la licenza.

Il corso teorico per la licenza PPL di Aeroclub Varese include 100 ore, con le materie: nozioni generali sugli aeromobili, regolamentazione aeronautica, prestazioni e pianificazioni, prestazioni umane e limitazioni, navigazione, meteorologia, procedure operative, principi del volo e comunicazioni.

Segue una fase pratica, in cui l’aspirante pilota conduce il velivolo affiancato da un istruttore: la quantità minima di ore di volo è di 35 a doppio comando, per la licenza PPL. Occorrono inoltre 10 ore da pilota in comando, di cui almeno 5 di navigazione VFR.

Le lezioni pratiche, di norma, prevedono sedute di 2 ore, e nelle medesime l’istruttore fa compiere all’allievo tutte le operazioni tipiche della conduzione del velivolo, quindi i check iniziali, decollo, atterraggio e via discorrendo.

Presso la Scuola di Volo di Aeroclub Varese vengono utilizzati in particolare i nostri velivoli di proprietà, come il Cessna 172 M/N e il Tecnam P2000JF. Completano l’addestramento i simulatori di volo Mechtronix e Alsim FNPT II.

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha modificato in maniera notevole le nostre vite e sebbene la situazione stia migliorando, anche grazie alla diffusione dei vaccini, ci sono comunque delle accortezze che è importante rispettare.

Addestramento in volo e Covid-19

Questo virus, ovviamente, ha avuto dei risvolti anche per quel che riguarda le modalità di effettuazione dell’addestramento degli aspiranti piloti, oggi infatti è necessario rispettare determinate procedure per minimizzare la possibilità di contrarre il virus.

Quali sono le più importanti? Alcune sono ormai di dominio comune, altre invece sono più specifiche per chi si dedica a questo tipo di formazione. Scopriamo le principali.

Bisogna lavarsi le mani regolarmente, possibilmente utilizzando una soluzione idroalcolica, inoltre bisogna evitare di toccarsi occhi, naso e bocca.

Occorre mantenere un adeguato distanziamento interpersonale e, cosa importante, se si ha la febbre o non ci si sente bene è necessario restare a casa per evitare rischi.

Buone abitudini durante la pandemia

Se si starnutisce è importante farlo proteggendosi col proprio gomito o con un fazzoletto di carta, da gettare subito nella spazzatura, inoltre è una buona prassi quella di disinfettare repentinamente le superfici, sia quando ha inizio il proprio turno di volo, sia quando la performance è conclusa e si deve lasciare il posto ad un altro allievo.

Sebbene le scuole di volo mettano a disposizione degli auricolari, è senz’altro una buona prassi quella di portarne un paio da casa, utilizzando solo quelli: condividere con altri degli accessori come questi, infatti, non è di certo una buona pratica.

Nel caso in cui si presentino sintomi simili a raffreddore durante le lezioni, è legittimo chiedere delucidazioni e procedere a seconda della situazione. I nostri istruttori di volo e tutto il personale di Aeroclub Varese rispettano tutte le disposizioni vigenti per contrastare la diffusione di Covid-19 e, in caso di eventuali problemi si provvede immediatamente con la messa in atto delle procedure stabilite. Qualora avessi domande o dubbi puoi contattarci.

È il caso di dire la salute prima di tutto: potrai recuperare eventuali lezioni perse quanto prima per ottenere il tuo brevetto di volo.